Da Oscuramente parla (Arcipelago Itaca 2025)
Tu nel balenio di un istante:
quello scintillare,
quel perpetuarsi di echi
tra le fronde.
Quanti volti inavverati,
quanti segni indecifrabili;
ed io, anima esitante
fra soglia e precipizio –
qui, nel punto cieco
dei vènti.
E quel mondo miraggio
– promessa di fioritura –
che svanì all’orizzonte.
*
La dismisura, certo, l’incantato
prodigio che si ripete
all’apice del cuore; la parusia
delle foglie dopo il temporale,
quel fervore tra le felci
appena udibile in principio,
poi sempre più fitto,
interminabile.
Finché colti dalla furia
del meriggio, quando persino
l’ombra si ritrae, inermi
davanti alle cose, nudi
come loro.
Ma il sole allo zenit, fermo
sopra la testa dell’eroe,
di colui che è andato oltre –
è insostenibile.
*
Vivere accanto a cose
silenziose, inappariscenti.
Imparare l’algebra dei nidi,
la geometria dei ragni,
e quei mucchi di terra
indizio della talpa –
ecco, il muto interloquire
del popolo invisibile.
Quella lingua eterna
che più non conosciamo,
troppo presi dalla chiacchiera,
accecati dal visibile.
Si desti uno, uno
soltanto tra noi,
e piano, sussurrando:
“vento, io ti vedo”.
*
Per la polvere destata
dai nostri passi, per l’oscuro
presagio di senso e sacrificio:
perché sorga dall’informe
una parola, nell’inquieto
volgere degli astri.
Non per tedio o ansia
di vertigine, ma in grazia
di una voce amata,
di un volto conosciuto,
offuscato da dolore
e fatica, eppure sempre
vivo, pullulante nel riverbero.
Quel momento che perdura,
l’istante che il tempo
non consuma – vieni luce,
vieni affannato splendore.
*
Flavio Ferraro è nato a Roma nel 1984. Poeta, saggista e traduttore, collabora con diverse riviste. Tra i suoi libri di poesia: Sulla soglia oscura (La Camera Verde, Roma 2010); Da un estremo margine (La Camera Verde, Roma 2012); La direzione del tramonto (Oèdipus, Salerno 2013); La luce immutabile (La Camera Verde, Roma 2019). Tutta la sua produzione poetica è ora raccolta nel volume Il silenzio degli oracoli (L’Arcolaio, Forlimpopoli 2021). Per la saggistica ricordiamo La malvagità del bene. Il progressismo e la parodia della Tradizione (Irfan, San Demetrio Corone 2019). Sue poesie e traduzioni (da Coleridge, Keats, Shelley, T. S. Eliot e Dylan Thomas) sono apparse su numerose riviste online e cartacee; le sue poesie sono state pubblicate nelle più importanti riviste del Regno Unito, tra cui “Magma”, “Acumen” e “La Piccioletta Barca”.
(A cura di Silvia Rosa)


