Dieci piccoli cieli

zita-piccoli-cieli

EVA MAIO

Ci sono pensieri indomiti.
Come questo dei piccoli cieli.
Siccome persistono come piccoli malanni, prendo nota quando capitano e vedo dove mi portano.
Cosa sono i piccoli cieli non so bene.
È possibile si tratti di qualcosa di buono che si inspira,
cala dentro e opera.

1

Se il cielo
può stare nella stanza
di una canzone
perché mai non potrebbe
ogni tanto abitarci
farsi stilla di luce
e inondarci.

2

Si acquattano in noi
piccoli cieli
e il più delle volte
non sappiamo di averli:
nel loro appartarsi
la nostra ricchezza
di cammini e di soste.

Li andiamo cercando
in volti e storie e cose
di adesso
di un tempo passato
di quello che viene
oltre il perimetro
del nostro guardare.

Non sempre li abbiamo
quei piccoli cieli
ché per fortuna
non sono stanziali
così li incrociamo per via
e con grazia incosciente
diciamo loro di entrare.

Discreti
si apprestano
da ogni crinale o soglia
a farci diventare
un po’ concavi ospitali
nell’incerto via vai
della storia che siamo.

3

Che sbarchi
nel profondo
quel tessuto radioso
fosse pure un brandello
un filamento di luce
non so da dove
e arrivi fino ai piedi.
Che sbarchi leggero
senza farsi sentire:
lo porterò in giro
tutto il giorno
passo dopo passo
mentre faccio le cose
consuete.

4

Certe iridi liquide
sono cieli ondosi
in cui sguazzare
per un attimo
in metropolitana.

5

La radicale intensità
di questo bicchiere d’acqua
è un piccolo cielo
posato sul tavolo
delle nostre seti.

6

Esplorare il vivo
che c’è
ad occhi chiusi
ascoltandone i battiti
è quel cielo
a cui abdichiamo per fretta
incuria o distrazione.

7

Stare un poco
nell’impalpabile unisono
con qualcosa
con qualcuno
è un distillato di cielo.

8

Quei pochi momenti
pervasi di leggerezza
sganciata dal peggio
del mondo
sono alveoli di cielo.

9

L’effrazione
del possibile bello
compiuto
sta in grembo
a un sentiero innevato
a un cachi strapieno.
Splendore di cielo
planato.

10

È mistica la neve
trasfigura tutto
e ogni cosa
resta se stessa.
Più cielo di così
non si può.

Acquerello di Zita Giraudo

(A cura di Silvia Pio)