Antipoesia

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L’antipoesia di Marine Petrossian

METAFISICA

nostro padre— dissi
ma lui non mi ha lasciato continuare

piuttosto strano—
non ho mai detto nostro padre

forse era un sogno
o magari sono stata stordita
a vedere che esiste

nostro padre— dissi
ma come se lui sapesse
cosa avrei indagato

—prendila con calma—

sono state le sue uniche parole
poi se ne andò

***

PERE

il freddo
si allarga dalla parte dell’angolo
vicino all’armadio

ecco perché
fa più freddo ora
seppure l’inverno
è finito

prima ho provato
a cercare un’altra stanza
poi ho capito
che il freddo
non è legato
alla stanza

piuttosto
è legato
alle pere dal gusto strano
che avevo comprato
nell’autunno

e ora non c’è modo
che il freddo si fermi
perché le ho mangiate
tutte quante

***

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE DEL FISCHIO DEL TRENO

un secchio d’acqua
e neppure un singolo bicchiere—
Ho pensato un po’
e bevuto con le mani
ma non è cambiato nulla
era la stessa stanza
e la stessa porta
che avevo attraversato—
ho pensato un po’
poi sono uscita nella strada
pioveva
e non c’era nessuno in giro—
ho camminato per un pezzo
il sole iniziava a splendere
e ogni cosa divenne assolutamente incredibile
seppure ogni cosa fosse reale
come il fischio del treno—
prendiamola con calma
che non c’è treno

***

GLI ALTRI

gli altri
hanno camminato
su questa neve

ma non sono
qui vicino
ora

soltanto io
la neve ancora che cade
e gli alberi

ma questi non sono
altro

l’altro
è quello
che può fare domande

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Biografia
Marine Petrossian è una poetessa e saggista armena. I suoi scritti e le sue apparizioni in TV l’hanno resa conosciuta al pubblico armeno. Il suo primo libro di poesia è uscito nel 1993, solo due anni dopo la caduta dell’Unione Sovietica e l’indipendenza dell’Armenia che ne faceva parte. Il libro è stato tradotto in francese e pubblicato in Francia nel 1995 da Editions Comp’Act (J’apporterai des pierres). In seguito al successo riscosso (tra le recensioni favorevoli, anche una su Le Monde), Editions Comp’Act ha pubblicato in seguito il secondo libro dell’autrice, Erevan, 2003, che ha ricevuto anch’esso buone recensioni. Da allora Marine Petrossian ha pubblicato quattro volumi di poesia in Armenia.
Il suo saggio Antipoesia, o quando il poeta non cerca un alibi ha suscitato intense discussioni nei circoli letterari armeni. Qui asserisce che l’“antipoesia”, la poesia che non sembra poesia e sfida la nozione prevalente di poesia, è la tendenza principale nella poesia armena contemporanea. Negli anni 2007-2009, un periodo di sviluppi politici difficili prima e dopo le elezioni presidenziali del 2008, la Petrossian ha tenuto una rubrica settimanale nel quotidiano Haikakan jamanak, il principale giornale di opposizione. I suoi interventi su temi politici ha avuto un numero enorme di lettori e l’hanno resa un personaggio pubblico in Armenia, tanto che molti programmi televisivi l’hanno invitata a commentare su temi di attualità. Questi interventi sono stati in seguito raccolti nel libro Il poster rosso (2011).
Ulteriori notizie su Marine Petrossian si trovano nel suo sito web: http://marinepetrossian.com

Quando e come ti sei avvicinata alla poesia?
Ho iniziato a scrivere poesie a scuola, ma non le ho mai mostrate a nessuno. Non per modestia, al contrario, ero sicura di essere una grande poeta (e ora ne sorrido) e siccome le mie poesie non erano ancora così grandi non volevo farle vedere. Persino più tardi, quando ero all’università, nessuno sapeva che scrivevo poesia. Ancora in seguito, quando avevo ormai 27 anni, nel 1987, le ho portate da un editore. Furono pubblicate in Garoun, la più importante rivista letteraria nell’ Armenia sovietica. A quei tempi era molto difficile per un autore venire pubblicato, ma se succedeva allora quasi tutti ti leggevano. Nel 1987 Garoun faceva uscire 70.000 copie, un numero incredibile per una rivista letteraria  di un paese con solo tre milioni di abitanti.

Parlaci delle tue attività poetiche, collaborazioni e pubblicazioni.
Ho scritto cinque libri di poesie e un libro di saggi in armeno. Ho pubblicato anche in Francia e Catalogna, e le mie poesie sono state tradotte in francese, inglese, spagnolo, tedesco, iraniano, latviano, georgiano e ebraico. Ho partecipato a molti festival internazionali e incontri letterari. Come artista laureata di UNESCO-Aschberg, ho fatto parte del programma Djerassi Resident Artist a Woodside, California, e sono stata scrittore residente a MuseumsQuartier, Vienna.
In seguito a questo, sono soddisfatta della mia vita letteraria? devo dire di no. È importante essere pubblicata e ampiamente letta, essere tradotta, eppure mi manca una seria discussione sulla poesia. Abbiamo avuto discussione del genere a Yerevan, nel club informale della pubblicazione Bnagir; ogni numero era pieno di vitalità e movimento, dispute spesso feroci nei circoli letterari, e ci incontravamo nel club per discutere quanto veniva pubblicato. Purtroppo Bnagir ha interrotto le sue uscite e il club non esiste più. Ora sto cercando questo tipo di intensa discussione sulla poesia in contesti internazionali, in pubblicazioni, recensioni, festival e altri incontri. Non ho ancora trovato cosa sto cercando, ma non ho perso  la speranza. non posso credere che la poesia sia diventata qualcosa di dolce che piace a tutti ma non è presa seriamente.

Che cos’è la poesia per te?
Meglio dire cosa non è. Non è un lavoro come altri. Non è un mezzo per campare. Non credo sia possibile darne una definizione. Sfida qualsiasi definizione.

Le poesie di Marine Petrossian che si trovano nella pagina in inglese sono tratte dal libro Հայաստանի ծովափին (Sui lidi armeni), in lingua armena e sono state tradotte in inglese dall’autrice. Sono state pubblicate in Deviation: Anthology of Contemporary Armenian Literature, Inknagir Literary Club, Yerevan, 2008 e si possono trovare sul sito Transcript – Literature Across Frontiers. All’inizio di questo articolo Margutte pubblica la loro traduzione in italiano a cura di Silvia Pio.
Հայաստանի ծովափին