Poeti dal Mondo, Thelma Sarahi Martínez Vado, Nicaragua

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THELMA SARAHI MARTÍNEZ VADO

I tuoi occhi

I tuoi occhi?
Sì proprio quelli,
Quelli che oggi il sole riflette
Quelli che sempre furono Luce
Quelli che piansero, ma che pure avevano coraggio
Quelli che oggi non sgorgano lacrime
Così che il mondo non s’avveda, bensì sorrisi
Riflessi in un garofano.

Quegli occhi che oggi conoscono il cielo
Nello sguardo fisso sul padre di Abele.
Sarà poi così? Chissà, eppure
e sempre questi occhi furono i miei
e il tuo sguardo si fissava nel mio
e l’amore per entrambi oh amata
fu sempre fantasia.
Della vita reale forse
Pure tu non avendo più la vita mia
Vivi ora senza più agonia:
Dal momento che sempre sarai
Il mio sguardo negli occhi tuoi
Poi che i tuoi occhi saranno, oh amata
Per sempre la mia vista appassionata.

*

Papà

Papà, che dolce parola a sentirla
Io ebbi quest’uomo a guidarmi,
quest’uomo a prendersi cura di me
Io ebbi quelle braccia che mi stringevano
Mentre mi sussurrava soavemente all’orecchio:
Tranquilla amor mio che tutto, tutto andrà bene.
Tutti noi esseri umani abbiamo debolezze
E lamento che l’amore per la tua Principessa
Non abbia potuto domare quel tuo dolore nell’anima
Che t’induceva a bere per tutto dimenticare.
La mia domanda per tutta la vita… ma quali episodi accaddero
Così da arrecarti l’irreparabile?
Da renderti l’anima così fragile?
Mai ho trovato risposta, ma nelle tue pupille
Ho scorto un’anima a pezzi ma un’anima nobile
E poi, con tutto, il tuo innocente sorriso aveva una tale magia.
Mai potrò dimenticare quei tuoi sempre infranti dalla tua vita strappata.
Durò così poco il richiamo della tua calamita,
Sognavo che saresti stato il Principe in tutte le scene della mia vita.
Dio solo permise che venissero registrate solamente undici scene di 365 giorni l’una.
Grazie per avermi insegnato che meritavo un amore
Genuino come quello che mi donasti a dispetto dei tuoi demoni.
Grazie per avermi insegnato la tua bontà, l’umiltà, l’atteggiamento verso gli accadimenti.
Ripetevi spesso: non importa che le cose vadano male
Il nostro atteggiamento può cambiare tutto.
Grazie per il tuo lascito a non odiare, a non desiderare di farmi uguale agli altri,
Di avermi mostrato quanto amore manchi nel mondo.
Non vi è uomo che possa vantare quel cuore che avevi.
Ti amerò sempre papà.
Mi manchi.

*

Quanto poco

Quanto poco sappiamo amare non rispettandoci.
Quanto poco sappiamo della vita quando vediamo la morte arrivare.
Quanto poco ti vanti del tuo coraggio quando poi sei capace di far violenza.
Quanto poco conosciamo l’umiltà quando tacciamo nel vederla calpestata.
Quanto poco conosciamo la bontà quando chiudiamo gli occhi di fronte ai bisogni degli altri.
Quanto poco conosciamo la giustizia se pur di compiacere qualcuno ci azzittiamo di fronte ai torti compiuti.
Quanto poco conosciamo la sincerità praticando l’ipocrisia come cosa normale.
Quanto poco conosciamo dei sogni quando trascuriamo gli aneli del cuore di una persona dichiarandola pazza.
Quanto poco conosciamo l’umanità essendo indifferenti al dolore altrui o peggio, godendone.
Quanto poco conosciamo di Dio essendo Colui non religione bensì salvezza.
Quanto poco conosciamo il Cristo salendo sui pulpiti dopo il massacro di inermi.
Quanto poco conosciamo del Tutto, fanatici ad ogni costo, pronti a criticare il fratello per il suo credo, i costumi, i modi di considerare la vita.
Succubi del conformismo non riusciamo a rincorrere i sogni che ci renderebbero felici.

*

In silenzio

In silenzio a pochi passi dal perderti gridai il tuo nome.
Non mi ascoltasti e te ne andasti.
Non mi dicesti però come si imparava a vivere con l’anima triste.
Non ero preparata a lasciarti.
Non mi avvisarono che di lì a poco te ne saresti andato.
Lamento di non aver potuto scriverti l’ultima lettera per dirti grazie di tutto.
Hai portato con te i miei desideri, la vita mia e adesso vivo
Ricordando i tuoi sogni che volevi si realizzassero in me.
Vivo perché un giorno tornerò a vederti sorridere
E ti abbraccerò così forte che questa volta non potrai sfuggirmi

*

Così è la mia razza

Nella tua gente vi è un segreto
Quello di aver coraggio.
E il possesso di un cuore con nodosità.
Il tuo cielo conserva i colori che rappresentano la tua razza.
L’azzurro dei laghi e il bianco come la purezza che irradia dalla montagna.
Il cuore di un popolo pieno di speranza,
Che cammina sotto il sole,
Sapendo che essere lavoratore è la virtù della mia razza,
Orgoglio del mio paese perché gente con tale corazza non si trova
In ogni casa.
La casa della mia razza è piena di piccole cose che si fanno grandi,
Perché essere nicaraguense è amare senza badare al colore delle razze.

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Thelma ha 20 anni
Dopo la morte del padre assassinato brutalmente per strada ha perso la zia (di nome Thelma) che le faceva un po’ da mamma e successivamente la nonna (sempre chiamata Thelma) per la quale praticamente lei era ragione di vita. Vive da sola nella finca della nonna. Studia all’università.
Talento precoce si muove su diversi registri espressivi con spiazzante naturalezza.

(A cura di Carlo Carlucci. Traduzione del medesimo)

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