Alle Montagne

Alta Val Ellero 1

GABRIELE D’ANNUNZIO

Candide cime, grandi nel cielo forme solenni
cui le nubi notturne
stanno sommesse come la gregge al pastore, ed i Vegli
inclinati su l’urne
profonde dànno eterne parole, e fanno corona
le stelle taciturne;
o Montagne, terribili dòmi abitati da Dio,
ove gli anacoreti
d’un tempo immemorabile per sola virtù di dolore
conobbero i segreti
del Mondo e nelle rocce co’ i cavi occhi lessero come
in libri di profeti;
Montagne madri, sacre scaturigini delle Forze
pure, quando non era
l’Uomo; donde gioiosa alla cieca tenebra sparsa
balzò l’alba primiera
e alle vergini valli guidando le forme dei fiumi
scese la Primavera;
donde scesero stirpi umane d’oltrepossente
vita, giù per aperte
vie più vaste de’ fiumi, stampando titaniche orme
nella pianura inerte
che fumigava umida al sole purpureo, pregna
delle future offerte;
o Montagne immortali, non parla nel sacro silenzio
delle cose ignorate
il vostro Spirto? Ascolta l’anima mia se non giunga
un messaggio. Deh fate,
o Montagne immortali, che scenda dai vostri misteri
cinto di luce il Vate!

da ELETTRA, Libro Secondo delle LAUDI DEL CIELO DEL MARE DELLA TERRA E DEGLI EROI, 1903

(fotografie di Gabriella Mongardi)