EVA MAIO
Vibratile è il cielo
di notte
vibratile la fronda
con foglie novelle
vibrano le crepe
dell’umana convivenza
esposta agli acidi di guerra
buia espansa
vibratili e oscillanti
i messaggi dai battiti
di ciglia
dei bambini in culla
vibratili le lacrime
che salgono da ciò che resta
della scuola di Minab
tra neri fumi
vibratile quasi affabile
la tremula violetta
tra foglie secche rametti
e umori di terra
vibrano le zolle
accoglienti le vittime
a Gaza e a Jenin
a Nabahye e Beirut
vibratile l’invito al canto
calmo del blu
all’oro nascosto dentro
l’imperfezione che siamo
vibra la voce
del ragazzino siriano
che morto dirà tutto a Dio
eccome se lo dirà
vibratile ogni inizio
che si veste adagio
d’energia silente
e si farà opera viva
vibrano i gelsi
i sicomori i cedri rimasti
in Libano in Palestina
osano ancora stare
vibratile il mutuo appoggio
l’ondeggiare costante
di piccole arche d’alleanza
splendenti dentro il caos.
(Foto di Rinuccia Marabotto)
A cura di Silvia Pio


