Mussolini e il caso Sacco-Vanzetti

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Il libro di Philip V. Cannistraro – Lorenzo Tibaldo, Mussolini e il caso Sacco-Vanzetti, Claudiana editrice 2017, uscito in occasione dei 90 anni dalla morte dei due anarchici italiani, intende approfondire le ragioni per cui il Duce intervenne in loro difesa e mostrare come la risposta sia più complessa e debba tenere in considerazione le dinamiche personali, politiche e diplomatiche, in questa vicenda profondamente intrecciate.

Non a tutti è noto che lo stesso Benito Mussolini intervenne ripetutamente per cercare di ottenere una revisione del processo, e successivamente la grazia, per i due anarchici italiani Ferdinando Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, ingiustamente condannati a morte negli Stati Uniti il 23 agosto 1927 con l’accusa di omicidio.
Ci si è interrogati su quali furono le ragioni per cui il Duce decise di intervenire, direttamente e indirettamente, a favore di Sacco e Vanzetti dal momento della sua salita al potere fino alla morte dei due anarchici.
Fu per le sue radici anarco-socialiste? O per la pressione a salvarli in quanto italiani? Oppure per l’opportunità politica e propagandistica del regime fascista? E ancora: come si mosse Mussolini rispetto all’“amico americano”?
La ricerca storica si è sostanzialmente divisa tra chi considera soltanto di facciata, legato alle circostanze e alla convenienza politica, l’intervento di Mussolini in favore di Sacco e Vanzetti e chi, al contrario, ritiene che esso fosse sincero e sentito.

Il testo, che illustra in modo approfondito l’atteggiamento avuto da Mussolini nei confronti della vicenda dei due anarchici italiani uccisi sulla sedia elettrica il 23 agosto 1927 a Boston, è frutto di un accurato lavoro di ricerca, che si è avvalso della documentazione inedita consultata presso l’Archivio Storico Diplomatico della Farnesina a Roma.
In appendice sono riportate le relazione integrali dell’Ambasciata italiana a Washington del novembre 1921 al Ministero degli Affari Esteri a Roma e quella a Mussolini del Ministero degli Affari Esteri dell’agosto 1927, oltre a uno poco conosciuto scritto, riportato in copia fotostatica, di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, nel quale si trova anche un resoconto del processo di Dedham.
Nella parte delle immagini è presente, tra altri documenti inediti, la lettera di Mussolini, autografa e firmata, inviata nel luglio 1927 all’Ambasciatore americano a Roma.

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Philip V. Cannistraro (1942-2005)
Storico americano, è stato docente di Studi italiani al Queens College e alla City University di New York, nonché massima autorità nel mondo accademico statunitense riguardo agli studi sul fascismo. Tra le sue molte pubblicazioni, ricordiamo La fabbrica del consenso (Laterza, 1975).

Lorenzo Tibaldo 
Professore di lettere, filosofia e storia, e studioso del Novecento. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: La religione non è una fiaba (Kosmos, 1995), Leggere, scrivere e far di conto (Alzani, 1999), Una società giusta (Alzani, 2002), Democrazia e solidarietà (Centro Studi Piemontesi, 2003), Gli italiani (non) son tutti fatti così. Le speranze deluse nella storia d’Italia (Petite Plaisance, 2017), e per i tipi Claudiana: Sotto un cielo stellato. Vita e morte di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti (2008), Il viandante della libertà. Jacopo Lombardini (1892-1945) (2011), La Rosa Bianca. Giovani contro Hitler (2014), Willy Jervis (1901-1944). Una vita per la libertà (2015).

(a cura di Gabriella Mongardi)