Giardini, orti e dintorni – 3

giardino-2017

GUIDO GOVONE.

Chi è un bravo giardiniere? Colui che ha saputo creare un giardino che respira una vita sua, un giardino felice, dove si percepisce l’armonia tra dimensione domestica e selvatica, il dialogo tra l’ uomo e la natura ricreata. Non importa quanto grande sia, se un gruppo di piante su un terrazzo, un piccolo giardino domestico oppure un giardino signorile con una ben definita ossatura di percorsi, pergole, acque, arredi e quinte verdi. Quello che conta è la vitalità, l’armonia, la salute che incarna e la impalpabile energia che sprigiona e che aiuta a farci stare meglio.

Un bravo giardiniere è un equilibrista che ha saputo trovare un punto di equilibrio tra i suoi desideri, le sue ambizioni, le indispensabili conoscenze botaniche e il “Genius Loci”, cioè l’ambiente, il terreno, l’habitat entro cui devono inserirsi e svilupparsi. Se qualcosa non funziona in questo gioco, quello che doveva avvicinarsi ad un’opera d’arte si rivela un costoso fallimento, un incubo per chi lo deve curare e una pena per chi lo guarda.

Il bravo giardiniere coltiva innanzitutto il senso critico e si pone molte domande. Dove si trova ad operare? Com’è il terreno, e il clima, e l’ esposizione? Cosa cresce bene nel giardino dei vicini? Quale disponibilità di tempo, di denaro, di cure è in grado di dare? Evita di fare scelte fondate solo su criteri estetici o su infatuazioni momentanee, ben sapendo quanto ingeneroso sia volere nel proprio giardino una pianta inadatta, che ha l’ unica colpa di aver suscitato il suo interesse e che tra stenti sopravvive miseramente. Se è vero che una naturale inclinazione occorre averla,è anche vero che la nostra cultura botanica si può facilmente irrobustire. Da Linneo a Borchardt, da Hesse a Gertrude Yekyll, da Ippolito Pizzetti a Russel Page, da Peter Smithers ai nostri Accati e Peirone le fonti sono generose di insegnamenti.

Un  bravo giardiniere è stagionato, sobrio, un po’ sadico, un po’ misantropo, ha gusto per le sorprese… sa che coltiva una relazione asimmetrica con le piante. Sa che l’eccesso di cure non fa bene, che il poco in giardino diventa un’ arte. Il giardinaggio aborre il troppo, le piante amano essere talora un poco trascurate ma certo non vogliono essere abbandonate. Essere troppo grandiosi e generosi nell’alimentarle non dà buoni frutti e la fortuna di un giardino è il giusto equilibrio tra siccità e allagamento, povertà e abbondanza di nutrimento.

Il bravo giardiniere non è quello che si appassiona a parlare alle piante, bensì quello che sa ascoltare il loro muto linguaggio. Con esperienza, empatia, curiosità ne decifra i bisogni: acqua, cibo, sole, ombra, insofferenza per la posizione, i vicini… le considera nobili ospiti con storia e dignità da fare invidia alle più blasonate casate. Le ama di un amore devoto perché gli sono inevitabilmente fedeli, non scappano, non viaggiano, non lo abbandonano, sempre lo aspettano…

Un bravo giardiniere in giardino non coltiva ansia, tanto meno quella del possesso, quella di avere un giardino perfetto, o la più ricca collezione di rose o di succulente. Condivide con amici e appassionati il piacere di avere una bella pianta, infatti nel giardinaggio si ripropone la legge dello scambio, un tratto tipico dell’uomo che ne caratterizza la sua natura di animale sociale.

Ma come si crea un giardino felice, un giardino di successo? Proveremo a parlarne  la prossima volta.

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