Cesare Botto: “Sito/Siti”, pitture recenti

cesare-bottoFULVIA GIACOSA

A Bra in Palazzo Mathis si può visitare la mostra degli ultimi lavori di Cesare Botto, pittore storico cuneese che opera fin dagli anni cinquanta e la cui lunga carriera espositiva era iniziata nel 1960 con una personale presentata da Francesco Franco; ad essa ne sono seguite molte altre, collettive e personali, sia in Italia che all’estero, con commenti critici che di volta in volta hanno individuato il suo percorso. Anche se noto come pittore, Cesare ha coltivato anche la ceramica, la grafica e la scultura (una Torre impossibile del 2017 è presente in mostra).

Allievo di Filippo Scroppo all’Albertina di Torino ha ricevuto da lui e dal vivace ambiente torinese più di uno stimolo iniziale che è poi confluito in una ricerca autonoma dominata dalla grafia energica e dalle tinte accese e vibranti che sono l’essenza della sua peinture anti-rappresentativa – nel senso tradizionale del termine “rappresentazione” – ma carica di “mondo” trasfigurato in segni e colori dal deciso andamento dinamico.

In più occasioni le opere sono state raggruppate per cicli tematici, formulati in un linguaggio aniconico di pittura pura, intensamente fisica. Così è anche per la presente esposizione che include un numero di lavori dal titolo Sito seguito da un numero, accanto ad altri più espliciti nel suggerire allo spettatore lo stimolo emotivo, esistenziale, a volte anche sociale (Flussi migratori del 2014).

I luoghi sono legati ora ai suoi viaggi in lontane terre martoriate (Rosso Aleppo del 2016, Nero Siria del 2017), ora a ricordi di spazi paesani vicini a casa (Café d’la posta, 2012, rigorosamente in dialetto piemontese) o, ancora, sono nessi di spazio-tempo colti al volo e fissati dal pennello o dalla spatola (Attimi, 2012, Nel silenzio di un’attesa, 2013, Fuga, 2018).

Cesare ci offre così un personale viaggio (Diario di un incredibile viaggio, 2015, Insoliti percorsi, 2018) in un ben preciso “sito”, la pittura, che ha eletto a dimora, lasciandosi dietro Ombre del passato (2019) per fare della tela vergine il luogo ove tutto è possibile, inaspettato. Non a caso cita in catalogo una frase del pittore statunitense William Beziotes, esponente dell’Informale newyorkese:

Ciò che succede sulla tela bianca è imprevedibile e sorprendente … Ogni quadro evolve a suo modo. Uno può partire da poche zone di colore, un altro da una mirade di linee e un altro ancora da una profusione di colori. L’inizio suggerisce qualche cosa. Quando comincio a avvertire il suggerimento mi metto a dipingere intuitivamente. La suggestione allora diventa un fantasma che deve essere catturato e reso reale.

 

Info: la mostra, a ingresso gratuito, è visitabile dal 28 giugno al 26 luglio in Palazzo Mathis, piazza Caduti per la Libertà 14, Bra, con i seguenti orari: giovedì e venerdì ore 9-12 e 15-18; sabato e domenica ore 9-12,30. Accesso ai locali fino a un massimo di 15 persone in contemporanea; necessario indossare la mascherina e rispettare le norme di distanziamento. Per informazioni e prenotazioni telefonare a Ufficio Turismo e Cultura, n. 0172-430185 o accedere a mail: turismo@comune.bra.cn.it