Una ex è per sempre, racconti di Alessandro Gabriele

una-ex-per-sempre ALESSANDRO GABRIELE

I Rumeni

I rumeni del bar di piazza Teofrasto parlano il romanesco meglio dei romani di quartiere. Davanti alle Peroni delle sette di mattina e delle sette della sera, schizzati di eterna vernice, li trovi serafici che trasmutano le coppie di consonanti in vocali e troncano e appoggiano la tipica stanchezza fonetica con una grazia superiore alla nostra.
I rumeni ci sopravvivranno, armati di quell’incrollabile Zelig che li abita, qui, e che pretende una fratellanza a ogni costo, ci stanno già sostituendo negli snodi nevralgici di un mondo che si piega alla necessità di una crisi infinita.
Un esercito di badanti della nostra vecchiaia e i loro mariti, esperti navigatori di macerie. Sono partiti del basso ma sono testardi, i fratelli, così prossimi all’urgenza dei bisogni primari da ricostruirci un impero Rumeno low-cost con il cartongesso, le cazzuole e la pittura rubata allo smorzo, giurerei.

Non ho mai imparato ad archiviare le cose, ho ancora l’atavico timore che fuori portata della vista un libro, una carta, un telecomando possano scomparire in non so quale limbo fra i mondi. Così tengo gli oggetti distribuiti in pile, mucchietti, assembramenti fantasiosi, ed è questa deriva insanabile che un giorno mi ha spinto ad imboccare la scura porta del Ferramenta De Grilli a via dei Castani, dove ho avuto un’epifania al vertice col mio doppio euclideo.
De Grilli è sempre il primo a svegliarsi, sole o pioggia che venga, e sono appena le 6 di mattina quando, con la febbre di quelli che non amano troppo rigirarsi nel sonno, comincia a spostare la rinfusa delle sue ferraglie ammassate dentro e fuori dal negozio.
Sposta e trascina scale di metallo, panchinette, lampioncini, stivaloni, falciatrici, rotoli di rete, le sposta dalla bottega al marciapiede e viceversa per esporle, e soprattutto perché se non le leva di mezzo non riesce nemmeno a intrufolarsi nel corridoietto buio della bottega. Finito ciò, occhiale da presbiope mezzo calato, può finalmente dedicarsi all’attività pedissequa che svolgerà fino a sera, ovvero fare avanti dietro nel labirinto delle proprie cose disposte con l’aria corrucciata del direttore d’orchestra insoddisfatto, di un Generale del Risiko che stia per lanciare l’ultimo dado maledetto di una partita. […]

Da ‘L’alba del ferramenta’

Alessandro Gabriele, Una ex è per sempre, Edizioni del Foglio Clandestino 2025
In copertina: Bycicle, di Roberto Manetta. Fotografia digitale, 2017.

Dalla nota di Emanuela Vezzoli:
Tre sezioni, tre dimensioni si intrecciano in queste trentanove narrazioni brevissime intagliate dallo sguardo affilato e raffinato dell’autore che, chirurgico, seziona e restituisce – con leggerezza e ironia – le pieghe e le piaghe dell’essere umano, scandagliando corpi e psicologie, difetti e punti di luce, tic e inclinazioni di una moltitudine realissima eppur archetipica, collocata in un tempo e in uno spazio precisi (in particolare, la contemporaneità romana, con strali scoccati anche altrove) e affine all’umanità tutta.
[…] Siamo insomma in presenza di una piccola antologia-gioiello costellata di splendidi intarsi dal passo lirico e di fenditure di una trivialità puntualissima e opportuna, frutto della sapienza narrativa dell’autore.

Alessandro Gabriele è nato a Roma nel 1962. Ex-informatico, psicologo, psicoterapeuta con la passione per i viaggi e la fotografia, ha pubblicato racconti, reportage e articoli su diverse riviste e blog letterari. Ha tenuto laboratori di Scrittura Creativa e Narrativa Autobiografica. Nel 2014, a cura dell’editore Smasher, ha pubblicato l’antologia di racconti Geografie Fuori Luogo. Negli ultimi cinque anni ha scritto e pubblicato due romanzi come ghost-writer.

(A cura di Silvia Pio)