Salti quantici di Gianfranco Isetta

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Dalla prefazione di Sergio Daniele Donati

[...] Il poeta, come il pensatore, conosce a priori l’incompletezza e l’indeterminatezza del suo dire (e pensare) e ne delimita i contorni con uno sguardo che sa situarsi contemporaneamente sul foglio e su ciò che dal foglio stesso resta fuori, escluso per una scelta o per esigenza di ulteriore rielaborazione. Nelle raccolte poetiche, in cui questo dato risulta battente, diviene preponderante il ruolo della domanda, del questionarsi sulla possibile estensione verso quei territori sconosciuti del verso. È certamente questo il caso di Salti Quantici, di Gianfranco Isetta che qui esce per i prestigiosi tipi di puntoacapo. Già il titolo della raccolta è un preciso richiamo da un lato alla struttura di pensiero che è nelle intenzioni e negli esiti dell’autore, dall’altro alla necessaria struttura delimitante il detto che un certo chissà dove e chissà cosa hanno per il poeta nella costruzione quasi alchemica del suo verso. [...]  La riflessione poetica di Gianfranco Isetta, e in questo manifesta una elevazione notevole, non si limita alla statuizione poetica quasi marmorea di leggi fisico-poetiche di alto contenuto. A volte prende dei contorni più personali, esemplificativi del suo percorso nella parola che riflette su sé stessa, e nei quali il lettore, pur condotto a conclusioni filosofiche simili, può arrivare alla comprensione per empatica vicinanza col percorso personale dal poeta descritto. Una sorta di dialogo dei vissuti tra autore e lettore, in altre parole. [...] La legge dell’indeterminatezza, che tanti richiami ha alla creazione poetica, può alle volte divenire poi memoria, ricordo, quando Isetta si mostra capace di immersione totale non tanto nella sua esperienza, quanto in una scelta quasi inconscia, in cui l’elemento naturale, qui inteso anche a livello simbolico, ha un ruolo primario. Oppure, e in questa solo apparente differenza, si ritrova tutta la maestria del poeta, natura e corpo prendono il ruolo di svelare al lettore le leggi dell’esistenza, così come quelle del gioco del reale. [...] La raccolta di Gianfranco Isetta, unica davvero nel panorama contemporaneo, è capace di instaurare un vero e proprio rapporto allievo-maestro col lettore nei confronti del quale il poeta sa, con la dovizia e maestria di un vero pedagogo e cultore dalla maieutica, alternare versi che sembrano enunciazioni poetiche di leggi universali, immutabili, quasi fossero scritte col fuoco sulla pietra, a una narrazione morbida del proprio vissuto, all’interno e in ossequio a quelle stesse leggi, per permettere allo stesso lettore di svelare nel proprio la manifestazione di quegli stessi assoluti. [...]

Da Salti quantici (puntoacapo 2025)

Salti quantici

Guardando
verso un interno
di strana bellezza
compaiono oggetti
che si disperdono

e ruotano in salti
di eccitante bellezza
dietro il disordine
delle apparenze

c’è questo tempo
che soffia sui corpi
un velo di patina
si avvolge in sé stesso
e ricade sugli occhi

riconoscendo vento
la chiarezza si espone

Il volume delle foglie

Il volume delle foglie
non compare sul transito
dei pensieri, richiede
spazi di leggerezza.

Leviga la nudità
della parola il verso
che ne trattiene il suono
goccia su goccia sino
a consumarla d’ansia
di liberarsi in volo.

E verrà poi l’inverno
ad attendere in sorte
l’anelito vitale
un passaggio di stato
il florilegio aperto
di particelle esplose.

Sarà coscienza nuova
per un sottile sguardo
gioia di qualcos’altro:
l’esserci a primavera.

La panacea

Il punto d’equilibrio
tra il mio Ovest ed il mio Est

una ragione vera
che s’affacci alle cose
illuminanti il mondo

desiderando il vuoto
dietro ogni divinità
che voglia dirsi tale

l’insufficienza aperta
ad ogni sapienziale
ingerenza del tempo

cercando il fondamento.

C’è una pietra che pesa

C’è una pietra che pesa
le ginocchia si piegano
lamenti su un sentiero
verso un’alba che arriva.

Si può pensare a gesti
come miti preghiere
per desideri espressi
a un cielo che s’impone.

Liberare la strada
poi se appassisce il tempo
bisognerà innaffiarlo

e le foglie sgualcite
si schiuderanno in petali
multiformi e sinceri.

Bellezza di un mondo

L’acqua scorre e percorre –
intere le stagioni,
simile al vento
che non si posa mai
o alle nuvole
che conduce con sé,
tutto sembra scorrere
sfuggire anche dai nomi
e le umane caducità

mantengono un passo
più lento soltanto
le foglie ed è questa
la bellezza di un mondo
che muove come il fiore
che appena sboccia
già guarda verso terra

un mondo
che è nuvole e vento,
acqua, foglie e fiore
alberi, cespi e pietre
qualche volta anche uomo.

Le nostre mani aperte

Rami secchi
sporgono dai tronchi,
esili corpi tesi
verso altri corpi
il vento li percuote
fino a voltarne il senso
rimodellando storie
di sagome piegate.

Le nostre mani aperte
curvate a risalire
sul davanzale dove
non manca proprio niente
tranne la vita forse
e un colibrì
immobile a mezz’aria
si staglia ad osservare.

*

Gianfranco Isetta è nato a Castelnuovo Scrivia (AL) nel 1949. Laureato in Statistica presso l’Università Cattolica di Milano, è stato per dieci anni sindaco di Castelnuovo, promuovendo il Centro Inter nazionale di Studi «Matteo Bandello». Ha pubblicato: Sono versi sparsi (Novi Ligure 2004); Stat rosa (puntoacapo 2008), entrambi con prefa zione di Giorgio Bárberi Squarotti; Indizi… forse (ivi 2011, antologia con inediti e interventi critici, Premio “Oubliette” 2013); Passaggi curvi. Poesie non euclidee (con Prefazione di Alessandra Paganardi e Nota critica di Ivano Mugnaini, ivi 2014, Premio “Città di Acqui Terme” 2017 e Premio “Nuove Lettere”); Gigli a colazione (ivi 2017, Premio “L’Arte in versi” e secondo posto al premio “Casentino”, finalista ai premi “Luigi Di Liegro” e “Albero Andronico” 2019 e “I Murazzi”); Senza turbare il cielo (ivi 2020, Menzione d’onore al Premio internazionale “Lord Byron Portovenere Golfo dei poeti” 2022). Un suo testo letto è stato inserito nel Poetry Sound Library, archivio internazionale di voci poetiche a cura di Giovanna Iorio. È presente in varie antologie nazionali ed estere; è membro della giuria del Premio di poesia “G. Gozzano” con sede a Terzo d’Acqui (AL) e tiene da circa venti anni incontri di poesia con studenti.

(A cura di Silvia Rosa)