Le maschere di Dalip Khetarpal

Miraglia Dalip Khetarpal

MARIA MIRAGLIA

Le poesie del dr. Dalip Khetarpal rappresentano una nuova forma di scrittura in versi in quanto l’autore non va alla ricerca del ritmo, della musicalità o di immagini ma di una costruzione di pensiero chiara, semplice, piena di significati. Significati che toccano i percorsi segreti dei sentimenti e del pensiero dell’uomo, di tutto ciò che ne condiziona a livello conscio le azioni.
Scorrere le pagine della sua antologia è come viaggiare in un universo misterioso e sconosciuto ancor più di quello che abbraccia i pianeti e le galassie: l’animo umano. Dalip va alla ricerca dei suoi meandri più oscuri e con sagacia li percorre tutti per rivelare quel che a molti resta ignoto fino al momento estremo. Nulla per lui rimane nel buio dell’inconscio o del subconscio perché egli s’immerge nel profondo e con perspicacia ne illumina i percorsi più angusti.
È un viaggio nel quale ci conduce prendendoci per mano, un viaggio che affascina il lettore, che lo sorprende parola dopo parola, verso dopo verso, mostrandogli quel che lo specchio non gli ha mai rivelato.
Il suo pensiero, la sua ricerca vanno oltre, e cioè alla scoperta di quei meccanismi sociali di pensiero adottati dall’uomo e di cui tutti parlano, riescono a vederne le brutture, le nefandezze ma rifiutando di riconoscere di esserne gli attori.
Credo che la poesia debba anche nascere dal desiderio di comunicare quei moti dell’animo lasciati a seguire, indisturbati, i loro percorsi. Forse perché si ha voglia di tenerli nascosti, chiusi in bauli da tenere in soffitta, per il timore di scoprire di sé aspetti che sappiamo o sospettiamo non potrebbero essere né condivisi né apprezzati.
Ebbene, il dottor Dalip è maestro in tutto questo e la sua opera merita un riconoscimento a parte per la sua originalità, per l’interesse che suscita, perché lascia nel lettore nuovi stimoli e consapevolezze. Egli è un poeta, scrittore e saggista molto noto e apprezzato nel suo meraviglioso paese, ma la sua fama è anche riconosciuta in contesti culturali internazionali. Per le sue notevoli doti di scrittore per la sua originalità creativa egli sarà sicuramente ricordato negli annali della letteratura Internazionale.

Da Dalip Khetarpal, Maschere, 2020 (a cura di Maria Miraglia, che ha eseguito anche la traduzione)

La mia cieca fiducia in te
La mia totale dipendenza da te,
La mia indebita importanza per te,
Ti ha resa una megalomane,
Gonfiato il tuo ego
E l’ha fatto esplodere così tanto
In modo sproporzionato
Che la mia autostima si è impantanata.
Ma sono io da biasimare
Per averti innalzata
A tali altezze,
Da apparire un insignificante insetto.
Quando il mio cuore ha tremato
Non hai reagito
Mentre anche il respiro debole
Dei tuoi congiunti ti scuoteva violentemente.
La tua alterigia,
Il tuo clamore, mi irrita e mi frustra così tanto
Che a volte mi sento respinto da te
Quantunque sia profondamente sciocco
Ma è l’amore incontrollabile
Responsabile
Di questa irritazione, frustrazione
E repulsione.
Paradossale che
L’amore generi irritazione,
Frustrazione, repulsione
E persino
Violenza sull’ego.
Benché io sia vendicativo
Non posso essere scortese e impudente,

*

Maschere

Non riesco a mostrare il mio ego,
Perché ciò potrebbe farti arrabbiare
E renderti a me
Indifferente.
Questo potrebbe anche farti
Allontanare da me per sempre,
Rendere impossibile il mio duro viaggio d’amore
E infine ridurre la mia vita
Ad un grande deserto.
Quanto è difficile quindi per me
Conquistare il mio invincibile ego
E attivare la mia umiltà e il mio super-io
Per averti!
Dio è amore,
E l’amore supera e sconfigge tutte le disparità,
Ma che strano, sconveniente e paradossale
A volte è vedere lo stesso amore,
Mettere la museruola all’ autostima, al sacrificio,
Devozione, dedizione, verità
E anche a tutti i supremi valori divini!