ALESSANDRO MADEDDU
PERSEFONE
Con l’animo di una bambina
coglievi i narcisi nel prato,
ti prese il marito assegnato
per fare di te la regina.
Stringevi al tuo seno quei fiori
che caddero dentro la cesta,
di un velo coprivi la testa
ma il velo si perse lì fuori.
Nel prato coglievi i narcisi
scegliendo i più bianchi e più belli,
adesso governi su quelli
che muoiono o vengono uccisi:
è il prezzo di aver ricevuto
lo scettro del popolo muto.
*
In forma di immagini vane,
brillio di libellule in volo,
si compie il tragitto guardando
le stelle ghiacciate del polo.
Si va verso un luogo lontano,
nel mezzo del mare profondo
– che il sole, sorgente o calante,
non vede – ai confini del mondo.
Si approda a una terra coperta
di nuvole scure e di nebbia:
un fiume indolente vi scorre;
nessuno vi semina o trebbia.
*
Si vedono rabbia e timore,
certezze su facce scarnite,
accenni di puro stupore;
si vedono passi esitanti
ed ombre che vanno spedite,
decise a passare davanti;
qualcuna che avanza, diretta,
o segue un cammino tortuoso,
un’altra che va, circospetta,
o tenta la strada a ritroso.
*
I passi di tanti bambini
s’inseguono lungo la riva,
si gioca nell’acqua non viva,
sguazzandoci con i piedini:
distraggono mute fanciulle
che in questi recessi tranquilli
non sognano più che gli strilli
che avrebbero dato le culle.
Intorno si aggirano anziani,
puntando per terra il bastone:
non è che l’immaginazione,
continuo tremore alle mani.
E vanno, degli altri, di ronda,
avanti ed indietro per strada.
Osservano fisso la spada
e il sangue che a terra ne gronda.
“Fuori dall’Erebo si radunarono le anime dei trapassati: fanciulle, ragazzi…”
Omero, Odissea, libro XI: traduzione di Maria Grazia Ciani, commento di Elisa Avezzù, Marsilio Editori, 2014.
*
Su tutta quest’ansa del fiume
e nella foresta lì accanto
non s’ode un crocchiare né un canto,
non cadono foglie né piume.
I rami non cambiano manto
nutriti da un pallido lume,
e invano si attende l’implume,
la foglia, che cada ogni tanto.
Se un battito d’ali muovesse
le foglie, in parvenza di vita,
sarebbe un po’ come se desse,
ai morti arrivati da molto,
un tremito nuovo alle dita
e nuovo pallore sul volto.
Il libro che vi troverete sotto gli occhi, sulla pagina o sullo schermo, è il frutto di alcuni sogni avuti nell’estate del 2022. I sogni iniziarono a metà del mese e avevano fra loro degli elementi visivi in comune: l’acqua – scorrente, scrosciante, stagnante; la nebbia – nella quale molte figure s’inoltravano; delle figure femminili – non sempre appartenenti alla nostra specie sciagurata. [...]
Una sera, per l’esattezza il 27 di giugno di quell’estate umida e rovente, mentre ero seduto su una panchina di un parchetto vicino a casa, mi sembrò di capire che cosa avessi sognato nelle notti precedenti. Le idee arrivano quando vogliono e non esiste tecnica per farle arrivare, al massimo ci si può dare da fare perché non fuggano e tornino là da dove sono venute: ma avevo con me carta e penna.
Come che sia, l’idea arrivò e mi disse che quello che avevo visto nel sogno doveva avere la sua prima forma in otto versi rimati, di una lunghezza e di un ritmo che fino a quel momento avevo usato solo di rado: il novenario di seconda e quinta. Scrissi di getto due quartine che troverete nel sonetto di apertura della raccolta. Ero convinto – come sono ancora adesso – di aver capito chi fosse una delle figure femminili di quei sogni. […]
Da La parte spettante (NOR Edizioni 2025)
Alessandro Madeddu, cagliaritano, classe 1983, è laureato in scienze politiche presso l’Ateneo di Pavia. È stato due volte vincitore del concorso della kermesse Ritratti di poesia (edizioni 2018 e 2019) e ha ottenuto il primo premio al Bacchereto nel 2021. Suoi componimenti – editi e inediti – sono apparsi su LaRecherche, Perìgeion, Poesia del nostro tempo, L’Appeso, L’Altrove, Anime con vista.
Ha al suo attivo tre sillogi di versi:
- Canzoncine. Gli esiti atroci di un tempo tremendo, Le Mezzelane Casa Editrice, 2017;
- Fiori di plastica, NOR Edizioni, 2019 (finalista al premio Forum Traiani, edizione 2022).
- La parte spettante, NOR Edizioni, 2025.
Un quarto libricino sarà pubblicato nel 2026 da Edizioni Montag.


