Note bianche, la fotografia come specchio interiore

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BRUNA BONINO

La nuova mostra di Gianni Petronio esplora il valore della fotografia come traccia emotiva e strumento di conoscenza personale. Si intitola La mostra Note Bianche e si presenta come un viaggio più che come una semplice esposizione. Le immagini raccolte raccontano un percorso personale in cui il bianco e nero diventa il linguaggio essenziale attraverso cui osservare il mondo e, allo stesso tempo, sé stessi.
Le fotografie di Petronio non descrivono la realtà in modo oggettivo ma la interrogano. Ogni scatto nasce da uno sguardo che filtra, interpreta e trasforma ciò che incontra. “Fotografo per scovare nell’altro le tracce di me”, afferma l’autore, riassumendo così una poetica fondata sulla ricerca interiore più che sulla documentazione. Volti, paesaggi e frammenti di quotidianità diventano superfici di riflesso, luoghi in cui riconoscere qualcosa di sé, anche in modo parziale e mai definitivo. In questo senso, Note Bianche assume la forma di un diario visivo sospeso tra presenza e assenza. La scelta del bianco e nero non risponde soltanto a un’esigenza estetica ma elimina il superfluo e concentra l’attenzione sulla luce, sulle ombre e sulle emozioni che attraversano l’immagine. La sottrazione cromatica intensifica la percezione e porta lo spettatore verso una dimensione più intima e contemplativa.

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Il pensiero che accompagna il lavoro di Petronio richiama la riflessione di René Magritte sul rapporto tra immagine e realtà. Come nella celebre pipa che “non è una pipa”, anche la fotografia non coincide mai con il reale, ne è piuttosto una traccia, un’interpretazione. È proprio in questa distanza che le immagini acquistano significato, invitando chi osserva a interrogarsi su ciò che vede. Lo sguardo di Petronio non si ferma quindi alla superficie delle cose, ma attraversa il mondo per trasformarlo in esperienza interiore. Ogni fotografia diventa un passaggio continuo tra ciò che è esterno e ciò che appartiene alla memoria, alla percezione, all’identità.
Importante, nel suo percorso, è stato anche l’incontro con Enrico Necade, figura centrale nella sua formazione artistica e umana. Accanto a lui, le relazioni con fotografi come Giovanni Montaldo e il fotoreporter Ivo Saglietti hanno contribuito ad ampliare la sua ricerca visiva.
Pur attraversato da queste influenze, il lavoro di Petronio conserva una voce autonoma e riconoscibile, una fotografia che non cerca verità definitive, ma frammenti di esperienza umana. Note Bianche diventa così anche un invito a guardare le immagini in modo diverso, non come semplici rappresentazioni del reale, ma come tracce di uno sguardo personale e profondamente umano.

La mostra è visitabile fino al 30 maggio dal lunedì al sabato, con orario 9.30-12.30 e 15.00-19.30, presso la Lastra Gallery di Alba.

(A cura di Silvia Pio)

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