In Molise

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EVA MAIO

È stato un viaggio di esplorazione di un pezzo d’Italia un po’ dimenticato.
Una regione che resiste.
Vi abbiamo colto una resistenza pacata e consapevole, con guizzi di bellezza antica tra colline, boschi, campi di grano, viti e un piccolo spiraglio verso il mare.

Non siamo andate in cerca
di cose grandi
solo drappeggi di vita
in borghi antichi arrampicati
sui colli.
Abbiamo camminato nel sole
che le ombre nei vicoli
erano scarne
e tutto traspirava un misto
di ruvida segretezza tra case abbandonate
da anni e anni
e il soave odore di pulito
in gesti e volti incrociati.
Nessun fragore in quelle salite
su ciottoli e pietre consunte
che l’anima delle cose
si percepiva viva.
Poi tra arcate e squarci improvvisi
la forza radiosa
dei campi di grano attorno
si offriva distesa e calda
agli occhi
e sulle strade tra valle e valle
ci inondava.
Tutto sembrava avere memorie
profonde
in quel camminare
sovente prossime al silenzio.
È stato un tuffo
in strati di storia
di vite sudate di cose stentate
e pur vere in fontane muri sbrecciati
e torri e fortezze piazzole campane
brecce di idiomi altri
tracce levantine sannite normanne.
Abbiamo respirato
dietro parlate cenni e volti
il permanere paziente quasi lieto
a tratti orgoglioso
nei luoghi dove si è nati
che lì si è addensato
l’accordarsi
con la terra il vento la calura le onde
e l’altra gente.

(A cura di Silvia Pio)