MARIAPIA L. CRISAFULLI
Da TELEMACHIE
Di parole
ne ho poche da salvare
Per quanto urlante
questo tempo
è un tacimento
orizzontale
*
Abbi il coraggio
di non dire
siamo a ridosso
della voragine
le parole hanno perso
potere.
Ma la pelle
La tua pelle
è un’impronta
che dispiega la vita
*
Da INCONTRI
Trovarti stasera
è stato tornare
alla casa del gelsomino
I ricordi si accalcano / carezze antiche
dall’immutato calore
L’azzurro nei tuoi occhi
veleggia dove il tempo non è più
un orizzonte da traversare
Le stagioni predilette,
Settimia, sono una sola:
sei tu seduta sulla soglia
a ricamare gli anni
mentre i giorni svolazzavano
come figli migratori
ora ombre dentro ai muri
Ma torneranno
Insieme torneremo
con l’estate
alla casa del gelsomino
Ancora avvinti
benedetti dal tuo canto
A Settimia, ai suoi 105 anni di vita, storie e dolcezza
*
TESTIMONI
Questo male di vivere
lo conosci anche tu:
gli dai un altro nome
ma è lo stesso del mio
C’è la vita là fuori di tanti anni fa
Noi la vediamo sorridere ancora
noi che non la viviamo
e imparammo a bramarla
Tutti ci dissero che non era la nostra
Tutti ci dissero che era la loro
Ma loro tu pensi la vissero mai?
*
RESISTENZA
Io cammino cammino
e sul sasso d’inciampo
mi siedo
*
Sto imparando a vegliare
sulle cose
come nonna vegliava
sulla polvere
Ciò che non cambia
alla fine ci ha cambiati
*
IL CONSOLO
Non trovo le parole
non vengono più
a trovarmi.
Tu leggimi poesie
fosse il giorno un capezzale
e il capezzale una radura
*
Da EPIFANIE
La notte miraggia
labirinti
Tu li percorri
assetato di spiragli
Ma Arianna adesso è calva
adesso amata
dal divino danzatore
Il suo filo era una chioma
“Tacimento” trasforma il verbo tacere in una condizione solida, orizzontale. Ma indica anche la figura retorica della preterizione, che esalta un concetto proprio tacendolo apparentemente. Nel contrasto con un tempo “urlante”, che cela una rimozione pervasiva, il dettato poetico sceglie la via dell’umiltà e della devozione, trovando nel canto dal silenzio una forza ignota ai molti. Dalla prefazione di Anna Maria Curci
Tacimento orizzontale è più di una raccolta poetica. È un respiro. Un respiro che si allunga nel tempo, nelle generazioni, nelle pieghe di una voce che non urla, ma trattiene, per custodire, per non disperdere. Una voce che nasce in questo tempo: ne conosce il rumore, l’esaurimento, la frattura, e sceglie, in modo radicale, di non replicarli. Sceglie il tacere come atto poetico e politico. Sceglie il “tacimento orizzontale”, non un silenzio passivo, ma una postura di ascolto, un orientamento del cuore e del corpo verso ciò che vale la pena salvare. Dalla postfazione di Amal Bouchareb.
Mariapia L. Crisafulli (Messina, 1996) ha conseguito la laurea in Storia, politica e relazioni internazionali all’Università di Catania. Attualmente vive a Bologna, dove sta perfezionando gli studi in Scienze storiche e orientalistiche. Si occupa di letteratura e critica, ha all’attivo per Macabor editore le raccolte poetiche Come un’Odissea (2019), opera seconda classificata al Premio Casinò di Sanremo A. Semeria, La vita là fuori (2021), opera finalista al premio Laurea in Poesia, indetto dall’Università Pontificia Salesiana, Tacimento orizzontale (2025); la curatela di racconti Tu sarai la mia speranza (2022) e la raccolta di saggi Bravi maestri. Dissertazioni su Pasolini, Marcuse e Calandrone (2024). Suoi testi e contributi sono stati ospitati su riviste, antologie, monografie, quotidiani e blog. Nel 2025 le è stata assegnata la Targa Officina Roversi per la poesia.
Mariapia L. Crisafulli, Tacimento orizzontale, Macabor 2025, Lo scrigno bianco ISBN: 979-12-5744-027-5


