Le ultime poesie di Sri Aurobindo

SRI AUROBINDO tradotto da Carlo Carlucci

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Il Divino Ascolto

I suoni tutti, tutte le voci la Tua voce son diventati:
Musica e tuono e di uccelli i cinguettii,
I suoi dolori e le gioie della vita son balbettati,
Cadenza del parlare umano e di parole i mormorii.

Il riso dell’immensa del mar felicità,
L’alato ronzar d’aereo l’aria a conquistare,
Il suon di tromba sulla terra e dell’auto la velocità,
La riluttante locomotiva, con la sua sirena a squillare

Nel ventoso corno dello Spazio soffiando
Richiamo di distanze e di misteri,
Memorie di assolate terre e per oceaniche rotte andando,
Son ora i toni di meraviglia e i temi a Te cari.

Per il cuor cieco s’insinua la segreta armonia
E tutto cresce in bellezza Tu essendo sulla via.

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L’Universale Interno

Contengo l’intero mondo che l’anima mia abbraccia:
In me Arturo e Belfagor ardono in sospiri.
Qualunque vivente forma io rimiri
Vedo solo il corpo mio con altra faccia.

Gli occhi che mi guardano son le faci mie;
Mio il cuor che batte entro tutti i petti all’unisono,
La felicità del mondo scorre attraverso me qual vino,
I milioni di dolori suoi son mie agonie.

E tutti i suoi atti son come ondate a passare
Sulla mia superficie; che dentro è sempre immobile,
Innato io siedo, e atemporale, intoccabile:
Ogni cosa è ombra nel mio quieto specchio così mirabile.

La mia vasta trascendenza contiene il cosmico girare;
Come nel mare una perla e in lei mi vo’ a celare.

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Elettrone

Gli elettroni coi quali forme e mondi son plasmati,
Vennero ad essere, le particelle del Signore.
Scintille dall’eterna Energia scoccati,
Son dell’Infinito cieche minute dimore.

In quel piccolo fiammeggiante carro Shiva porta.
L’Uno così diviso innumerabilmente;
L’unicità in forme invisibili è celata,
Minuscoli templi del Tempo eternamente.

Atomi e molecole nel loro invisibile piano
Supporti per un edificio di strana unicità,
Cristallo e pianta, insetto e animale e infin l’umano,
L’uomo su cui l’Unità del Mondo si baserà,

Ampliando la scintilla dell’anima a menadito
Sino alla senza tempo vastità dell’Infinito.

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Il piano nascosto

Per quanto lunga l’ora della notte, non sognare
Che l’ego piccino e la persona travestire
È quanto Dio nello schema della vita vuol rivelare,
Risultato ultimo della Natura nel suo cosmico indire.´

Una più grande Presenza nel suo petto dimora;
E lungamente prepara la sua apparizione:
Nella pietra come nell’animale la divinità affiora,
Luminosa Persona nell’eterna manifestazione.

Proromperà dai limiti angusti del Mentale
Facendosi testimone del cuore precosciente;
Rivelando anche nel recesso più inerziale
La natura, a lungo velata in ogni sua parte incosciente.

Realizzando il magnifico ed occulto piano,
L’immortale e universale spirito dentro l’umano.

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Il Pellegrino della Notte

Ho fatto un patto con l’Oscurità:
Negli abissi fu fissato il nostro appuntamento;
Nel mio petto portando l’immortal Divina luminosità
Venni al suo scuro e periglioso cuore col mio lamento.
Ho lasciato la gloria della Mente illuminata
E il calmo dell’anima divina rapimento
E viaggiato per una vastità cupa e oscurata
Alla grigia spiaggia con ignoranti acque rotolando.
Cammino presso l’onda gelida e il fango incupente
E ancor quello stremante viaggio e senza meta;
Perduta oltre il Tempo la divinità scintillante,
Nessuna voce dell’Amico celestiale è arrivata,
Tuttavia lo so l’impronta dei miei passi sarà
Sentiero verso l’Immortalità.

La prima edizione di questi testi apparve sotto il titolo Last Poems nell’agosto 1952, anno che segna la nascita dell’International Educational Center Sri Aurobindo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Sri_Aurobindo

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