L’innocenza del lupo

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NICOLA DUBERTI

Anna entra dal tabaccaio e quasi sviene. Non ricordava un odore di tabacco così forte. Non odore: profumo, un aroma intenso e leggero, dolcissimo, l’essenza del paradiso. L’inferno sono gli altri: tutta questa gentaglia che riempie il negozio. Non sono lì per le sigarette, loro, sono lì per i giornali. Anche il tabaccaio come Chiabrera vende i giornali; anzi, è lui quello che ne vende di più: Il Secolo XIX, La Stampa, la Repubblica, il Corriere della Sera. E poi tante, tante riviste: spesse, sottili, patinate, ruvide, in bianco e nero, a colori. Ma oggi la folla non si accontenta di riviste: vuole il quotidiano, la folla; la folla esige la notizia del giorno, vogliono tutti i particolari. E rimangono delusi quando il tabaccaio gli dice che no, sul Secolo XIX non c’è niente e sugli altri giornali neanche.
‘Il ragazzino lo hanno trovato solo stamattina. Mica vi fanno i giornali su comando. Esce domani la notizia. Non ce l’avete internet per guardare le anticipazioni? Avete tutti lo smartphone, l’Iphone 8 o 9 o 10. Ci avete speso un paio di stipendi, adesso usatelo’.
Ma la folla che riempie il negozio non si dà per vinta, anzi rintuzzata dall’accenno agli stipendi spesi esplode in un’incontenibile frenesia di domande.
È vero che sembrava dormisse?
È vero che lo ha trovato lo spazzino? Povero ragazzo.
È vero che non aveva più niente dentro?
È vero che i carabinieri sospettano di un traffico di organi?
È vero che sono già arrivati i genitori?
È vero che lo hanno aperto dalla clavicola alla cintura?
È vero che non trovano più la felpa?
È vero che persino il medico si è sentito male quando lo ha visto?
‘Ma non lo so. Non lo so. Non lo so. Vendo sigarette, io. Nessuno qui ha bisogno di sigarette sigari tabacco?’.
Anna ne approfitta e si fa avanti fendendo la folla degli affamati di notizie.

– Io ho un disperato bisogno di sigarette. Marlboro rosse lunghe.
– Lunghe non le ho.
– Allora corte.
– Quante?
– Una stecca.
Il popolo dei curiosi la guarda con un misto di compassione e disprezzo. Non lo sa che il fumo uccide lentamente, le chiede un tipo sui cinquant’anni con una vistosa pancia traboccante dalla polo.
– Non lo sa?
– Lo so lo so lo so. E so che le morti lente vi deludono. A voi piacciono quelle rapide, quelle dove esce tanto sangue. E altra roba da dentro.
Anna non guarda in faccia nessuno, ma guarda fisso a terra, mentre si allontana con la sua stecca sotto l’ascella.
Guarda a terra e vede i sandali e gli infradito e le calze bianche dei maschi e i piedi delle femmine con le unghie laccate di rosso. E vede le mattonelle di granito stile anni sessanta che pavimentano il negozio e che la guidano verso la porta d’uscita. Appena fuori, sotto il portico, le sembra di respirare nuovamente.
La prima cosa che fa è accendersi una sigaretta. Ma non ha calcolato una cosa: che al secondo tiro di sigarette le si mettono in moto le sinapsi.
E stavolta forse sarebbe meglio di no.

Da L’innocenza del lupo, Pentàgora 2020.

Il Comizio Agrario in collaborazione con Margutte e BANCO Libreria, ha presentato il libro il17 maggio 2021 alle ore 17,30, nell’ambito della rassegna “Coltiviamo letture”.
L’autore ha dialogato con Silvia Pio. La registrazione della presentazione si può vedere qui.