Andrea e Alice a confronto

streg

LAURA BLENGINO

Nella nostra città al Teatro Baretti si è presentato lo spettacolo “Andrea in gabbia”, scritto da Lia Tomatis.

Per l’analisi vedi qui.

Come dice la presentazione “E’ il viaggio di una nuova Alice in una moderna tana del Bianconiglio, popolata dalla personificazione irriverente dei vari caratteri della nostra contemporaneità”.
Io volevo analizzare le varie corrispondenze dello spettacolo con Alice.
A un certo punto un personaggio solleva uno striscione con scritto il palindromo “Alle carte t’alleni nella tetra cella”. Ovviamente le carte è il primo richiamo: sono i servitori della Regina di Cuori, in Alice.
Poi arriva un amico di Andrea. Le mostra delle foto e lei si interroga “Chi sono io nella foto?”.
Questo mi rammenda il Brucaliffo che le domanda “Chi sei tu?” (U R U?, tu essere tu?).
Poi ci sono una serie di dialoghi “surreali” che sono molto tipici del mondo di Alice in wonderland.
Tipo un amico chiede ad Andrea “Come va la vita?” E lei risponde “Come va? Per andare bisogna che mi sposti e io sono sempre qua.”
In Alice ce ne sono vari esempi. Vedi per esempio il dialogo del tè.
-Prendi dell’altro tè- disse molto scrupolosamente la Lepre Marzola ad Alice.
-Non ne ho ancora avuto- ribatté Alice con tono offeso; – quindi, non ne posso prendere di più.
-Vuoi dire che non ne puoi prendere di meno- disse il Cappellaio; – è facilissimo prendere un po’ più di niente.
Alla fine lei si libera dalla cella con una chiave. Alice all’inizio cerca la chiave per aprire la porticina, dove è passato il Bianconiglio.
Quindi, un altro collegamento.
Tutte le figure che vede (padre, prete, psicologo, amante, nobile, professore, clown, ecc) a me ricordano un po’ le figure matte di “Wonderland” come il gatto, il dodo, pinco panco, ecc.
Qui, come in Alice, ogni personaggio è più particolare dell’altro e molto originale.
In Alice è tutto un suo sogno. Ogni creatura è onirica.
Anche qui, sono tutti personaggi nella mente di Andrea.
Verso la fine, in Alice la Regina urla “Tagliatele la testa!”. Testa uguale centro del pensiero. Mi domando: è una sorta di ordine subconscio di eliminare ogni sorta di personaggio inventato?
Se fosse così, si vive meglio o peggio?
Bèh, io intanto continuo a sognare…

(disegno di copertina di Lorenzo Barberis)