BRUNA BONINO
20+80=100 è una somma che non appartiene alla matematica, ma alla memoria condivisa. È il modo scelto per ricordare Gianfranco Alessandria, per tutti ALEC, a vent’anni dalla scomparsa e a ottant’anni dalla nascita, attraverso ciò che più di ogni altra cosa lo ha rappresentato, la passione per la musica e la cultura. Un omaggio che non celebra soltanto un collezionista, ma soprattutto una persona capace di creare legami profondi attraverso la cultura e la musica.
Gianfranco Alessandria (Alba 1945-2005) è nato ed è vissuto a Ricca di Diano d’Alba, là dove la strada comincia a salire e l’aria è già quella della Langa. Ha studiato al Liceo Classico Govone di Alba e si è laureato in lettere a Torino, con una tesi su Roberto Rossellini.
Ha insegnato alcuni anni ad Alba, poi ha lavorato nell’azienda di famiglia. Fin dall’adolescenza ha messo solide basi alla sua formazione umana e cristiana, a scuola, in parrocchia, in Azione Cattolica coltivando tanti interessi con una intelligenza vivace, con una curiosità culturale straordinaria, unita all’ironia, alla ricerca di ciò che unisce anche se non è perfetto o di ciò che è raro e bello, sempre aggiornato e con il tempo per studiare, leggere, fermarsi. Dal paese, alla scuola, in tutti gli ambienti che ha frequentato, diventava un amico per coloro che incontrava, con la capacità unica di entrare in sintonia, di comunicare fiducia e simpatia, in modo speciale con i giovani che ha sempre seguito e incoraggiato: c’era posto per tutti a cominciare dalla famiglia, sul lavoro, alla Confindustria, al Rotary di Alba, all’Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali, alla Cooperativa Culturale “L’Incontro”, all’Associazione Centro Studi Piero Rossano, alla San Vincenzo, alla Caritas, amico con tanti parroci, missionari, con il Monastero di Bose, con le monache domenicane. L’impegno sociale e politico: sindaco e consigliere comunale a Diano, inserito nella tradizione del cattolicesimo democratico e partecipe del rinnovamento dei partiti, organizzatore di iniziative culturali in carcere, vicino in modo speciale alla casa famiglia di suor Bruna. L’impegno educativo e formativo: insegnante, educatore, relatore a corsi e convegni, iniziative di orientamento, in vari contesti e a vari livelli. L’impegno culturale, con un amore e una competenza non comuni verso il cinema (è stato co-fondatore dei circoli del cinema “Il Gallo”, “Il Nucleo”, “Cineocchio”, fine anni ’70 fino a “Infinity Festival” all’inizio degli anni 2000), verso la musica, verso l’arte, la letteratura, il teatro, alimentato anche attraverso i viaggi fino all’ultimo: il pellegrinaggio in Terra Santa. Sono gli ambiti di vita del laico, nei quali Alec ha saputo raggiungere una rara unità grazie a una sempre più intensa ricerca dell’essenzialità.
La pubblicazione 20+80=100 nasce come un racconto collettivo di venti amici, venti testimonianze, cento dischi e cento immagini che restituiscono una passione fatta di conoscenza, dialogo e legame umano. Tra le venti voci che hanno contribuito al volume c’è anche Paolo Foglino, recentemente scomparso e a cui l’albo è dedicato alla memoria, come segno di un ulteriore intreccio di affetti e di storie che attraversano questo progetto.
Come racconta Enzo Patri, presidente dell’Associazione Alec: «Alec è stato un grande appassionato e collezionista, in particolare di cinema e musica. Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2005, l’associazione che porta il suo nome ha deciso di pubblicare una raccolta fotografica dal titolo “Cinema di Carta”, nella quale erano presenti numerosi manifesti e locandine cinematografiche, oggi archiviate presso la sede dell’associazione stessa. Nel 2025, nel ventennale della scomparsa e a ottant’anni dalla nascita, è nata l’idea di far conoscere anche la sua vasta collezione di dischi in vinile, che conta attualmente oltre 13.500 pezzi archiviati.
Da qui il progetto di Danilo Manassero di raccogliere una ventina di testimonianze di amici che, attraverso la musica, hanno potuto conoscere Alec. Ogni testo è accompagnato dalla fotografia della copertina del disco citato, alla quale sono state aggiunte immagini di altri vinili della collezione, fino a raggiungere un totale simbolico di cento titoli. Le fotografie delle varie copertine sono state scattate da Michele De Vita. La selezione comprende musica di vario genere, jazz, rock, classica, folklore, musica italiana ed è proprio da questa varietà che emerge l’incredibile ampiezza e globalità degli interessi musicali di Alec».
La pubblicazione è stata realizzata con il contributo del Centro Servizi Volontari di Cuneo (CSV).
Pubblichiamo qui il contributo di Carmen Fabrizio.
Era il marzo del 1966 e io, in maniera poco ortodossa, me ne ero andata dal collegio di via Generale Govone dicendo il mio primo importante “basta!”, contro una situazione d’oppressione e negazione della libertà di pensiero ed espressione personale.
Fu in quel periodo che Gianfranco venne a trovarci e ci portò un regalo, come sempre faceva: un disco, apparentemente un disco come tanti altri, un 45 giri che però a partire dalla copertina faceva presagire qualcosa di particolare e intrigante.
Un giovane ragazzo di colore sorrideva sornione e ammiccava al mondo con aria di sfida e questo già costituiva una novità nel panorama musicale di quegli anni. Ma la vera sorpresa fu la voce di quel ragazzo, voce che graffiava l’anima e faceva accapponare la pelle. Non capivo nulla del testo, non una sola parola, ma capii subito che stava lanciando un messaggio nuovo e importante. It’s a Man’s, Man’s, Man’s World.
Fu così che Gianfranco mi iniziò alla black music, spiegandomene i rudimenti basilari ma soprattutto la potente forza sociale e politica in quegli anni segnati da profondi cambiamenti culturali e dalla lotta per i diritti civili degli afroamericani e di come i generi musicali nati nelle comunità nere degli States stessero diventando colonna sonora e simbolo di riscatto.
Rimasi ovviamente folgorata da tutte quelle novità di cui non sapevo assolutamente nulla, essendo cresciuta in un mondo perbenista e conservatore, ottuso e chiuso a qualsiasi parvenza di modernità e innovazione.
Quella era anche la mia rivoluzione, il mio desiderio di libertà, il mio bisogno di essere riconosciuta come identità unica e degna di rispetto, il mio urlo di lotta contro le imposizioni, da qualsiasi parte esse giungessero.
La black music era dunque la voce di cui anch’io avevo bisogno per invocare quei diritti che mi venivano negati; era soprattutto la spinta, la grinta necessaria per denunciare sofferenza e consapevolezza. Gianfranco continuò a regalarmi dischi che “arrivavano direttamente dall’America” (così mi diceva e io gli credevo ciecamente).
Qualcuno riuscivo anche a comprarlo di straforo, perché non mi bastava più ascoltare quelle canzoni a Bandiera Gialla o a Radio Montecarlo e volevo essere preparata quando se ne discuteva andando a scuola o quando si andava a prendere la cioccolata calda dalla pasticceria Berta.
La mia iniziazione era avvenuta. Il percorso di formazione continua.
Grazie, Gianfranco.

Presentazione del libro il 30 gennaio 2026 ad Alba. Da sinistra Guido Harari, Roberto Fiori, Enzo Patri, Piero Negri Scaglione, Danilo Manassero, Pier Mario Mignone.
Associazione Alec
Nata nell’anno 2006 per iniziativa di un gruppo di amici, dei familiari e di persone che avevano apprezzato e condiviso gli interessi, le idealità e l’impegno di Gianfranco Alessandria, l’Associazione ALEC opera in ambito culturale, sociale ed ecclesiale con le seguenti finalità:
Promozione di iniziative di informazione e formazione su contenuti, metodi e strumenti della comunicazione sociale e delle diverse espressioni artistiche;
Cura e valorizzazione del patrimonio lasciato da Alec (collezioni di dischi, film, manifesti di cinema, libri e pubblicazioni specialistiche), per metterlo a disposizione dei cittadini, di Enti ed Istituzioni culturali;
Collaborazione con altri Enti ed Associazioni del territorio nella promozione di eventi e di iniziative culturali coerenti con gli obiettivi dell’Associazione;
Promozione di iniziative di solidarietà a favore di soggetti fisicamente e socialmente svantaggiati.
(A cura di Silvia Pio)



