Visita inattesa di Valentino Fossati

fossati

Dalla prefazione di Davide Rondoni

Ci sono poeti, e Fossati è tra questi, che, per dirla con Emily Dickinson, abitano la Possibilità. Il lettore di questa breve, intensa raccolta, infatti, si troverà tra sperduto e sorpreso in uno spazio-tempo che il poeta crea. E non è creazione della sua mente, quanto creazione della sua voce; una voce poetica tesa a inseguire i frammenti del vero. E così lo spazio e il tempo in cui ci porta sono pur nella precisione di dettagli, persino di date, di precisi riferimenti a persone care, e sono visitati sempre da qualcosa di inatteso. E tale elemento inatteso – in un amore, in una morte cara, in un ricordo, in una scena di ospedale – è non tanto un evento o l’altro, ma la possibilità stessa che esso sia epifania di un altro ordine delle cose. [...] La poesia non risolve i drammi sperimentati nello spazio-tempo. Fossati ha il merito, in questa epoca di tanta poesia banale, di non piegare la difficile arte della parola a scialbo medicamento sentimentale o, peggio, a petit morceau du Paradis. Fossati non chiede alla poesia nessuna cura, e potrebbe sembrare un paradosso, avendo lui come pochi altri, anche tra queste pagine, dato voce al disagio più duro e inspiegabile. Per lui la poesia resta e diventa sempre di più a ogni passo un atto di nuova conoscenza. Non una pacificata gnosi di cui bearsi, ma la riapertura continua del Possibile, che è la categoria più alta e aperta (Montale docet) per guardare la Natura del vivente, compresi se stessi e il proprio scassinato cuore. [...] Qui lo stile è la cosa, ovvero è fatto di sospensioni, di slanci, di fratture, e il tutto è governato con la mano da grande scrittore, in un concerto di pieni e vuoti, di mormorazioni e precipizi, e non è un esercizio sperimentale. O meglio, lo è ma nel senso profondo e perpetuo del termine: non è volto a un effetto immediato, ma sono i movimenti dello scavo (o della danza) necessari a giungere a questo spazio tempo, che, ripeto, non è frutto di proiezioni mentali o di giochi verbali, bensì è custodito nelle regioni profonde della vita. E nelle sue ragioni da decifrare, secondo il compito che i poeti hanno per tutti e insieme a tutti.

Da Visita inattesa (ilglomerulodisale 2026), disegni di Gian Guido Grassi

Giorno d’avvento

I figli caduti poco prima delle madri
solo ora troveranno la quiete

se tu ritorni, poi, se non ritorni
traversando le luci sbilenche

(già dicembre)…

Il cancello, i corridoi, le stanze bluastre

di là, sempre
il desiderio nostro.

Ho percorso l’Aurelia in un giorno d’Avvento
tra Finale e Spotorno, per sollevarti dalla tormenta

quando il tunnel è breve

(dove i vicoli le stagioni bianche, il viaggio di nozze
la prima comunione…).

A un soffio dal dirti
cos’è – davvero – precipitare nel sogno

dopo l’amore infinito consegnarti alla neve.

La pensilina

Il bus lontano

a mezzogiorno

la bolla estiva.

Caldo
da ieri, da lunghissimi giorni

senza di te questo mondo…

Ma siedi, adesso
la pensilina è vuota

lascia che il tempo si dispieghi.

C’è stato un giorno:
dalle colline li guardavi passare;

quel momento all’inizio
ci siamo visti, di scorcio, transitare.

Vastità, cunicoli, fondali
perché vaghiamo tra i cristalli

(guardali)

verso il largo,
perché di un infinito siamo ombra.

h. 22:16

Ho scritto sogni d’oro soltanto.

Seguo il contorno della crepa,
la tua città che sparse tanta luce.

Non ti chiedo. Non chiedo.
Fissa il mio bene, adesso

oltre il lago,
oltre il tempo oltre il mio bene stesso.
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Valentino Fossati è nato a Genova nel 1974. Si è laureato all’Università di Bologna e ha collaborato, tra il 1997 e il 2000, con il Centro di poesia contemporanea. Ha pubblicato scritti critici, articoli e curato pubblicazioni tra cui Giacomo Leopardi nelle prose e nei versi (Garzanti, 1998) insieme a Davide Rondoni, Pasolini e la letteratura dell’impegno (Laterza, 1999) e Accademico di nessuna accademia (Marietti, 2010) con Guido Monti. In poesia sono usciti: Gli allarmi delle stelle (Marietti, 2007), La gioia (Ladolfi, 2014), Inverno (CartaCanta, 2016). Nel 2018 viene pubblicata la revisione integrale de Gli allarmi delle stelle (CartaCanta, 2018). Il suo unico libro interamente in prosa, Il sogno, esce con Capire Edizioni, nel gennaio 2022. Nel giugno del 2024, dopo una lunga elaborazione, esce Perché saranno neve (PeQuod).

(A cura di Silvia Rosa)