Il sentiero è poesia

Foto di Giovanna Zanfagna, Imagevintage

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ABHAY K.

Vieni

Vieni come le piogge monsoniche
su una terra riarsa dall’estate
oppure tenera come la primavera
con le foglie nuove ed il cinguettio degli uccelli

vieni ruggendo come un vulcano
che rigurgita pennacchi di gas e lava
oppure con scosse dalla forza dirompente
come un terremoto

vieni dolcemente come la brezza di mare
oppure furtivamente come un amante nella notte
vieni suonando il flauto come Krishna
o come Kali con una ghirlanda di teschi

vieni esplodendo come una supernova
oppure come un buco nero che tutto divora
vieni come elisir di vita
o come nettare di morte.

*

L’Etna si risveglia

La lava scende dall’Etna

oggi il Sole è sulla Terra

la Sicilia riluce
in modo raro e radioso

il colore arancio risplende
nei nostri occhi

la colata di lava viaggia in ogni dove
in ogni dove

nei nostri cuori
germoglia una poesia.

*

Verso il nido della tigre

Scoscesi scalini verso il nido della tigre
una scogliera sospesa nello spazio

una dopo l’altra, si susseguono vallate ricolme di nubi
fluttuo in beatitudine, salgo senza fiato

foreste incantate in silenzio
le foglie penzolano come ghiaccio verde

anche cani randagi si arrampicano lenti
il sentiero è poesia: tortuoso, scosceso,
misterioso, con interruzioni e deviazioni
raccolgo metafore lungo la via
un velo avvolge il nido della tigre, vedo
mille soli nei suoi occhi feroci,

sta aspettando Guru Padamsambhava
pronta a lasciarsi cavalcare di nuovo.

Per il Buddhismo, il Nido della Tigre è un luogo sacro situato nella Valle di Paro, nel Buthan; si ritiene che nell’ottavo secolo il Maestro Buddhista Indiano Padamsambhava vi abbia meditato per tre anni. Secondo la leggenda, il Maestro Padamsambhava raggiunse quel luogo in volo dal Tibet, cavalcando una tigre.

*

La misteriosa Signora di Konark

“L’albero è felice perché è poco senziente / la dura roccia è ancor più felice, non sente nulla.” – Ruben Dario

Presso il Tempio del Sole di Konark, le sculture di pietra si avvinghiano l’una con l’altra nell’amplesso, incuranti di coloro che le osservano. Sono trascorsi secoli. Il naso di lei non esiste più, le sue mani sono spezzate, il suo corpo è percorso da crepe ed i suoi seni sono avvizziti. Si è stoicamente offerta allo splendore del sole ed alla carezza della luna. Ha sopportato cicloni e tempeste. I venti di mare che tutto corrodono hanno reso ruvida la sua pelle. È stata fisicamente presa d’assalto dagli invasori, dagli incursori, dai contrabbandieri di antiche sculture. Ha tollerato attenzioni indesiderate. Ha avuto a che fare con funzionari capricciosi, politici lunatici e narcisisti. Non è minimamente stressata. Ha un sorriso contagioso.

*

Monologo di un subordinato

Signore, mi ha chiamato signore, ero solo in Ufficio signore, ero solo andato al bagno per un attimo signore, so che non avrei dovuto lasciare l’ufficio senza informare Lei o il Suo ufficio, signore, signore sono spiacente, signore, signore, signore, signore, me ne occuperò immediatamente signore, signore, signore, signore, farò come mi ha detto Lei signore, signore e Le riferirò puntualmente signore, signore, signore, signore, ricevuto signore.

Abhay K. è autore di un memoriale e di sette raccolte di poesie, comprendenti The Eight-eyed Lord Kathmandu (Il Signore di Kathmandu dagli Otto Occhi) (Bloomsbury 2018) nonché curatore di CAPITALS (Bloomsbury) e di 100 Great Indian Poems (100 Grandi Poesie dell’India) (Bloomsbury). Ha ricevuto il premioletterario SAARC nel 2013. Le sue poesie hanno trovato spazio in pubblicazioni quali Poetry Salzburg Review, The Asia Literary Review, The Missing Slate, Indian Literature e sono state tradotte in una dozzina di lingue. Il suo poema in musica ‘Earth Anthem’ (“Inno alla Terra”) è stato tradotto in 30 lingue ed è stato eseguito dall’Orchestra Sinfonica del Teatro Nazionale di Brasilia.

Foto di Eleonora Olivetti, Imagevintage

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Intervista

Abhay, quando e come ti sei avvicinato alla poesia?

Ho iniziato a leggere poesie all’età di sette o otto anni. Ero deliziato dall’energia che scaturisce dal suono delle parole e dai significati reconditi che la poesia comunica. Ho letto tante poesie a scuola. Il nostro compito di studenti era quello di imparare a memoria le poesie e recitarle. Avevo l’abitudine di dedicarmi a questo compito all’alba, prima del sorgere del sole. Ancor oggi, ricordo una quantità di poesie Hindi imparate ai tempi della scuola. Ho iniziato a scrivere poesie quando sono approdato a Mosca, nell’agosto del 2005. Avevo venticinque anni ed avevo molto tempo libero a mia disposizione. Mentre esploravo la città, ho iniziato a dipingere e scrivere poesie per catturarne l’immensa bellezza. Avevo la sensazione che le Muse della pittura e della poesia fossero state lì ad aspettarmi con pazienza per prendermi sottobraccio e portarmi a passeggio. Ho dipinto ed ho composto poesie che ho condiviso nel mio blog. Non avevo la benché minima intenzione di diventare un artista o un poeta, per questo motivo non ho mai inviato le mie poesie ad una rivista letteraria. Ho iniziato a ricevere molti commenti relative alle poesie che postavo nel mio blog. A quel punto ho pensato che avrebbe potuto essere una buona idea procedere alla pubblicazione di una raccolta di poesie comprendente i commenti ricevuti. Così nel 2009 è stata pubblicata la mia prima raccolta di poesie Enigmatic Love: Love Poems from fairy-tale city of Moscow (Amore Enigmatico: Poesie d’amore dalla fatata città di Mosca).

Raccontaci qualcosa delle tue attività poetiche, delle tue collaborazioni e pubblicazioni

Ho letto e composto molte poesie a Mosca ed a San Pietroburgo nel periodo tra il 2005 ed il 2010. Ero solito declamare i miei poemi ed i miei racconti brevi in un caffè chiamato “La Tana del Coniglio” nel pieno centro di Mosca, non lontano dalla Piazza Rossa, di domenica. Fallen Leaves of Autumn (Foglie Cadute d’Autunno)è stata la mia seconda raccolta di poesie, in cui si evidenziava il mio rapporto con la natura. Ho intitolato la mia terza raccolta di poesie Candling the Light (Speratura di Luce). In quest’opera trovano posto essenzialmente le mie meditazioni sul mondo che mi circonda. Ho provato a scrivere della natura umana, della ricerca del potere, del concetto di eroismo, ecc. A San Pietroburgo, in Russia, ho trascorso la maggior parte del mio tempo libero con artisti, principalmente pittori, ed ho composto una quantità di poesie sulla vita artistica della città. La mia quarta raccolta di poesie Remains (Resti)è nata lì. Ho fatto ritorno a  Delhi nel 2010 e lì ho contribuito a rendere fattibile una serie di letture di poesie denominata Poetry at the Monument (Poesie al Monumento). Nell’ambito di questi appuntamenti, da parte mia e degli altri promotori era consuetudine declamare poesie presso un monumento storico di Delhi una volta al mese. Nel periodo in cui hanno avuto luogo queste letture, ho composto una serie di poesie sulle sette città storiche di Delhi, i suoi principali punti di riferimento e la sua gente. Queste poesie sono entrate a far parte della mia quinta raccolta di poesie intitolata The Seduction of Delhi (La Seduzione di Delhi). Mi sono trasferito a Kathmandu, nel Nepal, nel Luglio del 2012 e sono rimasto lì sino al Gennaio 2016. Durante questi tre anni e mezzo, ho composto una quantità di poesie dedicate ai luoghi ed alle genti del Nepal, con l’intento di tracciare un ritratto poetico del paese. Come risultato, è scaturita la mia sesta raccolta di poesieThe Eight-eyed Lord of Kathmandu(Il Signore di Kathmandu dagli Otto Occhi). ‘Earth Anthem’, (“Inno alla Terra”), una poesia da me composta nel 2008 a San Pietroburgo, è stata messa in musica in Nepal ed è stata lanciata in India in occasione del World Environment Day (Giornata Mondiale per l’Ambiente) nel 2013. Dal Gennaio 2016 vivo a Brasilia ed ho composto una quantità di poesie ispirate dai principali punti di riferimento che caratterizzano la città e dalla sua gente. Queste poesie sono state pubblicate nel Giugno 2018 in Brasile, in un libro intitolatoThe Prophecy of Brasilia (La Profezia di Brasilia). La traduzione in lingua portoghese di ‘Earth Anthem’ (“Inno alla Terra”) è stata messa in musica ed eseguita dall’Orchestra Sinfonica del Teatro Nazionale di Brasilia. E’statatradotta in trenta lingue diverse. La mia speranza è che un giorno si possa avere un unico inno in comune per il nostro pianeta.

Cos’è per te la poesia?

Per me la poesia è tutto ciò che canta, mi spinge verso dimensioni più elevate, lascia un’impressione profonda nel mio essere. Sono circondato dalla poesia. Mi sveglio al cinguettio degli uccellini, guardo il cielo limpido e azzurro, osservo la luce del sole sui vecchi muri, ascolto canzoni, battiti, ritmi, voci sonore, poesie, guardo alla luna ed alle stelle, vedo gli alberi, le cascate, l’intero universo. C’è così tanta bellezza e poesia tutto intorno a noi. Le opere poetiche costituiscono solo una piccola parte della poesia che abbiamo a nostra disposizione. La poesia è molto più che un poema.

(Traduzione dall’inglese di Angelarosa Weiler)