Costretto a viaggiare. Pablo Andrés Rial

Pablo Andrés Rial Costretto a viaggiare

Pablo Andrés Rial Costretto a viaggiare

PABLO ANDRÉS RIAL

Mia madre è morta

in un giorno come oggi
un giorno come un altro qualsiasi
poteva essere
un lunedì
un mercoledì
o una domenica d’estate
d’inverno o di primavera
in un’ora come un’altra qualsiasi
potevano essere
le quattro del pomeriggio
mezzogiorno
o le tre del mattino

Quando mia madre è morta
ho coperto la sua casa di fango
ho inondato la sua stanza
e anche il suo giardino
ho strappato i fiori
che curava con tanto amore
ho bruciato la tovaglia
su cui cenavamo
e ho rotto le porte
ho portato via i suoi cani
e li ho nutriti

è stato un giorno come oggi
un giorno come tanti
che non è mai esistito
e che non potrò dimenticare.

*

Mi emozionano le capitali,
i fedeli che fumano
e il vino.

Mi emozionano le mance sui tavoli,
la mia camicia arrotolata,
i violini che interpretano Vivaldi,
gli inviti che mi restano lontani,
il materasso sottile del mio letto,
la cortesia dei brindisi
in tempi di guerra.

Mi emozionano le mie mani
che si salvano con me
quando scrivono.

*

Sei morta
guardando dalla finestra
io sono seduto
dietro di te.

Fuori
si vede sempre lo stesso albero
– un salice –

La tua sedia ora è vuota
ma tu sei ancora lì, morta
guardando dalla finestra
dove ora c’è solo
un cortile di cemento.

*

A volte
sono quel verme
che, mentre smuove la terra
viene tagliato a metà
e cieco
continua a muoversi.

Non c’è tragedia più bella
che ti coprano di terra
per la pena di vederti.

Di Pablo Andrés Rial, poeta argentino,è l’uscita dell’edizione italiana del libro Costretto a viaggiare, traduzione di Forzado a viajar, precedentemente pubblicato e presentato in Messico. Si tratta di una novità editoriale che porta in italiano una voce della poesia argentina contemporanea, incentrata su una scrittura essenziale che lavora sull’intimità, la memoria e le immagini quotidiane.