Le Nostre Rubriche

La valigia di Hermes

“La valigia di Hermes” è la rubrica di Margutte che sarà dedicata in modo specifico alla letteratura, intesa sia come analisi, critica, recensione, che come produzione letteraria, in versi e in prosa. Ambiti che saranno distinti da apposite e dettagliate sotto-categorie, ma che si è voluto qui riunire sotto la signoria del messaggero degli dei (qui evocato dalla valigia nella sua dimensione di viaggiatore) che è il protettore della conoscenza iniziatica. Il suo omologo egizio, Toth, è il dio della scrittura; e l’ermeneutica, la “navigazione di Hermes”, è ispezione approfondita di un testo, per tralasciare del rilievo dell’Ermetismo nella letteratura italiana.

Le stanze di Cronos

“Cronos” è il dio greco del tempo, e dunque sotto la sua protezione abbiamo posto la rubrica che si occuperà di storia e, in senso estensivo, di tutta quella produzione  saggistica non inerente all’ambito di una delle arti. In particolare, Margutte vuole dedicare attenzione all’ambito  dell’Utopia, dalla sua fioritura rinascimentale al dibattito contemporaneo. In questo, Cronos evoca anche i “Regni di Saturno”, il suo omologo latino, che i romani volevano il sovrano di un’età dell’oro di cui si attendeva con ansia il ritorno.

L’ambrosia di Dioniso

“L’ambrosia di Dioniso” è forse la più ampia delle rubriche del “Margutte”, e include quanto verrà proposto, sia come recensione critica che come produzione autoriale, nel campo delle varie arti con esclusione del campo letterario (che, essendo lo specifico di Margutte, è presentato nell’apposita rubrica, “La valigia di Hermes”). Quindi, citando alla rinfusa e senza pretese di assoluta esaustività, arti visive, teatro, fotografia, cinema, fumetto, videogame ed altre eventuali sottocategorie che emergeranno nel tempo: tutti settori, comunque, che saranno più precisamente distinti nelle apposite categorie, segnate in calce ad ogni articolo.

Il pentagramma d’Orfeo

“Margutte” ha una sua rubrica musicale: “Il pentagramma di Orfeo”. Uno spazio riservato alle sette note e destinato alle varie espressioni di quest’arte, dalle diverse sfumature della classica alle forme moderne e  anche pop. Uno spazio apposito, in omaggio all’irriducibilità della musica alle altre arti, sancita da Nietzsche e derivante dal suo carattere auditivo e eminentemente astratto. “Orfeo” è ovviamente un rimando al celebre cantore del mito, noto per la sua partecipazione alle Argonautiche e ancor più per la discesa agli inferi volta invano a salvare l’amata Euridice. Il suo canto ammansiva le belve feroci, ma non si avvaleva certo del pentagramma, il pentacolo quasi magico per catturare le note su un rigo di carta scritta, che è innovazione medioevale. Anche qui, si è voluto un contrasto tra antico e moderno a esprimere la natura anfibia della nostra sperimentazione, sospesa tra rimandi classici e modernità informatica post-industriale.

Gli svaghi platonici

“Svaghi platonici” intende essere il laboratorio creativo di “Margutte”, inteso nell’accezione più ampia possibile. Qui troveranno spazio gli esperimenti letterari ed artistici più disparati, i divertissment, la lucida scrittura ludica, i giochi di parole, le sciarade, i pastiche. “Svaghi”, dunque, ma perché “platonici”? In parte vale, con un po’ di ironia, per “utopistici”, così come utopico, ideale è, nel sentire comune, un “amore platonico”: e l’Utopia è un segno importante  di Margutte. Ma, certo, il richiamo a Platone è un rimando che volevamo inserire come riferimento al Mondo delle Idee, quell’iperuranico spazio virtuale che, per certi versi, la rete viene oggi a concretizzare. Il serissimo gioco letterario, dunque. Ma in una forma che tenga conto, ove possibile, anche delle nuove possibilità offerte dal world wide web; ivi incluso, ovviamente, anche il contributo spontaneo del lettore, affezionato e casuale, che potrà contattarci da qualunque parte del mondo tramite la rete globale.