Impegno per Genova

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ROBERTO MALINI

Riapre la centrale a carbone di Genova

Riprende a battere il cuore del mostro.
Presto, le maschere! Il suo alito è veleno.

Un’alba tossica cova uova fatali
e dal porto di Genova si levano fumi patogeni,
mentre la città dorme avvolta dal particolato
e dalle nanopolveri che avvelenano il sangue.

Sentinella ferita, dolente come un dito scuoiato
indica il cielo la Lanterna, là dove l’aria
è ancora viva e tende invano le sue mani lucide
verso l’abitato che rantola contaminato e muore.

Traspare dalle nuvole l’agonia di una luna
che si riflette nello specchio lurido del porto
e senza aprire gli occhi rabbrividisce e vomita.

Genova (da salvare), 20 gennaio 2017

Ho scritto questa poesia nell’imminenza dell’attracco al porto di Genova di una nave che trasporta 4.500 tonnellate di carbone destinate ad alimentare la vecchia e obsoleta centrale Enel, che il Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda ha deciso di riaprire. Prima di scriverla, a nome dell’organizzazione umanitaria di cui sono co-presidente, EveryOne Group, ho depositato in Prefettura un esposto per inquinamento ambientale e pregiudizio alla salute pubblica.

Il carbone è responsabile del 70% delle emissioni serra legate all’energia ovvero metà delle emissioni serra totali. Le emissioni di CO2 provenienti dalla combustione del carbone sono del 30% superiori a quelle del petrolio e del 70% superiori a quelle del gas naturale. La pericolosità del carbone è aggravata dal fatto che, oltre al biossido di carbonio, vengono dispersi nell’ambiente mercurio, piombo, arsenico, cadmio e altri metalli pesanti. Una ricerca condotta dall’università di Stoccarda ha evidenziato in Europa nel periodo di 12 mesi 22.300 decessi a causa del carbone (di cui 521 in Italia). Oltre alle morti, le emissioni di una centrale a carbone sono causa di un aumento dei casi di tumore, leucemia, gravi malattie respiratorie e vascolari.

Mentre la Cina ha deciso di bloccare 85 centrali a carbone di nuova generazione, ritenendole troppo pericolose per la salute della popolazione e per quella dell’ambiente, il governo italiano ha deciso di riattivare il vecchio, pericoloso e inquinante impianto di Genova.

Ho incontrato la madre di Simone, un bambino sofferente di una grave forma d’asma. Era preoccupata per i danni che il carbone provocherà nell’organismo del suo bimbo e non ho potuto rassicurarla, perché se è vero che mio impegno e quello di pochi attivisti per l’ambiente contro l’orrore della centrale dei veleni di Genova è grande, è anche vero che le istituzioni – governo, regione e comune – non danno segni di ripensamento neanche di fronte ai dati più tragici. Ci sono troppi interessi dietro la riapertura della centrale: tanti orchi e pochi eroi.

La poesia, insieme alla verità e alla nonviolenza, è una delle scarse armi di cui disponiamo per contrastare questo attentato alla salute pubblica.

L’asma di Simone e di tanti altri bambini, purtroppo, a causa dell’inquinamento da particolato primario e secondario, subirà complicazioni sempre più gravi e potrebbe condurre a un’insufficienza respiratoria grave, che in alcuni casi può rivelarsi fatale. Non l’avremmo mai detto alla mamma del piccolo, ma lei lo sapeva già.

Abbiamo segnalato l’atrocità e la violenza che sono insite nel riavvio degli impianti sia alle Nazioni Unite che alle istituzioni dell’Ue. Continuiamo a sperare nel buon senso dei potenti, anche se i primi sbuffi di polveri tossiche sono previsti in tempi assai brevi. Si parla di giorni.

http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/MainPage.html