Grazia Frisina. Inediti

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GRAZIA FRISINA

Un fogliame di lontananza
a sé mi chiama

Non indietreggio
non addomestico
il passo

Vedo
dal muro salire
un rampicante
di nuvole

Il merlo
là col suo battito solo
in premura
per una solare riverenza
là s’inerpica a elargire
il suo frutto canoro

Su questo picco
di cuore in bilico
veleggia frondeggia
la runa d’una corolla

appoggio qua
il giorno qualunque
che non aveva altare

*
Lasciatemi rovistare le vampe
occulte delle macerie
Lasciatemi sperperare nenie
di fedeltà al ramo del pesco spezzato

Oggi la ferita non ha il gusto della dimenticanza
Una teologia balorda scompiglia il sangue

Lasciatemi nascere figlia di voluttà
nell’inverno della tuberosa che sfocia dalla morte
o sfarzo di marina in tempesta

Rinnegate pure la mia anima – oggi
sono il suo sbaglio
lo sciame assetato

*
Avevi appreso ad ascoltare
in strada il camion della nettezza
che riempiva il buio e dai vetri
fino alle tempie strideva
Udivi il computo lacerato delle ore
come fossero scorie notturne
e quanto il tuo passo – prima del pensiero
rischiasse il precipizio

T’urgeva una stabilità – subito un appiglio

Ti sedevi sul bordo del letto
a prolungare col mignolo l’istante assestato
nella cosmogonia delle pieghe sul cuscino
Ti pareva d’azzittire
lo smottamento di sassaie nel sangue
calando piano un sottobosco di nebbia
sottopelle

Apprendevi così ogni mattina
di te
l’impercettibile ascolto

Anche nell’angolo più basso della stanza
il ragno ritesseva sempre la sua frontiera
di seta

Grazia Frisina
Vive in Toscana. Già docente di Lettere nelle scuole superiori. Pubblicazioni: il romanzo A passi incerti (2009), il dramma poetico sulla Shoah Cenere e cielo (2015) e Madri (prefazione di M. Perroni, 2018); le raccolte poetiche: Foglie per maestrale (2009), Questa mia bellezza senza legge (2012), Innesti (2016), Pietra su Pietra (2021), Avrei voluto scarnire il vento (2022), Storie senza approdo (illustrato dall’artista E. Salvi, 2025). È presente, con alcuni suoi componimenti, in varie riviste letterarie nazionali e internazionali.
Presso la biblioteca San Giorgio di Pistoia ha curato La gioia diventa un dipinto, incontro sulla poesia di Emily Dickinson, tra arte e musica (2014), e il dialogo poetico Ricordi come raccoglievamo i narcisi, sulla storia d’amore fra Sylvia Plath e Ted Hughes (2015).
Presso la casa-museo Guidi di Firenze ha ideato e curato il dialogo poetico Il mare nel vento – Una voce dentro l’altra, sull’amore fra Elizabeth Barrett e Robert Browning (2017). Con Pacta teatro Milano ha ideato e rappresentato allo Spazio Alda Merini la lettura scenica Fra te e me, se il silenzio si fa suono (un immaginario incontro poetico/musicale con Antonia Pozzi – 2025).

(Foto di Rinuccia Marabotto)