La stazione dei sonnambuli

SwStation

LAURA BLENGINO

29 marzo 2014. La vecchia sede dell’Associazione “La Meridiana Tempo”, in Mondovì, ospita questo curioso concerto.
Già il nome ci rivela dove saremo immersi.
Sleepwalker’s station. La stazione dei sonnambuli.
Una band di dodici elementi, pare: ma a Mondovì ne è giunto solo uno. Il cantante Daniel Del Valle.
Come la band si sposta di luogo in luogo così le canzoni ci sballottano da una parte all’altra.
Si spostano nei suoni: dalle tonalità dylaniane, alla filosofia di Drake, fino ai sogni dei Counting Crows. A me ricordano a tratti anche Springsteen.
Si spostano tra i generi: tra rock, folk, etnico e indie.
Come scherzosamente ci confessa il cantante:
-Noi sappiamo scrivere solo di viaggi. Magari fra qualche anno scriveremo canzoni d’amore.
Le corde della chitarra vibrano. La voce riempie la stanza. La musica dà spazio alla fantasia.
Iniziamo da Berlino, dove il cantante vive.
Vediamo il fiume Havel, la chiesa di San Nicola, la Statua della Vittoria e il Viale dei Tigli.
Poi passiamo sulle scogliere irlandesi di Dublino.
Tocchiamo il fiume Liffey, il Castello di Dublino, la Cattedrale di S. Patrick, il Trinity College e il pub Temple Bar.
Poi c’è un album e una canzone intitolati “Indian Ocean”. La musica calma e avvolgente e orientale ci fa sentire come tuffati in acqua. Possiamo sentire l’ondeggiare. Possiamo cavalcare le onde. Possiamo lasciarci cullare.
E un cd è intitolato “Wind Mills”. In copertina troviamo dei mulini a vento.
Il vento ci porta in Olanda o in Spagna, per via di Don Chisciotte?
E il cantante ci racconta che la vita invernale a Berlino è dura: è lunga, fredda e grigia.
Ma ci dà tre rimedi. Una buona compagnia, film fantastici e qualcuno che ci abbracci e ci dica “Andrà meglio!”
Allora mi rendo conto di una cosa.
Non importa in che luogo sei, che abitudini e tradizioni hanno gli abitanti, che lingua parli.
C’è qualcosa che ci accomuna. Tutti dobbiamo avere una buona compagnia, un po’ di svago e un po’ d’incoraggiamento.

E questo ci viene regalato dalla musica degli Sleepwalker’s station.

 

(Foto di copertina di Ugo Blengini)

(Vedi link https://myspace.com/sleepwalkerstation)