La spianata del silenzio di Flavio Vacchetta

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Dalla postfazione di Mauro Ferrari

Flavio Vacchetta è poeta purissimo, di quella purezza che raccoglie frammenti di vita, aspirazioni e ricordi per farne un canto creaturale che accomuna scrittore e lettore, perché per mette di riconoscersi empaticamente nelle esperienze che sono dispiegate sulla pagina. Questo è un obiettivo che impone però al poeta di superare il momento schiettamente personale, i limiti cioè della “sincerità autobiografica” e dell’urgenza di dire, risolvendo il dato personale in riflessione sulla vita attraverso adeguate soluzioni espressive e stilistiche che trasformino le sue parole in poesia. [...] Al di là della sorgività del sentire, della sincerità insomma, la poesia (per definizione indefinibile) impone però un colloquio serrato con il mondo, una capacità di visione orizzontale (quindi comprensione intellettuale) del proprio tempo ma anche una tensione verso ciò che sta oltre la nostra immediata percezione e appercezione del mondo. Che poi di qui sia facile scivolare anche nel vacuo misticismo e nella spiritualità d’accatto è vero: sarà compito del poeta, quindi, trovare una quadratura del cerchio che potremmo definire formale: ritmi, accenti, modulazioni di temi e stilemi…Basta scorrere la poesia di Vacchetta per trovare questa ampiezza e questa profondità, imperniate su un registro colloquiale ricco di appelli a un Tu o a un Voi in cui è facile immedesimarsi ma che fondamentalmente fanno da schermo a una riflessione monologante in modo strenuo sulla vita e sulla morte. E il colloquio con i morti, nella serenità di una fede semplice ma viva, è uno dei due perni della raccolta; l’altro, speculare, è il colloquio con i vivi. Nel complesso, le presenze umane possono essere angelicamente salvifiche (come la moglie, come il fratello Guido, presenza importante nella sua poesia, o come la Angiolina nel testo a lei dedicato), ma anche perturbanti come certe figure che compaiono con maggior reticenza, quasi di spalle o in trasparenza.

Da La spianata del silenzio (puntoacapo Editrice 2022)

Marmo freddo
qualcosa è per errore
verissimo
dovunque
dunque vita che avanza
mi è accanto
viva e di casa

terra che tu bevi
da piedi a capo
a cimiteri in avorio
preferisco quelli
avvinti da pervinca
vasca di fascine

innevata luna
insieme ebbrezza
rinascita di colomba
dammi retta caro poeta
fuggi e rimpiangi
senili oscurità

corro in luogo
immenso
e celeste
senza fine

in orizzonte
uscita è entrata
ricoperto sudario
immaginifico
e sterpi

sei in deriva?
Ti occorre una fossa
per i tuoi versi

m’impiglio in te
m’aggrappo su nulla

*

La coscienza

Non dorme, si propone
oscilla tra bene e male
prepara un’anima di legno
si trastulla comodamente.
Non provare a non darle risposta
resta in guardia.
Se la noti nell’aria
adattati ai suoi respiri
arrestala
sollevala senza capire
da finte mosse
se necessario.
Ma rispondile senza scandire il tuo nome:
è già in suo possesso
cucito sulla tua pelle d’orso.

*

Oltre anima

anima stracciata
filamentosa
nascosta
appisolata
visionaria
stilla controvento
pronta a subire
bui da inciampo
non mi riconosci?

Dicevi essere immensa
invece eri immersa
di sciocche parole

*

Cimitero La Mortola

colombe e tombe
cimitero mio di mare
ricreo sguardi
e pianti non finti

tombe e colombe
sul mare e a picco
dove riassumo
dentro di me
un punto sereno
e privo di sdegno

benedetti voi morti
beati voi che godete
di simile vista
che respirate tale clima

asciugate tutte
acque del mare
io qui ci voglio
con voi rimanere

*

Flavio Vacchetta è nato a Bene Vagienna (Cuneo) dove vive e lavora. Ha pubblicato diverse raccolte poetiche: Nel segno della bilancia (2000), Silente meridiana (2001), Sorgenti (2002), Universo vagabondo (2003), Altra metà (2005), Akeldamà (puntoacapo, 2009). Per puntoacapo editrice ha, inoltre, pubblicato: La scala luminosa (2012), Katagrafé (2016) e La spianata del silenzio (2022). Appassionato di astronomia ha fondato il “Gruppo Astrofili Benesi” e collabora con l’UAI (Unione Astrofili Italiani). Il connubio fra astronomia e poesia si ritrova in una recente mostra fotografica e in un dvd, da lui curati e dedicati all’”astropoesia”.

(A cura di Silvia Rosa)