Dalla prefazione di Valentino Fossati
La poesia di Laura Bertolini, quella che si è manifestata prima di E i sassi e i fiori, è una poesia prevalentemente a distanza, ad altezza e in prospettiva di luoghi. Poesia che non narra, piuttosto dice una lunga partenza (puntellata di brevissimi ritorni in Italia) con destinazione Davis, in California, dove la scrittrice resta quasi undici anni. È stato in gran parte lì dove ha preso forma e si è accentuata la sua idea e la sua pratica di poesia come evento, a tutti i livelli, ma prima di tutto nella lettura performativa e nella condivisione. I ritorni come si può intuire, non possono che essere fortemente asimmetrici, marchiati a fuoco da una nostalgia profonda che raramente abbandonerà la ragazza-donna, anche dopo il ritorno. [...] In E i sassi e i fiori cambiano gli assi portanti, in parte anche il registro: qualcosa accade anche nel rapporto con la parola. Questo ultimo libro non è solo del/sul ritorno. È il ritorno. La poesia di Laura Bertolini nasce proprio, a questo punto, da questa identificazione e dal conseguente essere avvolta da un’ampia zona di oscurità, la zona del non-ritorno, l’approdo che non conosce reversibilità. Pochi varchi si possono aprire: l’orizzonte di senso, lo sfondo, che si stagliano sempre più netti, mostrano abbandono, sradicamento, esilio in una landa desolata prossima allo spegnimento e all’estinzione… Ma è lì che la parola può manifestarsi, apparire, accadere, anche con grande temperie emozionale; e, talvolta nello strazio (cfr. Rupe) interrogare. [...]
Da E i sassi e i fiori (Edizioni AttraVerso 2024)
DISORDINE
Dio, una madre vergognosa
che ci versa sul mondo
e si nasconde le mani.
Ho perso la ragione così,
con le formiche nei guanti,
succhiando sassi
in cerca di limoni.
Giunta all’ultima stazione,
imbizzarrita e scalza,
sollevo la fronte
galoppo lontano.
Nell’atto della pazzia
sento la vita
ritornare a scorrere.
PAPAVERO
Sola come un papavero,
nonostante i bocci intorno,
dentro a un vento ostile
che ti abbatte
un colpo dopo l’altro,
sgualcisci.
Davanti,
dritto come il tuo stelo
è spuntato un muro
e trema tutta la campagna
quando ti graffia il volto
il pianto della pioggia.
Io
cuore di ciliegio in fiore
resto,
inerme e silenzioso
a ripararti.
ABBRACCIO DI AMICA
Abbiamo colto l’occasione propizia
per dar respiro a un filo d’erba.
Finché il fumo del rancore non accenna
teniamo una facciata da mostrare.
In segreto scambiamoci i rospi
e rovesciamo i firmamenti.
ISTRUZIONI PER L’ANNO NUOVO
Riunisci i tuoi pezzi dalla testa ai piedi.
Combina l’ironia con il sapere.
Strofina i tuoi pensieri,
sii gentile sulle
tue ferite.
Snoda i lacci lisi,
spezza i rami secchi
per le foglie nuove.
Ricordati che vivi
da un momento
in questa terra
e che sei poco più di un lampo.
Nutriti, curati,
festeggiati,
ridi, sorridi
e rifallo!
*
Laura Bertolini è nata a Cecina nel 1978. Ha vissuto a Davis in California, dove trascorreva la maggior parte dell’anno. Ha al suo attivo decine di reading di poesie in Italia e negli Stati Uniti che le hanno valso premi, citazioni e pubblicazioni su riviste specializzate. Precedentemente alla raccolta E i sassi e i fiori (Edizioni AttraVerso 2024) ha pubblicato Sospesa tra due mondi (MdS Editore 2019), in cui racconta della sua esperienza di espatriata negli USA.
(A cura di Silvia Rosa)


