FLORIANA PORTA
È da molto tempo
che manca il tuo pane ancora caldo
sul tavolo della cucina.
Sono assenti
le tue vesti bianche,
le tue mani ignote
e i tuoi occhi beati.
Ma la tua poesia
miracolosamente resta,
si ripete.
Si riapre
come una ferita di luce.
E ribolle tuttora
come il magma
di un vulcano spento
che torna a ruggire
a schiumare, ad accendersi.
* * *
Tu, girovaga dell’enigma,
prosciughi questo diluvio
con i tuoi sensi infuocati.
Solo il buio che sfugge
corre il rischio di ferirsi.
In fondo, spezzarsi è morire
in un balzo di versi.
* * *
Non ho chiesto alla rosa di morire
ma di stringere con le dita
il bianco delle cose.
Ho chiesto alla vita
di consumarsi più lentamente,
di tenere gli occhi bene aperti
e di proteggere quel mistero
che io chiamo “Eternità”.
Il blu che scolpisce i miei passi
è un teatro di luci,
di echi sonori
e di confini incerti.
Sono una rosa,
e il mio nome è Emily Dickinson!
tronchi segreti
invocano bellezza -
ronzii d’ape
* * *
iris sfioriti -
il nettare del cielo
è solo ombra
Versi sono tratti dal libro di Floriana Porta in uscita a settembre dal titolo “Nel giardino dei tuoi passi” (Pecore Nere Editorial).
I lavori di Floriana Porta, acquerelli su carta, pagine poetiche e spartiti musicali, antotipie e versi poetici, sono esposti nella mostra al Castello Reale di Moncalieri fino al 24 maggio 2026. Titolo: Fammi un quadro del sole – Omaggio a Emily Dickinson
(A cura di Silvia Pio)




