Mostra dell’Artigianato 2014

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LORENZO BARBERIS

Per il secondo anno, giunge per Margutte l’appuntamento della Mostra dell’Artigianato Artistico (per cui, per la prima volta, si è coniato l’acronimo/hashtag MAA 2014) di Mondovì, il principale evento culturale monregalese. L’anno scorso si era dedicato alla mostra un rivolo di articoli analizzanti ogni specifico aspetto dell’esposizione; per quest’anno si è scelto uno sguardo di sintesi, con questo singolo articolo che ha cercato di evidenziare un impatto di insieme della mostra, senza precludersi a priori eventuali approfondimenti successivi.

La MAA 2014, giunta ormai alla 46ma edizione, consolida la svolta avviatasi l’anno scorso con il passaggio della gestione dell’evento dall’associazione fondatrice degli Amici di Piazza, che l’aveva avviato nel 1967, alla nuova associazione  La Funicolare, che già dal nome si propone di unire, i due quartieri alto e basso di Mondovì, Piazza e Breo, come nuovamente fa la funicolare di Giugiaro (2007) che ha sostituito la vecchia fune ottocentesca chiusa nel 1976.

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Il vecchio logo di Contri

Il cambiamento di rotta è segnato anche dal cambio di logo: “rottamato”, se così si può dire come è di moda oggi, lo storico logo con le ceramiche monregalesi stilizzate di Andrea Contri, si è dato spazio a un nuovo logo di Cinzia Ghigliano, artista monregalese di livello internazionale, con la “Galletta”, la sensuale figura femminile da lei ideata già negli ultimi anni per i piatti celebrativi della mostra.

A Cinzia Ghigliano si deve anche l’organizzazione della bella mostra d’illustrazione Notes, con la presenza di illustratori di alto livello, collaboratori dell’omonima editrice “Notes”.

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Il nuovo logo di Cinzia Ghigliano

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L’edizione di quest’anno è anche segnata dalla decorazione dei luoghi della mostra con una installazione di  centinaia di ombrelli coloratissimi, a cura delle decoratrici Sara&Vale, responsabili della scenografia della mostra

Un tipo di intervento già sperimentato in altri centri, e indubbiamente di grande impatto visivo, che in qualche modo reinventa il  centro storico rendendo i suoi suggestivi scorci più interessanti per il visitatore, anche come possibilità di scatto fotografico.

Quest’anno, poi, l’intervento sembra legarsi a una riuscita ironia sulla piovosissima estate 2014, che per fortuna non ha significativamente interessato la MAA, che sotto questo profilo si è potuta svolgere con successo.

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La decorazione a ombrelli, richiamata anche nel Flyer della mostra e dal riuscito hashtag PiovonoOmbrelli, ha così dato origine a un certo fenomeno virale su Facebook da parte di monregalesi, che nei giorni precedenti la mostra hanno iniziato a fotografare e postare gli scorci più affascinanti dell’installazione, segnando l’avvio di un utilizzo reale dei nuovi media nella  promozione della mostra (la pagina web della mostra invece non convince).

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Addirittura, si è anche tentato con successo l’aggancio al meme “Willy Smith che visita posti”, dove la sua selfie in quel di Pisa è stata adattata a vari luoghi dell’Italia turistica, per invidia della promozione  turistica ottenuta. Anche Margutte non si è voluto sottrarre al gioco monregalese dell’estate, e quindi ecco qui alcuni dei nostri scatti con ombrello:

Ad essere davvero onesti, l’allestimento non appare dappertutto ugualmente convincente, con  alcuni punti di eccessivo addensamento, specie sulla facciata della Piazza Maggiore, altre aree  - come appunto Via Vico – molto più scarsamente decorate.

Inoltre si coglie a tratti una tendenza all’eccesso, come nell’inserimento di altre decorazioni non congruenti col progetto estetico originale – piccole altalene, luci intermittenti e non, un ciclopico “stargate” circolare che ha il compito di sostituire il “numero” della mostra felicemente abbandonato. Lo stargate, ricoperto di ombrelli, porta al centro un gallo generico, che vuol forse richiamare il galletto tipico della ceramica monregalese, che ha però tutt’altra sintesi.

Nonostante comunque l’impressione di qualcosa ancora da calibrare, l’innovazione è sicuramente di impatto e segno di un rinnovamento positivo.

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Come già l’anno scorso, e secondo il programma de La Funicolare, la mostra si è espansa anche verso  Mondovì Breo, dove ha visto alcuni eventi specialmente in prossimità della funicolare stessa: le mostre di ceramica presso l’associazione MondoW, e l’esposizione “Leggenda Eterna” dedicata nella vicina Santo Stefano alla squadra del Torino Calcio, ospite della città in occasione della mostra stessa, come già avvenuto negli ultimi due anni.

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(foto da profilo facebook della MAA 2014)

La serata di presentazione della squadra, domenica sera, ha visto un notevole successo di pubblico, richiamando probabilmente anche numerosi granata da fuori città, e dando quindi alla mostra una vetrina superiore alla pura area del monregalese.

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Museo Civico della Stampa

In parallelo, si segna la diminuzione di importanza, rispetto al passato, di Via Vico, un tempo fulcro della manifestazione, che risulta invece maggiormente concentrata sulla Piazza. Un peccato, certamente, perché in via Vico vi era la presenza di elementi interessanti che avrebbero potuto esser maggiormente valorizzati, uno per tutti l’accesso alla bella mostra del Museo della Stampa.

L’orario è stato notevolmente esteso: se un tempo la mostra andava dal tardo pomeriggio alle undici di sera, e lo scorso anno si era ulteriormente tagliato ponendo l’avvio alle 18.00, oggi si è sperimentata l’estensione alla mattina, dalle 10, fino alla mezzanotte.

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Levante in concerto a Mondovì Piazza

Non saprei quanto l’introduzione della mattina sia davvero fondamentale, mentre invece indubbiamente l’estensione serale contribuisce a rendere la manifestazione più viva, e favorisce parimenti il nuovo accentramento sulla Piazza Maggiore. Sulla Piazza si svolgono infatti i concerti, che rappresentano l’elemento innovativo, già presente l’anno scorso, su cui appare si sia investito di più, con buon apprezzamento del pubblico della manifestazione.

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Per contro, se la musica è stata incentivata, minore appare l’investimento sull’arte, almeno sotto il profilo economico e di conseguenza quello della presenza di nomi di richiamo.

Se l’anno scorso vi era stata una importante mostra di incisori inglesi nel Museo della Stampa e il danese Nes Lerpa in Santo Stefano, la sala espositiva di Breo, quest’anno ci si limita prevalentemente, per i contributi esterni al monregalese, ad autori scelti prevalentemente nel panorama nazionale, come nelle dette mostre “Notes” e “Una questione di carattere” (dove sono comunque presenti alcuni autori stranieri). Molte le mostre di autori monregalesi, ovviamente col rischio di una certa ripetizione. In questo ambito una interessante novità è stata la mostra di Mauro Prandi.

Margutte stesso ha collaborato con la ceramista Persea a un esperimento in cui l’artista monregalese, che è stata in passato anche presente alla Biennale di Venezia, ha magistralmente reinterpretato poesie e testi narrativi apparsi sulla nostra nonrivista.

In generale, comunque, la ceramica è sempre centrale nella mostra: molte le ceramiche presenti nei vari stand per la piazza e sotto i portici, con la Ceramica San Giorgio (sede del Centro Studi Monregalesi) presso l’antico Monte dei Pegni e l’ArtEuropa di Avellino presso l’Academia Montis Regalis, oltre i già detti eventi di Breo.

Nel 2009, se ben ricordo, la mostra aveva tra l’altro avuto una valenza regionale sotto questo profilo dell’esposizione ceramica, che ai tempi era stata percepita come una strategia necessaria per rendere più specifica e quindi più comunicabile la mostra, in connessione all’allora nascente Museo. Una scelta che era stata mantenuta nelle edizioni seguenti fino, mi pare, al 2011, per poi perdersi nell’edizione 2012, giocata invece sul rimando al “filo rosso” dei Cinque Sensi, fino all’attuale cambio di gestione. Non so precisamente la motivazione dell’abbandono di tale elemento (almeno a livello di comunicazione, se non sostanziale), ma certo avrebbe forse potuto essere una direzione utile da percorrere.

Alla ceramica si legano anche numerosi dei molti laboratori organizzati, un’altra novità di questa edizione della mostra (per lo meno per la vastità dell’offerta al proposito). Manipolazione d’argilla, raku tradizionale, laboratorio Docksceramica offrono un approccio sperimentale a questo mezzo espressivo, accanto ad altri laboratori, dai lavori su carta al patchwork agli strumenti musicali.

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Insomma, traendo le conclusioni (sempre assolutamente soggettive, come è ovvio) sembra confermarsi il trend di cambiamento dell’esposizione avviato l’anno precedente. Se allora certe scelte potevano avere una ragion d’essere nella necessità di un rapido del cambio della guida della mostra, quest’anno esse emergono come scelte più intenzionali, almeno a quanto si percepisce. L’evento si concepisce sempre più come incentrato sulla magnifica cornice della Piazza Maggiore e sulle eccellenze artistiche che la circondano, valorizzate, oltre che dall’artigianato di buon livello richiamato, dal rinforzo del programma serale con l’estensione e una scelta musicale di buon livello. Si sacrifica un po’ la ricerca di innovazione sotto il profilo artistico, interesse certo per una nicchia di visitatori, e si sacrifica un po’ Via Vico, in favore di una espansione verso Breo che, però, non appare decollare già tentata lo scorso anno, che però non sembra decollare più di tanto (complice, forse, anche l’alto costo della funicolare, di fatto 2.60 a persona tra andata e ritorno, a meno di non limitare la visita a meno di un’ora). Restano dettagli da limare, ma l’impressione è di un fattivo sforzo per la rinascita della mostra, che speriamo davvero possa essere coronato da un crescente successo.

Foto di copertina “Acid mom” del fotografo Luca Volpe, scattata alla mostra dell’artigianato.