Marie-Agnès Pottier: la poesia è una liberazione

pottier

Brevi note biografiche.
Sono nata in Francia (Dipartimento della Manica) un 25 ottobre degli anni 60!

Quando e come ha incominciato a scrivere poesie?
Ho iniziato ad avere a che fare con le poesie intorno ai 7 – 8 anni, sicuramente ancora di più verso i 9 – 10 anni, nella campagna della bassa Normandia dove allora vivevo, sotto cieli magici e che mi ispiravano, un “bocage” (N.d.T.: paesaggio tipico della Normandia e Vandea caratterizzati da piccole proprietà tenute a prato e delimitate da siepi di alberi) dove da un anno sono tornata a vivere; da allora ho avuto dei “periodi” poetici più o meno prolifici. Non ho mai pubblicato.
 
Cos’è per lei la poesia?
Una liberazione. La sola arte che io pratichi anche se in modo discontinuo.

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Dall’albeggiare
La mia testa macina
dei pensieri.

Haiku londinese, 2004

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Interrompere qualche respiro con qualche presa di coscienza di vita (alleluia, sono vivo(a)!) Allargare i polmoni e lasciare gravitare i suoni. Fare una pausa di meditazione, alcuni secondi possono essere sufficienti se siete VERAMENTE di corsa; far passare più minuti per un effetto migliore e due volte in tutta la preparazione se potete elaborare dal mattino alla sera ( e dalla sera al mattino, 24 ore su 24, se prendere del tempo è un’ opzione, è una manna, questa minestra! Versione lusso, insomma) se possibile, ancora meglio. Fumare il calumet della pace molto lentamente rimestando di quando in quando. Mettere a cuocere a fuoco lento i languori dell’autunno e lasciare in infusione. Scrutare le ramificazioni di vita che salgono in superficie. Rispettare il tempo.
Usare e abusare di spezie quali il riso, il sorriso, gli scoppi di gioia; lasciare agire. Non astenetevi dal versare qualche lacrima di qualsiasi natura che aveste in riserva. Soffocate con un cordino d’amore ben solido le tracce amare di collera, frustrazione e odio che non potrete evitare di trovare nel vostro giardino, se come me siete talvolta negligenti con il diserbante – il risultato di questo mazzo è un’operazione di trasmutazione quasi miracolosa del gusto di tutta la vostra minestra.
Degustate generosamente ed esprimete la vostra soddisfazione attraverso tutti i pori della vostra pelle.
Osservate cosa succede in voi e intorno a voi 24ore dopo, poi 72 ore dopo… Infine continuate a rifare della minestra bella fresca per illuminare il vostro carnato e quello del vostro entourage in modo regolare.
Fate attenzione a rimestare e far girare il calumet della pace (secondo il vostro buon cuore) con la salsa che avete scelto: “mentolata” infonderà un sapore tonico e tonificante a qualsiasi atmosfera di relazione, germinata, è un tocco di dolcezza insostituibile per certi individui già di una certa età particolarmente sensibili… Ascoltate il vostro cuore. Non esitate a passare su questa tappa un po’ più di tempo se necessario. La tivù può aspettare!
Questa minestra avrà un gusto molto speciale a seconda dell’ora del raccolto, il percorso della luna, le dosi che adattate ai vostri desideri particolari e agli ingredienti che avete sotto mano, e così anche secondo i momenti particolari della degustazione, solo(a) come in compagnia. Sarà SEMPRE deliziosa poiché non dimenticherete mai la vostra cordicella dell’amore ben solida intrecciata nei vostri laboratori personali e rinforzata con un utilizzo quotidiano con tutto ciò che respira.
Buon appetito!

Poetessa su di giri
23/10/2014

(Traduzione di Doretta Del Fabbro)

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