Parigi alla vigilia di Natale

On s'est reconnus paris_cover 250 px (2)

On s’est reconnus, Paris – taccuino fotografico di Giuseppe Varchetta accompagnato da una narrazione di Nerina Garofalo

«On s’est connus, on s’est reconnus,
On s’est perdus de vue,
On s’est r’perdus d’vue
On s’est retrouvés, on s’est réchauffés,
Puis on s’est séparés»

Questa strofa tratta dalla canzone “Le tourbillon de la vie”, cantata da Jean Moreau nel film Jules et Jim, è stata utilizzata per far giocare le fotografie col racconto.

Canto del primo tempo
Una cosa è una cosa. Una cosa.
Una dirimpettaia della cosa viva,
del battito un maltrattamento,
un abuso sul tatto, sull’olfatto.
Non hanno gusto le ore
né i giorni né i fottuti secondi.
Non ce ne sono per nessuno
e per nessuno ce n’è. Io non ci sono.
Tu non ci sei. E siamo qui,
e dove vuoi che andiamo?
Detesto, come un rovello, un uncino
un unicorno svuotato d’amore,
la parola amore. Non conto
e niente conta, qualcuno fa lo sconto
al tempo, ed io al supermercato
non so davvero cosa prendere e lasciare.
Prendere e lasciare, lasciare.
Lasciar andare, cadere. In questo
sonno profondo che non sento.
non sento che un lamento. e sono io, e sei tu,
no, non sei tu. È un suono, uno spavento,
un ansimo del cane che latra dall’interno.
È un inferno, un inferno persino il paradiso.
Il tuo sorriso. Il tuo sorriso.
Un sorriso è un sorriso. Un sorriso.

***

Street opera, Paris
«La felicità si racconta male perché non ha parole.
Ma si consuma, e nessuno se ne accorge»
(voce narrante)
[In ogni vita che voglia compiersi
la malinconia vive paritaria alla gioia.
Ogni persona, per saperlo davvero,
dovrebbe, per qualche
tempo, trasferirsi a Parigi]

pag. 29

***

Le tourbillon de la vie
Catherine a Jules:
«Lei ha conosciuto poche donne, io ho conosciuto molti uomini:
si farà una media, così potremo formare una discreta coppia».
Catherine a Jim:
«Soffri? E invece io non soffro più.
Non bisogna soffrire tutti e due insieme:
quando smetterai tu, comincerò io».
[a Parigi sembrano esistere
solo storie d’amore]

pag 57

***

On s’est connus
«Il vero orrore è quello di un mondo in cui è proibito leggere,
dunque è proibito conoscere, amare, ricordare».
[quando passeggio, ti incontro sempre a Parigi]

pag 93
(L’aforisma è tratto dalla sceneggiatura del film Fahrenheit 451)

da On s'est reconnus Paris pag 43

Le fotografie parigine sono state scattate in bianco e nero analogico da Giuseppe Varchetta, a Parigi, fra la metà degli anni ‘70 e oggi. I testi di Nerina Garofalo introducono e accompagnano le fotografie, così come i “Canti”, gli esergo fra parentesi quadre e la sequenza narrativa.

Due uomini, perso il volo che li avrebbe riportati a casa dopo un breve soggiorno a Parigi, decidono di passare la vigilia di Natale in una sala per cinema d’essai, quasi deserta, dove si proietta il film di Truffaut Jules et Jim. Ad uno dei due cade un portfolio, raccolto da una bambina che lo sfoglia davanti al lettore, dal quale escono atmosfere parigine, vissute e immaginate. Le fotografie si sovrappongono ai fotogrammi del film ‘raccontando’ una città che si riconosce anche se non la si è mai vista.

da On s'est reconnus Paris pag 20

Giuseppe Varchetta, psicologo dell’organizzazione, dopo una lunga esperienza nell’area della formazione è stato professore a contratto presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove opera tuttora come cultore della materia. Membro della consulta scientifica dell’Associazione Italiana Formatori, fa parte del Comitato direttivo della rivista «Educazione Sentimentale». Scatta fotografie da sempre, coltivando con la propria macchina fotografica alcuni temi d’elezione: la relazione utente-arte contemporanea, il paesaggio e l’arte urbani, il lavoro organizzativo, il ritratto “a mano”. Lavora esclusivamente in bianco e nero, con macchine analogiche Leica e Nikon.
www.giuseppevarchetta.it.

Nerina Garofalo è una narrative thinker. Si occupa di formazione e consulenza alle imprese. In ambito narrativo ha fondato e coordina il Laboratorio di scrittura short Ed e il network Indigos Project. La sua prima raccolta è La circoncisione delle parole (Format, 2008). Nel 2013 ha curato con Gianmario Lucini l’Antologia Il Ricatto del Pane (CFR Edizioni). Come autrice è inserita in alcune antologie di poeti contemporanei. Un suo racconto è uscito sul numero 22 della Rivista «Educazione Sentimentale» (Franco Angeli, 2014). Coordina in rete progetti di scrittura partecipata, alcuni blog e matrici di sogno sociale.

da On s'est reconnus Paris pag 52

Le foto in questo articolo sono tratte dal sito dell’editore.

Le Edizioni del Foglio Clandestino nascono nel 2005 come sviluppo, quasi naturale, dell’esperienza del Foglio Clandestino, “Aperiodico Ad Apparizione Aleatoria” che dal 1993 si occupa di poesia, narrativa breve e traduzione. Le edizioni ne hanno conservato lo spirito e gli intenti. Accanto alla passione per la letteratura, la scrittura e un profondo desiderio di condividerla è sempre stata forte la volontà di diffondere poeti e narratori inediti, riscoprire autori dimenticati, riportare la poesia verso i lettori, puntando sulla forza del testo.