L’illusionista e il chiromante

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Poesie di guerra di Harris Khalique

L’illusionista e il ragazzo del Waziristan

Era un mattino invernale di pietra coperto di foschia.
L’illusionista mezzo addormentato rispose al bussare
concitato all’ingresso.
Il ragazzo, coperto di polvere e puzza,
portava un sacco ingombrante sulla schiena.
Di iuta grezza con i fili tessuti stretti.
Un sottile e flessibile cavo con l’anima di metallo
avvolgeva l’imboccatura del sacco
per chiuderlo.
Il ragazzo guardò dritto negli occhi l’illusionista.
“Vengo da lontano.
Ricordo di averti visto al circo con mio padre.
Avevi tagliato in due una donna,
poi l’avevi rimessa insieme.
Tutti sono morti bruciati dopo che la bomba è scoppiata.
Solo il corpo di mia madre non è carbonizzato.
Te l’ho portata.
È soltanto tagliata in due”.

Islamabad, marzo 2017

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Il chiromante di Aleppo

Lenta
la sera iniziava a scendere sopra Aleppo.
Nessuno era sopravvissuto nel quartiere
solo il chiromante.
Si era intrufolato sotto una grossa cassa di patate appena colte
quando sono arrivati e hanno aperto il fuoco.
Indiscriminato.
Dopo che se ne sono andati, era uscito dalla casa
e si era ritrovato solo in mezzo a corpi appena morti
nelle strade e sulle soglie.
I corpi sarebbero rimasti sparsi fino al giorno seguente
quando al quartiere è stato proibito l’accesso.
L’enormità della morte lo aveva reso indifferente.
Gli era venuta fame e se ne era tornato a casa,
avevo preso delle patate e le aveva bollite con la buccia,
le aveva salate e ne aveva mangiato a sazietà.
Annoiato perché non aveva niente da sentire e niente da fare,
aveva messo una piccola torcia in tasca
ed era uscito di nuovo.
Aveva deciso di leggere le mani dei morti.
Questo lo avrebbe tenuto occupato tutta la sera e la notte –
tante mani da leggere e nessuna sorte da predire.

Islamabad, febbraio 2017

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Harris Khalique è un poeta pakistano che scrive in urdu e inglese e che ha pubblicato otto raccolte di versi. Scrive inoltre saggi e articoli. Negli anni Ottanta e Novanta alcune sue poesie furono censurate nel suo paese. Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue, ma mai in Italiano prima d’ora. Ha una carica onoraria come scrittore presso l’Università dello Iowa ed ha tenuto conferenze su argomenti culturali, politici e relativi ai diritti umani e allo sviluppo internazionale. Nel 2017 la sua raccolta di saggi Crimson Notes (Reflections on Struggle, Suffering, and Creativity in Pakistan), Riflessioni a proposito della lotta, della sofferenza e della creatività in Pakistan, è stata pubblicata da Oxford University Press.

Traduzione di Silvia Pio
Fotografie di © 2017 Rafiq Kathwari.
http://rafiqkathwari.com/

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