Leggere Modiano – 1

VIAGGIO DI NOZZE CON MODIANO

modiano nozze

GABRIELLA MONGARDI.

Viaggio di nozze di Modiano è un’opera sorprendente, spiazzante: dal titolo si direbbe un romanzo d’amore, ma di amore nel senso romanzesco del termine nemmeno l’ombra; dalle prime pagine si direbbe un resoconto cronachistico, un’indagine tra poliziesca e storiografica, ma il ritmo di una musica segreta ne scardina la dimensione spaziotemporale e lo fa lievitare in altissima poesia. Questo miracolo però esige la collaborazione attiva del lettore, che rintracci “il filo invisibile, sempre minacciato di spezzarsi, che lega particolari disparati” e ricostruisca il corso, il senso della vita che viene raccontata: il narratore sembra ignorarlo.

In realtà nel romanzo il lettore deve ricostruire non una, ma due vite: quella di Ingrid, la donna suicidatasi a ferragosto a Milano, e quella del narratore stesso, Jean, che par hazard l’aveva conosciuta tanti anni prima, aveva preso degli appunti e adesso cerca di metterne insieme la storia, disfacendo per così dire la propria.
L’io narrante, infatti, per mettersi sulle tracce di Ingrid, lascia la sua vita ‘normale’ e sparisce nel ventre di Parigi, e il lettore lo segue in una fuga-ricerca in cui la realtà a tratti assume la consistenza (o meglio l’inconsistenza) del sogno, diventa un disegno nitido eppure evanescente – l’unico modo per renderne tollerabile la tragicità intrinseca.

Ci si muove così nello spazio tra Milano, Parigi e la Costa Azzurra (tra St. Tropez e Juan-Les-Pins), uno spazio geograficamente preciso e ben noto, di cui Parigi è il baricentro e in cui tuttavia è impossibile mettere radici, sentirsi ‘a casa’; così come è impossibile per l’io narrante mettere ordine nel tempo, e spetta al lettore la fatica di orientarsi tra gli anni “che si sono accumulati e distorcono la comunicazione”, le stagioni, l’estate soprattutto, che “dà una sensazione di vuoto e di assenza e riporta nel passato”, e la ‘Grande Storia’, che qui è quella della Francia divisa in due durante la Seconda guerra mondiale.

La lettura diventa allora un ‘lavoro’, una vera e propria ri-elaborazione, un’esplorazione  che ‘doppia’ quella del  narratore – che non a caso prima faceva l’esploratore in terre lontane  e adesso in fondo continua a farlo, ma nei sobborghi di Parigi e nella memoria.
La ricompensa di tale fatica è arrivare a capire, a saperne di più del narratore stesso, e individuare i temi portanti della scrittura di Modiano, originalissimi: il vuoto, la reticenza, la sospensione del giudizio – in una parola, la rinuncia al possesso di certezze come unica scelta etica possibile e l’attenzione discreta e leggera come unico, intermittente legame col mondo.

Un libro affascinante perché inesauribile: gli indizi, le tracce disseminate dall’autore non si possono certo cogliere tutte in un colpo solo, di primo acchito – è un libro così ricco, da leggere e rileggere, un vero invito a nozze! Alla fine viene il dubbio che il “viaggio di nozze” del titolo sia appunto semplicemente una metafora – geniale – per indicare la lettura…

P. MODIANO, Voyage de noces, Gallimard, Paris 1990 (trad. it. Frassinelli 19911, 20142)