Macron a fumetti

macronLORENZO BARBERIS

Della vittoria di Emmanuel Macron alle scorse elezioni francesi ha già parlato bene il collega Stefano Casarino qui su Margutte: http://www.margutte.com/?p=22808 in un articolo con cui evidenzia, da par suo, come la cultura umanistica e illuministica è una parte importante del bagaglio di Macron e della Francia, e come questi due elementi siano stati essenziali nel fermare il rischio di una deriva a destra con Marine Le Pen. Un modello cui oggi guarda il centrosinistra italiano, a partire da Matteo Renzi che cerca di avvicinare – in modo un po’ spericolato: non sono certo comparabili – il suo 71% alle primarie PD e il 66% di Macron al ballottaggio francese. Stante l’azzardo del paragone, al limite Macron mi sembra più avvicinabile – nel bene e nel male – a una figura come Enrico Letta, tra l’altro di casa a Parigi come docente universitario di alto livello a Science Po, oltre che a Villanova Mondovì dove è stato di recente ospite ai Dialoghi Eula (qui un’ottima riflessione del direttore dell’Unione). L’intervento di Casarino, tra il resto, è stato ospitato nella posta dei lettori di MicroMega, oltre che sul nostro Margutte, come si può vedere qua: http://temi.repubblica.it/micromega-online/macron-e-linvito-ad-essere-se-stessi/.

nyssen

Devo riconoscere che onestamente ho qualche perplessità circa Macron, ma il tempo potrà fugare i miei dubbi, se realmente il nuovo Monsieur le Président  saprà rendere effettivi i discorsi che ha evocato nella sua innegabile eloquenza. Scrivo qui più che altro per segnalare una curiosità che mi rende Macron innegabilmente simpatico: nello scegliere il ministro per la cultura del governo nato sotto la sua egida, ha scelto Françoise Nyssen, la titolare di una affermata casa editrice francese che ha anche una importante collana di fumetti (vedi qui). Se da un lato sarebbe una semplificazione eccessiva dire che “Macron ha nominato una fumettista alla cultura”, dall’altro il fumetto è tutt’altro che residuale nella Actes Sud, l’editrice in questione.

rutu

property

In particolare, la Actes Sud BD è l’editrice che ha lanciato in Europa Rutu Modan, vincitrice del premio del fumetto di Angoulême e del Will Eisner Prize americano (intitolato al padre della “graphic novel” statunitense e dedicato al fumetto d’autore). Su Lo Spazio Bianco, la rivista online del fumetto italiano cui collaboro, si tratta ampiamente di lei (vedi qui): si tratta della prima autrice israeliana tradotta in Italia, e le sue opere hanno offerto un punto di vista nuovo, delicato e toccante sulla Shoah.

Insomma, certo non solo il fumetto, ma anche il fumetto nella cultura europea. Un po’ quanto avvenuto, in parallelo, al recente trentesimo Salone del Libro di Torino (intitolato abilmente per la prima volta Sal-TO, essendo in effetti un salto nel buio dopo l’offensiva degli editori milanesi). Sotto la direzione di Lagioia e Bray, e grazie alla collaborazione (bisogna renderne merito a entrambi) di Chiara Appendino, finora forse la migliore sindaca a Cinque Stelle, e di Sergio Chiamparino, presidente della regione del PD (ecco: lui sì potrebbe vantare dati elettorali vicini a Macron, su più piccola scala di capoluogo di regione), l’attacco della grande editoria milanese è stato sventato integrando le defezioni di Mondadori e soci con molti editori minori, soprattutto editori di qualità del fumetto, e con un ricco fuorisalone (tra cui Cerea!, tra gli eventi fumettistici, di cui ho scritto qui).

Insomma, segni di progresso in un medium non ancora del tutto sdoganato, e che mi sta molto a cuore; e la cui importanza comunicativa e culturale non va sottovalutata, soprattutto in prospettiva dei suoi sviluppi futuri, nell’età digitale che si va aprendo.