Master Piece, Molti Pensieri

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LAURA BLENGINO.

Recentemente sto seguendo il programma televisivo “Masterpiece”, gioco sulla scrittura creativa, che dà molti spunti e idee per racconti.
Una traccia era:

“Delitto ai Mercati Generali. Una piccola crime story, ma attenzione: ambientata nel 2063, tra 50 anni.”

Questo è il mio sviluppo. Buona lettura!

LAURA BLENGINO

L’Avanzometro roteava rapidamente i numeri. 6 chili e 2 etti di cibo avanzato.
La fiamma fredda, sotto ogni reparto, aveva tenuto il mangiare al sicuro dal marcire.
Poi arrivò la pistola laser. Gettò un filo blu che permise di congelare il tutto e rivendere alla prossima volta.
La vita del Mercato era cessata. E con esso anche una vita umana.
Sì. Era stato commesso un omicidio.
Un corpo, a fianco delle vaschette del pesce. Sembrava uno stoccafisso. Con quegli occhi glaciali e quella pelle pallida.
Venne identificato come John Carter.
Curioso! Nella polizia c’era Alex Carter. Qualche parentela?
Poco dopo il ritrovamento, Alex fu visto frugare nel reparto pesce.
Ma che diavolo sta combinando? Senza guanti? Ma così inquinerà le prove! pensò il collega Franz.
Vide che si mise in tasca qualcosa. Si avvicinò e andò precipitosamente a sondare.
-Cosa fai?- disse Franz.
-Non è evidente? Sto indagando. Sto cercando indizi.
-E da quando lo fai senza guanti?
-Ma ce li ho! Ah no, che sbadato!
Tirò fuori una bomboletta spray e si spruzzò sulle mani. E in pochi secondi i guanti di gomma erano fatti.
A Franz non convinceva affatto. Non era mai stato distratto. Anzi, al contrario, era meticoloso. Ma forse era stato davvero un errore.
Franz era sospettoso, ma fece finta di niente. Se fosse stato in qualche modo coinvolto, non voleva metterlo in guardia.
-Hai trovato qualcosa?- chiese Franz.
-No, nulla – mentì. – E tu?
-No, neanch’io.
Si recarono al tandem e accesero il motore.
Il sospettato era davanti e teneva d’occhio la strada. Era impegnato. Bene!
Franz, dietro, fece un movimento rapido e vellutato. Inserì la mano nella tasca di Alex e ne estrasse … una biglia d’oro!
Arrivati al Comando di Polizia, Franz disse:
-Vai avanti tu, io devo fare una commissione!
-Va bene. Mi raggiungi dopo.
Bene! Alex non sospettava nulla.
Andò alla Scientifica. Sulla biglia risultò esserci del sangue. Per la precisione, il sangue di John Carter.
Così tornò sul luogo del delitto. Analizzò la scena e il cadavere. Qualcosa spuntava tra il muro e il cadavere, messo in verticale.
Paio di guanti. Toccò il morto. E vide… l’arma del delitto. Il naso del xiphias gladius, ovvero il pesce spada.
Nella sua mente si fece strada il film dell’omicidio. Chi era stato, con cosa e perché. Sembrava di giocare a Cluedo, ma questa volta era tutto vero.
Portò l’arma con sé e la consegnò al Comando.
Come la vide Alex andò in panico. Non sapeva più cosa fare. E i nervi crollarono. In pochi istanti confessò tutto. Ogni cosa.
- Il morto era John, mio fratello. Sapevo dell’esistenza della biglia d’oro. E sapevo che ce l’aveva lui. Non potevo non averla. Così stamattina gli ho dato appuntamento qui. E’ scoppiata una lite tra noi. Lui mi ha voltato la schiena, ridendo e mostrandomi la biglia. Mi è montata la rabbia. Mi sono guardato intorno e ho afferrato la prima cosa. Il naso di quel pesce. L’ho infilzato. Allora lui ha iniziato a barcollare. E la biglia è finita in una vaschetta del pesce. Poi mi sono messo i guanti e l’ho appoggiato contro il muro. In quell’attimo ho sentito delle sirene. Ho avuto panico e ho nascosto l’arma dietro il cadavere. Poi sono scappato. Ma mi ero ripromesso di recuperare quella biglia. Così l’ho presa, mentre facevamo le indagini. Dovevo averla. Era come se la biglia mi chiamasse. Mi chiamasse, mi chiamasse, mi chiamasse…
Inutile, rifletté Franz. Il tempo passava. Gli anni invecchiavano uno dopo l’altro. Ma gli uomini non cambiavano. Mai.

(Immagine di Lorenzo Barberis)