Il volo del Grifo

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ANGELAROSA WEILER

PROLOGO
C’è un tempo e un luogo giusto per il principio e la fine di ogni cosa. Questa frase ricorre nei testi sciamanici dei nativi americani, dei toltechi, dei mongoli. Nel torpore di un lento risveglio, quelle parole erano il veicolo che lentamente mi ricollegava alla realtà.
La divinità, presenza immanente, onnipresente, onnipotente ed onnisciente, è la matrice di ogni tassello di quel puzzle che è il creato. Il creato, ovvero tutto ciò che è inserito entro i limiti dello spazio, obbedisce alle leggi del tempo ed è dotato di un nome e di una forma, ha un limite: raggiunto quel limite, deve essere catturato nel vortice del nulla per essere fagocitato, digerito, trasformato e ripresentato in un altro punto dello spazio, in un altro tempo, con un altro nome ed un’altra forma. Perché la materia è energia e l’energia non può essere né creata né distrutta.
Questi erano i miei pensieri nel buio e nel silenzio della stanza da letto, in un freddo mattino primaverile popolato da nuvole e grigiore.
Alle nove ero ancora sotto le coltri a poltrire, non avevo la minima voglia di alzarmi. Nel silenzio assoluto, potevo ascoltare il rumore della pioggia che batteva sul selciato. Solo il ticchettio della pioggia. Nient’altro.
All’improvviso fui scossa da un rumore inaspettato e lì per lì indecifrabile, un tonfo sordo. Poi un grido. Dopodiché, fu di nuovo silenzio.
Mi alzai di scatto e scesi le scale di corsa. Lodovico era riverso a terra, incosciente. Mi accasciai accanto a lui e restai lì immobile, incapace di pensare e di agire. Completamente inebetita.
In quell’attimo di paralizzante follia, vidi comparire il vortice del nulla sulla scena della nostra vita. In silenzio, pensai: “No, no, non è così che deve essere. Non qui, non adesso. C’è ancora tanto da fare”.
Allora non potevo rendermene conto, ma fu proprio in quell’attimo che iniziò la mia trasformazione. Una trasformazione talmente profonda che quando mi guardo non riconosco più né la mia immagine allo specchio né i tratti della mia personalità.
Sono diventata guerriera.
Ho teso degli agguati a me stessa per poter imparare dai miei errori.
Lungo il cammino del cambiamento, ho dovuto abbandonare la mia più fida compagna di vita, presenza inseparabile al mio fianco sino a quel mattino di buio e di pioggia: la paura di vivere.
Questa è la mia storia…

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Comincia così il romanzo Il volo del Grifo di Angela Weiler, uscito ad agosto per l’editrice Lettere Animate.
Grifo è un aviatore caduto da eroe al termine della seconda guerra mondiale. Lascia una vedova che porta in grembo sua figlia, una bimba destinata a crescere in un contesto difficile, a diventare una ragazza insicura. Il desiderio di ritrovare in sé un segno anche minimo del coraggio e della solidità paterne la spinge a percorrere le vie del cielo. Il volo inizia come una ricerca, ma diventa una passione. Il destino ha però in serbo un percorso diverso per quella donna, un percorso particolare e complesso che la porterà a sentirsi vicina ed unita a quel padre mai conosciuto.

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PROFILO PERSONALE DI ANGELAROSA WEILER
Il mio paese natale, Sesto Calende, si specchia nelle acque del Verbano. Da tempo vivo lontana da quelle sponde, ma le immagini e le emozioni legate all’infanzia ed all’adolescenza trascorse in terra lombarda occupano un posto speciale nel mio cuore e sono oggetto di quotidiana rievocazione.
Ho trascorso la giovinezza e l’età adulta lavorando come interprete e traduttrice. A causa del mio lavoro, ho viaggiato molto ed ho dovuto accettare ripetuti spostamenti di sede.
La lettura è sempre stata il mio passatempo preferito in assoluto. Ho letto di tutto, avidamente, sin dalla più tenera età. Musica, danza e cinema sono le altre mie passioni. Per converso, non ho mai brillato in alcuna specialità sportiva: l’unica attività alla quale mi dedico da sempre e con piacere è il trekking, nonché, molto più banalmente, la quotidiana corsa in compagnia dei miei cani in quella splendida campagna toscana che da diverso tempo è la mia casa.
Approdata alla maturità, terminata l’attività lavorativa, ho sentito il desiderio di trasformarmi da lettrice in scrittrice ed ho iniziato quasi per gioco a creare dei personaggi, una trama, un intreccio tra spunti di fantasia e stralci di vita vissuta. Così è nato Il volo del Grifo, il mio libro di debutto.