Intervista a Riccardo Balestra


LORENZO BARBERIS


Propongo qui un’intervista – realizzata per “Margutte” – con Riccardo Balestra (Castelletto Stura, 1947), autore che personalmente trovo molto interessante per il suo studio sul femminile declinato in chiave pop, soprattutto per le incursioni in un immaginario fantastico e anche fantascientifico, ancora molto rare nel cuneese. 

 



Un tratto generale della tua produzione artistica è lo studio sulla figura femminile, spesso colta in una chiave molto “glamour” (per citare il titolo di una tua ricerca) e in prevalenza con un primo piano sui volti. Quali le ragioni di una tale scelta?

Innanzitutto dovremmo parlare di arte figurativa, una scelta che ha dato una svolta al mio lavoro, ha tracciato una strada che mi ha permesso di sperimentare in primo luogo tecniche, colori e materiali, curando particolarmente soggetti ed inquadrature, dando un taglio particolare alle immagini riprodotte su tela, precise ed inconfondibili, riconducibili al mio modo di fare pittura.

Perché la figura femminile? Me l’hanno chiesto in molti, penso ci sia un fatto estetico oltre che di genere. Un gioco che faccio da anni, è cercare di capire il carattere di una persona solo guardandolo in viso, quindi mi è venuto naturale cercare di scoprire attraverso lo sguardo, attraverso gli occhi, che se è vero che sono lo specchio dell’anima, ti permettono di vedere cosa c’è oltre la facciata, scoprire gioie, dolori, speranze, ambizioni, complicità, un nuovo mondo da esplorare e fissare su una tela. Quindi cosa c’è di meglio di uno sguardo femminile? Preso più delle volte da una foto, d’accordo, ma lo stesso in grado di scatenare la mia immaginazione e sostenere il mio lavoro.

Spesso la figurazione del volto femminile si unisce ad elementi cromatici particolari, come in Woman’s Veils e Colored Profiles. Da cosa si origina questa ricerca?

L’elemento cromatico, accompagnato da dimensione e taglio particolare della figura, del volto, sono distintivi delle mie collane. Questa è una ricerca che ho portato e sto portando avanti da alcuni anni ed è in continua evoluzione, un fatto estetico, una molla che scatta a volte solo guardando una particolare foto, immaginando ed elaborando – non solo mentalmente – nuovi scenari, nuovi quadri da realizzare. Una ricerca  che ha anche lo scopo di dare un segno distintivo, di rendere riconoscibile il mio lavoro.

 



A volte, inoltre, il tema del volto femminile viene declinato con un’apertura al fantastico, con rimandi a metafisica e surrealismo ma anche ad altri spunti, talora vagamente misteriosi ed esoterici. Come nasce questa particolare declinazione?

Questa apertura iniziata già nel 2008 con la collana “Manichini” che mi ha permesso di intraprendere un evoluzione pittorica prendendo spunto dai lavori di Warhol, portando contemporaneamente avanti un discorso morale rivolto particolarmente ai giovani. Anni fa mi era stata attribuita una tendenza metafisica che ho approfondito senza però trovare una realizzazione pratica che non comprendesse immagini già viste. Cercavo situazioni particolari, contrapposizioni; uomo/donna, antico/moderno. Volti contrapposti, immagini speculari che si interrogano su questo mondo a mio vedere sempre più superficiale ed ignaro del proprio futuro. Queste opere mi hanno dato l’opportunità di spaziare, quindi di muovermi liberamente nel mondo della pop-art, cercando verità nascoste in un passato lontano o solo immaginario, che potrebbe però anche ritornare in un prossimo futuro.

All’interno di queste riletture fantastiche, una ricerca che ho trovato molto interessante è quella che hai sviluppato con gli Androids, su corpi femminili robotici. Temi “fantascientifici” di questo tipo sono ancora rari nell’arte cuneese, per quanto per certi versi molto attuali. Cosa ti ha spinto in questa direzione?

La mia sicuramente non è stata una ricerca da ufologo: nella ricerca dei soggetti, ho messo in primo piano l’estetica della figura, la bellezza, non trascurando lo sguardo, gli occhi in modo particolare, collegamento tra lo spettatore e un altro mondo, permettendo a chi guarda con interesse e curiosità, come faccio io, di immaginare mondi lontani ed evadere dal quotidiano.

Si possono così raggiungere i pensieri più profondi, i desideri inconfessabili, la voglia di ribellione, che è dentro di noi, come dentro i manichini e gli androidi umanizzati e resi vivi nei miei quadri e come in loro, rimane a livello inconscio, represso da una vita troppo normale.

Per concludere, la tua prossima esposizione sarà incentrata sullo studio dei segni zodiacali. Cosa ci puoi anticipare di questa nuova fase del tuo operato artistico?

Contemporaneamente alle ultime collane “Woman” ho sviluppato, collegandomi alla domanda precedente, una particolare ricerca sul fantastico, sull’immaginario aprendomi al mondo dello zodiaco. Mi sono avvicinato con occhio critico specie per ciò che riguarda l’oroscopo ma devo ammettere di aver trovato veritiera una certa influenza tra la posizione degli astri al momento della nascita ed il carattere di una persona. Indipendentemente da tutto questo, ho trovato l’argomento estremamente interessante da sviluppare e farne una collana, per lo meno una cosa originale sempre in ambito figurativo.

Pensavo a 12 segni zodiacali nuovi ma ho visto che era più lavoro da disegnatore che da pittore, in seguito collegandomi alla ricerca sul mondo dello spettacolo, ho selezionato una serie di figure e tramite un elaborazione digitale le ho collegate al proprio segno con dati ed altri particolari. I quadri di grandi dimensioni sono personalizzati con un elaborazione pittorica con colori a olio come tutta la mia produzione.

Su richiesta della Galleria, a questa collana ne ho affiancata una seconda, solo elaborazione grafica di dimensioni ridotte, su cantanti e attori internazionali. In prospettiva c’è la possibilità di sviluppare infinite combinazioni, personalizzate anche su richiesta. Tutto questo materiale sarà presentato in una mostra personale alla Galleria “La Luna” di Borgo San Dalmazzo la sera del venerdì 15 Luglio in occasione del Talent Show, la mostra sarà visitabile al sabato e la domenica mattina, fino a fine mese.

Ringrazio di cuore Riccardo Balestra per la disponibilità dimostrata, ripromettendoci di tornare a indagare anche in futuro le prossime evoluzioni del suo percorso artistico.