Una petizione per difendere il lavoro dei traduttori letterari dall’Intelligenza Artificiale

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(SILVIA PIO, a cura)

È una petizione promossa dalle associazioni di traduttori letterari in Germania, Austria e Svizzera per richiedere che l’uso dell’Intelligenza Artificiale venga regolamentato in materia di diritti di autore, soprattutto per quanto riguarda le opere letterarie e la loro traduzione. È disponibile in tedesco e in inglese qui.
Margutte, che pubblica traduzioni originali e si avvale di traduttori competenti e appassionati, ne traduce qualche stralcio in italiano per informare e mettere in guardia i lettori dai rischi dell’uso indiscriminato della generazione artificiale di testi e di traduzioni.
“I traduttori letterari stanno già provando sulla loro pelle come l’automazione del lavoro intellettuale e del linguaggio umano influenzi il loro campo di lavoro e la società intera: l’arte e la democrazia sono entrambe in pericolo.”

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MANIFESTO DEL LINGUAGGIO UMANO

1) La creatività, l’esperienza sensoriale, l’individualità, la conoscenza empirica e il desiderio di comunicare propri dell’essere umano sono essenziali per il linguaggio vivente e non possono essere scomposti per diventare calcoli prevedibili.
2) L’IA generativa di testi mira a rendere il linguaggio umano e artificiale indistinguibili, è quindi disegnata non per essere uno strumento ma per sostituire le capacità umane.
3) Il linguaggio bot semplicemente riproduce lo status quo, moltiplica i preconcetti e inibisce la creatività, lo sviluppo dinamico delle lingue e l’acquisizione delle capacità linguistiche.
4) I sistemi di traduzione con macchine sono in parte basati sull’uso non autorizzato, non compensato e non trasparente di opere protette da diritto di autore, cioè su proprietà intellettuali e capacità umane sviluppate attraverso anni di esperienza e studio.
5) Il linguaggio delle macchine inganna i lettori riguardo la paternità e le rivendicazioni di verità. Nel contesto dei sistemi di IA il termine “traduzione” è usato per una forma di linguaggio automatico senza l’intervento di alcun essere umano, completamente scollegato dal lavoro rigoroso, accurato e responsabile che è proprio della traduzione umana.
6) Tra le altre ripercussioni, viene colpito l’ecosistema letterario nel quale e del quale ogni creatore di linguaggio vive, organizza scambi di istruzione ed intellettuali e sviluppa la conoscenza e la scienza della traduzione. E viene danneggiata anche la letteratura mondiale, perché la letteratura mondiale è creata dai traduttori.

I traduttori letterari stanno già provando sulla loro pelle come l’automazione del lavoro intellettuale e del linguaggio umano influenzi il loro campo di lavoro e la società intera: l’arte e la democrazia sono entrambe in pericolo. Noi, appartenenti alle associazioni di traduttori letterari in Germania, Austria e Svizzera, insieme ai nostri sostenitori, mettiamo in guardia contro questi sviluppi e richiediamo misure urgenti per porvi rimedio.

Secondo noi, l’intelligenza artificiale generativa di testi è una tecnologia che crea un rischio sistemico, e una regolazione forte è assolutamente necessaria. Pertanto richiediamo:

1. Regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale Generativa:
Nessuna automazione del linguaggio senza principi operativi e training data trasparenti.
Tutti i programmatori devono dichiarare chiaramente quali opere protette da copyright sono state usate durante il training.

2. Protezione dei diritti di proprietà intellettuale:
Nessun AI training con le nostre opere contro il nostro consenso.
Nessun AI training usando i nostri input senza compenso adeguato.

3. Trasparenza e decisione condivisa:
Nessun libro generato da IA se non concordato con editori, autori e traduttori.
Etichettatura obbligatoria per contenuti IA puri.

4. Supporto mirato per opere culturali:
Solo creatori umani ed opere prodotte da umani devono ricevere finanziamenti.
Nessuna promozione di tecnologie dirette a sostituire, invece che a supportare, la creatività umana.
La tecnica culturale della traduzione letteraria deve essere preservata e rafforzata per assicurare che la creazione della letteratura mondiale sia mantenuta.

5. Responsabilizzazione dei lettori:
Le traduzioni umane devono essere chiaramente identificabili e i nomi dei traduttori devono apparire sulle copertine dei libri.
I governi e la società civile ha l’obbligo di promuovere la capacità di critica della lingua e l’alfabetizzazione tecnologica.

6. Uso responsabile delle risorse:
L’impronta ambientale dei software di IA non può essere ignorata.

7. Condizioni di lavoro eque nell’ambiente digitale:
Tutte le persone che lavorano su e con l’IA hanno diritto a condizioni di lavoro etiche e a salari adeguati.

Che cos’è la traduzione letteraria?

La traduzione letteraria promuove la comprensione tra le persone che hanno modi di vita ed opinioni diverse. Il mondo davvero sembra diverso in ogni lingua e nella voce individuale di ogni autore. La traduzione letteraria non solo trasforma queste voci, ma attivamente crea significati, relazioni e nuovi sistemi/mondi di linguaggio, sovverte le prospettive familiari e comunica esperienze inconsuete. I traduttori sanno toccare la nota giusta, sono esperti di esplorazione ed empatia, della diversità di stile, della specificità culturale, della storia delle letterature straniere, dei generi e dei campi di conoscenza nei quali ogni opera è inserita.

La traduzione è il prodotto di un approccio individuale all’originale. Il traduttore deve rispondere di questo approccio, non solo col nome ma anche nel nome dell’autore originale. E questo processo creativo richiede esperienza e addestramento. La struttura di una frase e il modo in cui focalizza l’attenzione guida l’esperienza interiore del lettore. Il suono delle parole dà forma all’effetto estetico dell’opera e allo “spazio” che l’autore e il traduttore condivide col lettore. La sostanza di quanto viene detto e la qualità della ricerca che vi sta dietro può cambiare la nostra prospettiva sul mondo, sulla storia di altri esseri umani. La capacità di usare il linguaggio che questo processo richiede è formata e affinata nell’atto dello scrivere. La ri-creazione dell’opera letteraria in un’altra lingua trasforma il traduttore in autore di una nuova opera.

Che cosa sono i Bot?

Riconosciamo l’importanza degli strumenti tecnologici che vengono in aiuto del lavoro creativo, ma siamo preoccupati quando tolgono spazio o svalutano tale lavoro. I sistemi di IA generatori di testi semplicemente simulano il linguaggio umano. Non hanno pensieri, emozioni o sensibilità estetica; non hanno consapevolezza della verità, esperienza del mondo né ragioni dietro le decisioni prese durante la traduzione. “Scrivono” o “traducono” usando le probabilità statistiche per mettere insieme delle sequenze di parole da un database gigantesco. A causa di come sono state programmate, le simulazioni di linguaggio sono spesso illogiche e piene di lacune; hanno “allucinazioni”, incorporando termini e affermazioni fasulli che sembrano superficialmente plausibili. I sistemi di IA non sono capaci di gestire le sottigliezze, riconoscere le allusioni, le assonanze e i giochi di parole, interpretare le tonalità della voce letteraria. Le loro elaborazioni richiedono spesso un intenso editing, lasciando meno spazio per il lavoro creativo.

I prodotti di IA sono promossi con l’implicazione che l’IA può lavorare, “capire” e “imparare” autonomamente. Questo elimina l’enorme ammontare del potere mentale umano che sta sotto i prodotti supposti “intelligenti”. Tali chatbot sono stati creati attraverso l’estrazione illegale da milioni di opere protette da copyright che si trovano in “biblioteche ombra” (e persino email private, come nel caso di Gmail), la cui qualità le rende appetibili come materiale grezzo linguistico. Inoltre migliaia di “lavoratori fantasma”, spesso dimenticati, che operano da paesi con salari bassissimi, lavorano in condizioni inaccettabili per filtrare contenuti discriminatori, violenti o osceni dalla massa di dati random. Allo stesso tempo, il lavoro intellettuale degli utenti stessi è sfruttato. Chiunque usi le versioni gratuite di chatbot o di software di traduzione in modalità default fornisce agli sviluppatori i testi caricati, le preferenze e i dati, quindi addestrando i software gratuiti, visto che i sistemi di IA hanno un continuo bisogno di input umano per funzionare.

L’IA non è vera intelligenza, la quale presuppone intelligenza emozionale, morale, sociale ed estetica così come ragione pratica ed esperienza di incarnazione (essere in un corpo) e movimento. Sotto questo punto di vista, lo sviluppo tecnologico dei bot di linguaggio non può essere descritto come “progresso”. Allo stesso tempo, tuttavia, ha dato avvio alla più grande concentrazione di dati, capitale e potere nella storia umana; una situazione altamente problematica, e non solo in termini politici.
I sistemi di IA sono consumatori famelici di energia e sotto molti punti di vista la sostenibilità di questi sistemi è dubbia.

Quali sono le minacce alla sostenibilità della nostra professione e le implicazioni più ampie?

L’IA si è già infiltrata in molti campi della traduzione e i traduttori vengono sempre più impiegati come meri “post-editor” di elaborazioni fatte da una macchina; un lavoro che richiede, oltre le abilità usuali, una vigilanza sui tipici errori dell’IA. La “aumentata produttività” è adorata ossessivamente alle spese di qualità, creatività e condizioni di lavoro accettabili. Alla luce di questi sviluppi, si sta diffondendo anche presso i traduttori letterari un senso di insicurezza, sfiducia e rassegnazione. Se la sfera letteraria sarà ulteriormente coinvolta, temiamo per la missione culturale della traduzione letteraria e il futuro della nostra professione.

Quando a prendere la scena sono le tecnologie invece delle persone, siamo ridotti a meri operatori di macchine. Saremo noi come esseri umani e la società intera a sostenere i costi del decadimento del linguaggio e dello sconvolgimento sociale, mentre le corporazioni di IA si intascheranno i profitti. Altre ripercussioni potranno coinvolgere il declino della professione di traduttore letterario per mezzo di un esaurimento della creatività impiegata. Questo significherebbe l’abbandono di una tecnica culturale basata sull’esplorazione delle sottigliezze della lingua e sull’offrire la possibilità alle persone di incontrarsi e condividere esperienze attraverso la letteratura. Le strutture di finanziamento e formazione saranno in pericolo e i traduttori non potranno più trasmettere le loro capacità e conoscenze. Reti e istituzioni cesseranno di funzionare, e la conoscenza intima dei traduttori delle scene letterarie internazionali non sarà più utilizzata, con conseguenze catastrofiche, specialmente per le lingue minori.

Il linguaggio umano è cosa fragile e di facile sfruttamento. Quando le macchine simulano il linguaggio umano, queste non solo posso essere interpretate come esseri pensanti, ma usate per manipolare la politica e gli eventi mondiali. E la visione generale basata sulla nozione che le macchine possono simulare gli umani contiene il pericolo di trattare gli esseri umani come macchine.

A*dS – Autorinnen und Autoren der Schweiz (Associazione Svizzera degli Autori)

IGÜ – Interessengemeinschaft von Übersetzerinnen und Übersetzern literarischer und wissenschaftlicher Werke (Associazione Austriaca dei Traduttori Letterari e Scientifici)

VdÜ – Verband deutschsprachiger Übersetzer/innen literarischer und wissenschaftlicher Werke (Associazione Tedesca dei Traduttori Letterari e Accademici