EVA MAIO
Se fossi un’insegnante in questo tempo assurdo
porterei i bambini alle mostre d’arte.
Non perché la bellezza salverà il mondo, ma perché occorre
che noi umani salviamo e facciamo bellezza.
Per farla occorre un po’ respirarla.
Respirarla. Non capire tutto.
Per questo azzarderei anche a portarli a vedere le opere di Kiefer.
Ci porterei i bambini
a vedere le alchimiste
nella sala delle Cariatidi
a Palazzo Reale
a Milano.
Che già quelle Cariatidi
spezzate bruciacchiate ferite
da un ordigno alleato
estraniate
dal loro antico ruolo
e ora in alto
come capitelli
già ci gridano
che nessuna arma è amica
nei cieli di guerra.
Che già
nei vuoti dei loro corpi
tutto della città
precipita
rumori traffico affari
e dilaga il silenzio
da solo
senza doverlo imporre
e il nostro camminare
si fa quasi felpato.
Ci porterei i bambini
e con loro
sarebbe uno stare sommersi
da opere grandiose
potenti
quelle di Kiefer
noi piccoli come siamo
abituati ai fogli 4×4
ci sentiremmo
quasi in un regno irreale
di fronte a tele immense
dove la materia cola
i colori vibrano
l’impasto è corposo
le figure quasi da cercare
tra ombre o foglioline d’oro
sotto enormi soli o libri giganti.
Certo li avrei avvertiti
glielo avrei detto prima
in tanti modi mille e mille volte
che l’alchimista è lui
il pittore
che si è fatto come un mago
per darci quadri vivi
e che a lui piacciono
le trasformazioni
che trasformare è vitale.
Sì, andare in quel palazzo
scegliere di stare in una sola sala
e pensare a un mago
che ama
cose che butteremmo via
steli secchi pietre ruggine
vecchi antichi materiali
come paglie e piombo
pastose miscele di sabbia e colori
e ama
unire impastare e trasformare
tutto
in magnifici strani paesaggi
in sfondi come cieli di notte
o mari in burrasca
o albe dorate o tramonti.
Lo avrei detto con stupore
che a volte lascia i suoi quadri
al sole al vento alla pioggia:
quei tocchi finali della natura
sui suoi dipinti
li ama
così si sente
davvero a pieni polmoni
terrestre.
Non siamo stupiti
che abbia desiderato
trasformare la dimenticanza di queste donne
le alchimiste
in ricordanza dei loro studi
delle scoperte delle loro idee
trasformare il destino di secoli e secoli:
le avevano messe in un angolo
della storia
e lui le mette al centro
in quadri giganti
e vuole le Cariatidi rotte
a fare loro compagnia.
Ce li avrei portati i bambini
nella sala delle Cariatidi
sotto quei teleri imponenti
delle alchimiste.
Ce li avrei portati
e non sarebbero bastate le parole
avremmo provato noi
a raccogliere piccole cose da nulla
per quadri materici
su fogli stropicciati
e giochi di colori.
Ce li avrei portati
e non sarebbero bastate le parole
avremmo provato noi
a non lasciare alcuno
dimenticato
in qualche angolo
avremmo provato davvero
ogni giorno
a non lasciare alcuno
indietro.
Insomma
a vedere Kiefer
li avrei portati
che tanto
non è importante
capire tutto.
Li avrei portati
a sentire la grazia
d’ogni trasformazione.
https://www.palazzorealemilano.it/-/anselm-kiefer.-le-alchimiste
(A cura di Silvia Pio)


