Tredici modi di vedere la nebbia

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NICOLA DUBERTI

1)
Un mese di ottobre
così anchilosato
malato d’anca, corto di fiato,
in preda ad attacchi di tosse improvvisi
che solo all’eco sembrano un tuono…

2)
Fumi. La stanza ha la finestra aperta,
e tu coperta di un lenzuolo e basta
riproduci il drappeggio
di una statua di dea di quelle antiche
persa in un giugno di fiori stranieri.

3)
Nello specchio dello schermo televisivo
la sinfonia dei cristalli liquidi
rende nero di ali il tuo riflesso
obliquo nell’inclinazione al sogno
dove germoglia un battito di ciglia…

4)
Hai tanto a lungo immaginato una figlia
da deporre in silenzio, con mani trepide,
sull’ovatta del cielo
di un autunno protetto da fiocchi di nebbia,
una creatura lunare e diafana.

5)
Hai sulle labbra un sapore di pioggia,
i lobi delle orecchie
stillano lacrime di tempesta
versate a valle dal dio degli eventi
quando ancora tu e lui eravate sul monte.

6)
L’hai creata così, senza di me,
questa figlia di aria e di maree,
di notti incandescenti e indovinelli;
di aquile in agguato
a sorvegliare il suo respiro immobili.

7)
Il fumo azzurro della sigaretta
si affanna invano contro i vetri chiusi
come un insetto intrappolato in casa
che cerca di sfuggire al suo destino
e sogna di raggiungere lo sciame.

8)
Un sogno d’elitre, un sogno vibrante,
una sete di cenere e palpebre,
mentre i pensieri rivolti a Dio
intrappolati nelle ragnatele
si sciolgono in pianti di luce.

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9)
Il riccio esulta nella legnaia
per il rantolo aereo del cane;
sospesa la minaccia torna libero
nelle sere di nebbia incandescente
quando il sole rasciuga i temporali del sonno.

10)
Dopo la pioggia gli enigmi
nascosti nel percorso dei ruscelli
si svelano sul dorso delle felci,
che rapida la nebbia corre a suggere
come un nettare di sapienza.

11)
Solo i bambini a volte
osano uscire nel folto del bosco
cavalcando una chiocciola d’ombra,
appena terminato l’acquazzone,
a impadronirsi di segreti d’acque.

12)
Il tuo corpo è un ciottolo d’ombra
levigato dai flutti del dolore
su questo letto di fiume in cui
ci siamo amati evaporando entrambi
nel fumo della nebbia, odore d’ali.

13)
Ed è
un seme di stupore
per fecondare di candore il cielo…

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Foto di Bruna Bonino.

Margutte ha pubblicato alcune poesie di Nicola Duberti insieme ad una sua biografia qui. Duberti è presente nell’antologia del Gemellaggio poetico “Da terre a terre”.

Il suo libro di poesie “J’ombre ënt le gòmbe”, scritto nelle lingue regionali violese e kjè (parlate nelle valli monregalesi Mongia e Corsaglia) e pubblicato dalla Ca dë Studi Piemonteis di Torino, è tra i finalisti del Premio nazionale di Poesia Mario Luzi 2014. Con “J’ombre ënt le gòmbe” Nicola Duberti è riuscito a portare in una vetrina nazionale come quella del Premio Luzi un libro di poesie in lingue regionali minoritarie.