Il Dizionario e le Virgolette

dizionario-e-virgoletteGABRIELLA MONGARDI

Sveglia ragazze, nuntio vobis gaudium magnum: habemus gloriam!

Cooosa? Come sarebbe a dire?

Sarebbe a dire che finalmente qualcuno si è accorto di noi, parla di noi!!

Sai che novità! In tutti i libri di grammatica si parla di noi.

Ma no, questa volta non è un linguista o un filologo a definirci o a disquisire sul nostro uso, è un romanziere! Siamo diventati roba da romanzo… Vi rendete conto del passaggio di grado? Del nostro nuovo status?

Un romanziere???  Chapeau!

Ecco qua. Sentite cosa scrive di me:

Sapeva bene che i dizionari condensavano, in poche righe, secoli di riflessioni sul significato delle parole. Si affidò dunque al loro verdetto. Purtroppo, nessun verdetto. Contrariamente al Catechismo, che attribuiva alla parola spirito un significato ben preciso, e perfino dogmatico, i dizionari straripavano invece di significati talmente differenti da togliere alla parola ogni possibile significato. Si dilettò con i sinonimi: animo, personificazione, genio, fantasma, ombra, spettro, apparizione, visione, larva, essenza, significato, contenuto, disposizione, stato d’animo, umore, carattere, indole, temperamento, arguzia, umorismo, brio, disposizione, inclinazione, propensione, impulso, carattere, impronta, clima, atmosfera, mentalità, soffio, alito, alcol, alcol etilico…

Siamo a pag. 217. Nella stessa pagina parla anche di voi:

L’incontro con lo sconosciuto, la notte degli “arcani scintillii”, aveva proiettato Fausto nel mondo delle parole tra virgolette. Parole, cioè, che esprimono un concetto ma che ne lasciano intravedere un altro. Al centro del suo nuovo mondo, come un sole che irradia i suoi raggi, stava Althanòr Barabàk: uno spirito, come si era lui stesso definito.

Uno spirito? Perché adesso aveva tolto le virgolette? Lo aveva sempre considerato come un semplice “spirito”. Che cosa mai l’aveva fatto salire di grado?

Che trovata geniale! Questa sì che è originalità! Un romanzo così non vediamo l’ora di leggerlo! È davvero in gamba il tipo che l’ha scritto. Di sicuro appartiene a un altro mondo, non è un essere umano come gli altri…

*

NOTA PER IL LETTORE: Il romanzo di cui si parla è: Montagne immaginarie. Leggenda cosmica, di Silvano Gregoli, Cuneo, BBEUROPA EDIZIONI 2021. In esso si narra la storia del sindaco di Augusta Fausto Majorana, e c’è anche spazio per una nuova ipotesi sulla scomparsa di Ettore Majorana, di cui il protagonista è un lontano discendente. Ma Fausto porta nel nome anche il destino di Faust, anche lui all’inizio del romanzo stringe un patto con un essere misterioso, Althanor Barabàk: in cambio di una serie di avvenimenti prodigiosi che porteranno prosperità alla città – e quindi determineranno la sua rielezione – il sindaco dovrà dare ad Althanòr, non la sua anima, ma una montagna. Così, fin dal primo capitolo si crea un’attesa per eventi straordinari che puntualmente si verificheranno, anche se forse non come il lettore se li aspetta. Perché il sindaco Majorana non è un uomo d’azione, la sua azione è la parola, la ricerca, lo studio, e la sua progressiva scoperta delle montagne e della fisica genera si traduce in un’originalissima poesia di una montagna inquietante, emblema del mistero della Natura, e una profonda dichiarazione d’amore alla scienza che studia la Natura. Intorno a Fausto ruotano gli altri personaggi del romanzo: gli avversari e i collaboratori politici, gli scienziati suoi maestri nella ricerca e nello studio, ma soprattutto la moglie Luisa Angeletti, il suo alter-ego femminile, agli antipodi rispetto a lui eppure complementare… come dimostra la struggente conclusione della storia.

 

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