In Protest: 150 poesie per i diritti umani

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SILVIA PIO

Questa straordinaria antologia, pubblicata nel 2013, è nata dalla collaborazione tra il Human Rights Consortium e l’Institute of English Studies (entrambi appartenenti alla School of Advanced Study dell’Università di Londra), e Keats House Poets, un collettivo poetico con sede a Londra. Le due istituzioni «si sono rese conto che la poesia avrebbe potuto portare il tema dei diritti umani ad un pubblico totalmente nuovo e vice versa»(1).
 
Le poesie sono state selezionate tra più di 600 opere inviate da oltre 18 paesi diversi, inclusi Cina, Australia, Canada, India e Sud Africa. Poesie scritte a mano sono state trasmesse da coloro che non avevano un indirizzo email o non potevano accedere ad un computer. David Ravelo, un difensore dei diritti umani, ha inviato una poesia dalla prigione di La Picota in Colombia. Hanno anche mandato i loro contributi poeti britannici acclamati: Carol Anne Duffy, Ruth Padel, Moniza Alvi and Douglas Dunn.

Tutte le poesie ricevute sono state selezionate in forma anonima e 150 sono state scelte per formare le 251 pagine del libro, curato da Helle Abelvik-Lawson (Human Rights Consortium), Laila Sumpton e Anthony Hett (entrambi appartenenti a Keats House Poets).

«L’antologia parla al numeroso schieramento di temi riguardanti i diritti umani nel corso della storia, dal commercio trans-Atlantico degli schiavi fino all’attuale guerra in Siria. Alcuni … raccontano gli orrori patiti dalle vittime e dai sopravvissuti … usando testimonianze personali … e testimonianze di ricerca». I lettori di questa antologia «si sposteranno dal Cile all’Australia, dalla Corea del Nord alla Sierra Leone alle strade di Londra … sentiranno una gamma di voci», anche «quelle di coloro che non hanno sofferto le violazioni dei diritti umani ma vengono toccati quando succede agli altri»(2).

L’antologia è stata divisa in 13 sezioni tematiche. Espressione contiene le poesie che trattano del modo in cui i diritti umani sono rappresentati attraverso storie e immagini. Storia riflette sulle atrocità e sulle violazioni dei diritti passate ma non dimenticate. In Terra le poesie esplorano l’ambientalismo, il cambiamento climatico e i diritti indigeni. Esilio esplora le migrazioni. Molte poesie inviate sul tema della Guerra erano a proposito della Siria, ad indicare la risonanza del conflitto, che si stava svolgendo durante il periodo della raccolta di poesie. Bambini raccoglie le opere di molti poeti che sono stati colpiti dal tema dei diritti umani dei bambini.  Il capitolo Condannati mette insieme poesie sulle condanne a vita e a morte in tutto il mondo. La Schiavitù è una della grandi tragedie che ancora esiste in molte forme, inclusi il lavoro coatto e il mercato del sesso. Molte le poesie sui diritti delle Donne. Nei capitoli Regimi e Lavoratori vengono rappresentati i diritti politici ed economici. In Disuguali si legge di temi relativi ai senzatetto, a coloro che soffrono la fame e ai diritti di lesbiche, gay, bisessuali, trasgender e intersex. «Per i curatori il tema più interessante è stato l’ultimo, Protesta»(3).

«Attraverso tutti i 13 capitoli della raccolta l’urgenza e l’angoscia delle violazioni dei diritti umani, sia per le vittime e i testimoni sia per coloro che provano empatia con loro, sono palpabili e chiare. Ciò che davvero viene a galla nel volume è un rilevante senso di solidarietà con gli altri esseri umani»(4).

L’attivista e filantropa Sigrid Rausing scrive nella postfazione: «La poesia apporta alla vita minuscoli dettagli, e in un mondo dove si conoscono i diritti umani soprattutto attraverso il sentito dire e le astrazioni, dove la vita reale e i dettagli reali sono perduti, la poesia può davvero farci vedere e sentire»(5).
 
Inseriamo qui la traduzione di alcune poesie. Non è stato facile scegliere quali tradurre, tutte sono meritevoli di essere conosciute in ogni lingua.

Analisi sintattica

Le portarono via il pubblico, lei compose per se stessa
Le portarono via il computer, lei ritornò ad usare la penna
Le portarono via la carta, lei scrisse sul suo braccio
Le portarono via il coltello, elaborò versi nella sua testa

Le portarono via il tempo, lei trasformò il ritmo della sua fatica
nella salmodia della sua esistenza. Le tagliarono la lingua.
Lei compose nella sua testa, la lobotomizzarono.
Ancora i suoi sogni afasici, di uccellini e uomini migliori, fecero rima

Le portarono via il respiro. Il suo sangue scolarizzò il suolo,
i germogli allargarono le ali attraverso di lei
e scribacchiarono nel cielo.

(Richard Tyrone Jones)

***

Nella tradizione di The Star

Questa poesia è censurata.
Non posso nominare ________ __________ ,
una persona bandita; __________ _______
oppure _______ __________ .
La loro organizzazione, ______ ______ ,
non può venire trattata
sotto l’attuale Stato di Emergenza.
Non posso includere una foto,
condividere dettagli, descrivere azioni.

Vi consegno uno spazio bianco:

per protesta.

(Linda Cosgriff http://thelaughinghousewife.wordpress.com/
Tributo a The Star, giornale di Johannesburg, che regolarmente pubblicava spazi bianchi per protestare contro la censura del regime sudafricano dell’apartheid)

***

Esecuzioni di civili, Minsk 1941

Siccome la tua schiena è girata
il tuo volto non sarà mai ricordato,
donna con i polsi legati,
i gomiti del tuo cardigan
disfatti.

Siccome la tua faccia è mostrata
sarai per sempre ricordato,
ufficiale che si alza,
aggiusta il cappio in modo che la caduta
usi il peso della donna.

Appena nel riquadro
un soldato si affretta oltre il camion
intento a doveri militari,
non si cura di guardare in su
prima che la foto venga scattata.

(Eamonn Lynskey)

***

Lamento

Senza amore come cartavetro, il grido del barcaiolo
taglia l’acqua nero catrame, andando a morire
in schiuma al muro del porto. Prima luce.

Il tremolo grezzo delle onde in pianto
e gabbiani insensibili si frangono al ritmo pesante e bagnato
di piedi condannati, tracciando brividi lungo

i contorni del mattino. Alba rossa,
ora le pastoie incidono come seghe ferrose a spillare
sangue riluttante da carne e tendini.

Quando la tua pelle ha provato la sferzata e lacerazione
del cuoio non può dimenticare, a lungo
dopo che il sangue e le ossa si rapprendono in grumo

di fango, la memoria resta incatenata ai
sensi. Ricorderai l’aroma livido
del tormento e il bagnato della schiena.

Voci flebili nello scricchiolio dell’albero maestro. Nere
figure passano in silenzio nell’acqua.

(Joel Moktar)

***

Una veduta di Kidepo Valley, Uganda

I feriti hanno dimenticato le parole.
A quest’ora la terra rallenta.

Dove i loro piedi un tempo camminavano i miei occhi ora si posano,
È una danza fuori moda, come il tango.

Sul fato di una nota, hanno marciato questa movenza di battaglia.
L’ultima cosa che ricorderanno sarà formiche alle caviglie.

Non è un uomo che soffre, è un corpo che lotta con la terra.
Una pallottola ai polmoni ha rimosso l’anima dal sudiciume.

Vesciche e bruciature sono quanto rimane di un corpo.
Le capre morte nel campo conoscono questa uguaglianza.

I tiranni hanno mostrato le mani.
Queste salme vorranno vendetta.

Dalla creta del corpo ora sangue sboccia.
Le rovine della nostra patria sono diventate i vostri musei.

(Nick Makoha)

***

Il Sig. Hu, carnefice

Non sta a me decidere.
Io non penso
alla colpa
o all’innocenza.

Faccio il mio lavoro –
prendo la mira,
premo il grilletto.

Il corpo cade
ed è portato via – gli organi
trapiantati.

(Olive M. Ritch)

***

La domestica

La giovane siede in disparte
piange in silenzio la sua perdita
finché le richieste urgenti
del bambino di un’altra
la richiamano al presente
e con tranquilla dignità
lo spirito sottomesso dal suo fato
bada ai capricci
del bambino che deve sostituire
quello che lei forse non conoscerà mai
e mai concentrerà l’amore
dal non-nato al per-sempre.

(David Nunn)

Il Consorzio dei Diritti Umani è stata fondato nel 2009, mettendo insieme la competenza multidisciplinare nell’ambito dei diritti umani di numerosi istituti della Scuola di Studi Avanzati e collaborando con singoli ed organizzazioni interessati all’argomento. www.sas.ac.uk/hrcHRC@sas.ac.uk

L’ Istituto di Studi in lingua inglese è stato fondato nel 1999 dal Centro per gli Studi in lingua inglese, un rinomato centro di ricerca che si dedica alla promozione di studi avanzati e ricerche in inglese nella comunità accademica nazionale e internazionale più allargata. L’Istituto di Studi in lingua inglese è membro della Scuola di Studi avanzati, Università di Londra. www.ies.sas.ac.uk

La Scuola di Studi avanzati, Università di Londra è il centro nazionale britannico per la facilitazione e la promozione della ricerca in campo umanistico e delle scienze umane. www.sas.ac.uk

Il collettivo Poeti della Keats House, istituito nel 2010, ha sede a Londra ed è formato da otto poeti sostenuti dal Keats House Museum in Hampstead. Due di questi poeti, Anthony Hett e Laila Sumpton, lavorano con il personale del Consorzio dei Diritti Umani presso la Scuola di Studi avanzati da più di un anno per sviluppare il progetto dei Poeti dei Diritti Umani, nell’ambito del quale sono state inserite iniziative che riguardano i diritti umani al festival di Bloomsbury, edizioni 2012 e 2013, e la pubblicazione di In Protest: 150 Poems for Human Rights. www.khpoets.wordpress.com

http://www.sas.ac.uk/about-us/news/protest-new-poetry-anthology-explores-human-rights-and-social-justice

Note:
(1) Dall’Introduzione dei curatori, Helle Abelvik-Lawson (Human Rights Consortium), Laila Sumpton and Anthony Hett (entrambi Keats House Poets), pag. IX.
(2) Ibidem, pag. XI.
(3) Ibidem, pag. XIV.
(4) Ibidem, pag. XV.
(5) Dalla Postfazione di Sigrid Rausing, pag. 205.