Per dirmi che c’è altro (seconda parte)

Marzio Scanavino

VALENTINA CASADEI

Senza il bisogno di un consenso
qui davanti alla tua porta
più nient’altro da perdere
cercarti dietro la maschera
dov’è solo ghiaccio
la lama che viviseziona
la mia anima incompiuta
un ciclico pensiero misero
mi tiene compagnia

*

Il complotto degli spettri
mi chiede se la preghiera
ha curato lo squarcio?
Porgo l’altra guancia
al clone del mio aguzzino
e l’universo senza memoria continua a girare
sotto la luna di mezzanotte

C’è solo una sola parola che non vorrei dimenticare

*

Nella sosta scarna
la polvere creava miracolose presenze
la cena fredda gridava il tuo nome
portavi via con te l’abitudine della sera
quando un bacio diventa tempo
e un rassicurante destino
prima di andare a dormire
preferendo al sonno
una veglia feroce
in cui il miraggio del tuo arrivo
è solo l’aria di una silhouette che trema
un minuscolo incendio fatale

*

Bufere genealogiche
di figli non visti
e nell’incontinenza delle confidenze
la violenza del disamore

La prima parte si trova qui: Per dirmi che c’è altro

(Foto di Marzio Scanavino, tratta dall’articolo Fenomenologia della fine, una serata sulla fotografia Urbex)