SILVIA PIO
Quella sua voce me la sono portata dentro per tutti questi anni (Andrea Camilleri).
Tutto è stato raccontato di Rosa, chi l’ha conosciuta – di persona o attraverso le registrazioni delle sue esibizioni e l’enorme materiale video a lei dedicato – ne ha parlato a lungo.
La sua storia fu emblematica di un luogo e di un tempo, la Sicilia del secondo dopoguerra: un matrimonio combinato e il tentativo di uccidere quel marito che perse al gioco il corredo della figlia; e poi l’omicidio della sorella Maria da parte del marito e il conseguente suicidio del padre, i mille lavori per mantenere le figlie, gli amori infelici, la chitarra e le canzoni. I concerti con Dario Fo, Canzonissima, Sanremo. Gli incontri significativi con artisti e intellettuali come Andrea Camilleri, Dario Fo, Renato Guttuso e Franca Rame.
Tutto è già stato detto, eppure lei ancora ci parla e stimola altri artisti a parlare di lei, e le sue canzoni sono nel repertorio di cantanti famosi e di cori di provincia. L’ultima opera che ha ispirato è il film “L’amore che ho”, diretto dal siciliano Paolo Licata e girato nel 2024, liberamente tratto dalla biografia “L’amuri ca v’haju” di Luca Torregrossa. Le interpreti sono Lucia Sardo, Donatella Finocchiaro e Anita Pomario, le musiche sono di Carmen Consoli. Il film è stato candidato ai Nastri d’Argento, i premi cinematografici più antichi d’Italia, assegnati annualmente dal Sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici italiani, ed è stato proposto tra le candidature italiane agli Oscar 2026.
Tra i cori di provincia che hanno inserito le canzoni di Rosa c’è l’Associazione Culturale Cattleya, che ha organizzato la proiezione del film di Licata proprio in provincia, a Mondovì dove il coro ha sede.
Abbiamo intervistato la Direttrice del Coro Nitza Rizo, la Presidente dell’Associazione Culturale Cattleya, Pina Gonzalez, e la Tesoriera Paola Gatti.
Perché il coro ha scelto di inserire nel repertorio le canzoni di questa cantautrice siciliana?
Rosa Balistreri è nota per la sua voce potente e malinconica, e per aver portato la cultura popolare siciliana nel mondo; inoltre è considerata la pioniera delle rivendicazioni dei diritti femminili attraverso la sua musica. È un’autrice perfetta per il nostro coro, che è tutto al femminile, è interessato alle tematiche che riguardano le donne e canta spesso canzoni popolari.
Come vi è venuta l’idea di portare a Mondovì il film “L’amore che ho”?
Il film è stato proiettato in anteprima a diversi eventi: tra questi al Torino Film Festival nella sezione “Zibaldone” del 2024. Venendo a conoscenza della realizzazione del film e su suggerimento di una corista, ci siamo attivate contattando direttamente il regista Paolo Licata, che ha accolto con grande interesse la proposta. L’iniziativa è stata in seguito presentata alle Autorità Comunali della città di Mondovì, all’Assessorato alle Pari Opportunità e alla Consulta Femminile, che sono stati entusiasti e hanno offerto tutto il loro supporto. La proiezione è stata finanziata da numerosi sponsor monregalesi.
Il film verrà inserito all’interno delle diverse iniziative organizzate dalla Consulta Femminile di Mondovì in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e sarà proiettato la sera del 28 novembre 2025 presso il Teatro Baretti di Mondovì.
Il regista non potrà essere presente per problemi famigliari, ma interverrà l’attrice Lucia Sardo che interpreta la Rosa adulta, che noi intervisteremo.
Il nostro coro introdurrà la serata con un brano della Balistreri. Il gruppo Donne in Cammino per la Pace presenterà il loro lenzuolo “Il filo di Roberta”, progetto di ricamo sociale sul tema del femminicidio.
L’ingresso è a offerta libera e il ricavato andrà al Centro di Ascolto della Consulta Femminile di Mondovì.
(La foto in evidenza è tratta da Wikimedia Commons)

