ANDREA GALLI
Vite veloci incenerite come
capocchie di fiammifero
effimere eppure gonfie
da scoppiare: argento o pus.
Ne restano lacrime di cenere
qualche istante
poi più niente.
Vite risucchiate nel vortice
anonime acefale apolidi.
*
So creepy quel crepitio dell’anima
quando il quadro diventa una tela
vuota e nel panorama di nebbia
la svolta più dolce
ha sembianti di burrone.
Te l’hanno detto: basta aspettare
che s’alzi e si dissolva
ma ogni volta che sei nel vortice
è la solita storia.
*
Rivisitando Ungaretti
Il tuo viso raggia
e rischiara l’aria
ma la tua voce raglia
e mi viene voglia
di farla finita
come d’autunno la foglia.
Il decollo
Gocce di tempo
risucchiate dallo scarico
dell’eterno.
Mentre aspetti
non si compie il miracolo.
La rivoluzione è nel movimento.
Non quando meno te l’aspetti
ma quanto lo progetti
ti stacchi da terra e decolli
con fatica
con sudore
con l’ardore della crisalide.
*
Non immagini come certi fili
pur consunti sfibrati e lisi
diano prova di dolorosa tenacia
di pertinacia sanguinosa nella notte
che si prolunga.
Eroica la lama che recide
e decide che è tempo d’arricchire
il cielo e sgravare il cuore.
I nodi della memoria sono
vite surrogate.
Andrea Galli (Varese1987) ha pubblicato racconti e poesie su varie riviste fisiche e digitali. Nel 2023 ha pubblicato il suo primo libro di poesie, La grammatica delle macerie (Attraverso editore).
(Foto di Bruna Bonino)


