Il cane giallo e altre illustrazioni di Cinzia Ghigliano

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SILVIA PIO (a cura)

Cinzia Ghigliano ritorna con una personale nella sua città, Mondovì, inaugurata il 12 marzo e organizzata da Illustrada – Libri per ragazzi scritti e disegnati (https://illustrada.it/site/https://www.facebook.com/Festival.Illustrada/)
Illustrada è un Festival dedicato agli albi illustrati e ai libri per ragazzi, una festa ricca di incontri, eventi, mostre e laboratori per bambini di tutte le età. L’associazione è nata nel 2019; l’idea nasce dalla volontà di portare il libro nella vita quotidiana di bambini e ragazzi, ma anche dei loro compagni di viaggio, focalizzandosi sull’albo illustrato. Con questo festival si vuole dimostrare che leggere non è solo qualcosa legato alla scuola e alla didattica, ma che è un piacevole momento di condivisione e un mondo di altre cose.

La mostra della Ghigliano sarà visitabile fino al 23 aprile, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30, e il sabato dalle 15.30 alle 18.30, nella Saletta Illustrada presso il coworking Giallouovo, in via Santuario 3D.
Sono esposte alcune illustrazioni originali tratte da tre libri: “Il Cane Giallo” e “Rudyard. Il bambino con gli occhiali”, di cui Cinzia è autrice completa, editi entrambi da Orecchio Acerbo, e “La più bella del reame” a cura di Maria Tatar, Donzelli Editore. Ogni sabato l’illustratrice sarà presente per visite guidate e firmacopie.

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Durante l’inaugurazione abbiamo intervistato Cinzia.

Cinzia, che bello rivederti a firmare copie! Questa è la tua prima mostra in presenza dopo le restrizioni della pandemia?

Non faccio mostre dall’agosto del 2020. Allora ho esposto al Castello di Govone, in un luogo suggestivo e con grandi soddisfazioni. Poi, il buio. Ma ho avuto tanto lavoro, per non smettere mai di fare quello che mi appassiona e in cui metto tutta me stessa.

Parlaci brevemente dei libri le cui tavole vediamo in mostra, com’è nata l’idea e l’argomento.

I libri esposti sono stati disegnati un po’ di tempo fa. La cadenza di uscita delle case editrici non è mai veloce rispetto a quello che è il lavoro di un artista.
“Rudyard. Il bambino con gli occhiali”, Orecchio Acerbo edizioni, è un lavoro in cui ho creduto tanto. Mi hanno proposto di fare un libro su Kipling e a me è venuta l’idea di un Kipling bambino. Ho cominciato a lavorare su quella che poteva essere stata la sua infanzia, ma non volevo fare una biografia. Ho letto in maniera approfondita i suoi scritti, e riguardo la sua infanzia mi è venuto in aiuto il libro che non ha completato, cioè la sua autobiografia, e che la moglie mise in vendita alla sua morte. La parte a mio avviso più interessante è quella della sua primissima infanzia; su questa e sul suo bellissimo racconto “Bee, bee Pecora Nera” ho costruito il mio libro. Ho trovato tanti spunti per capire come potessi raccontare il personaggio.
“Il cane giallo”, Orecchio Acerbo edizioni, è liberamente ispirato a un meraviglioso racconto di O. Henry. Questo lavoro è stato realizzato almeno quattro anni fa, sull’impulso dell’amore nei confronti dei racconti di questo autore. Quando ho terminato le illustrazioni mi sono resa conto che la scrittura di O. Henry sarebbe stata profondamente diversa dal mio essere, soprattutto come donna. Sarebbe stato difficile proporre una storia nella quale le donne non fanno nulla, sono delle gabbie strette e noiose, ogni giorno fanno scorrere il tempo e la loro soluzione dei problemi sta nell’alcol. Per questo motivo “Il cane giallo” è rimasto nel cassetto per un anno. E poi ho deciso di riscrivere la storia, appoggiarmi sul racconto originale e farne una storia dell’amicizia tra l’uomo e il cane, che era poi il messaggio originale sotterraneo. Sono tavole complesse, pensate e immaginate a lungo.
Il terzo libro esposto è “La più bella del reame”, cioè Biancaneve. Questa è un’interessante proposta che mi è arrivata da Donzelli, l’editore con cui lavoro insieme ad Orecchio Acerbo. Con Donzelli ho pubblicato “Le mille e una notte”, illustrate in edizione originale per la prima volta. In realtà si tratta di un documentato saggio introduttivo su Biancaneve, scritto da Maria Tatar dell’Università di Harvard, seguito da ventuno versioni della fiaba che tratta il rapporto madre-figlia provenienti da diversi paesi, dalla Germania dei Grimm all’Italia di Basile e di Pitrè, dall’Armenia al Portogallo, dal Giappone all’Africa, dalla Cina al Marocco, dagli Stati Uniti alla Francia. Ho fatto otto illustrazioni interne e la copertina.

A quali progetti stai lavorando ora?

Di solito non parlo di quello che sto facendo finché il lavoro non è pronto. Vi basti sapere che è, come al solito, qualcosa che mi appassiona molto, iniziato da pochissimo. È un lavoro difficile, che coinvolge di nuovo il mio essere donna.
Inoltre ho ricominciato a fare pittura perché mi è di nuovo venuta la voglia di dipingere sulla tela, in preparazione di eventuali mostre future di pittura. Mi auguro di poter presto incontrare di nuovo le persone che amano la mia pittura per raccontare cosa c’è dentro di me in questo momento difficile e complicato.

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