Se ci incontreremo di nuovo

gianni-bava-copia(Ispirato al video musicale di Timbaland e Perry, “If we ever meet again”)

LAURA BLENGINO

Il gancio era stato fissato e si issava sempre più sù.
Il nero della notte – e dei suoi vestiti- gli regalava sicurezza.
Ogni piano che sorvolava era come toccare il cielo con un dito.
Il suo obiettivo era quasi lì, vicino a lui.
Un ultimo piano e il suo sforzo non sarebbe stato vano.
Era arrivato. Non pareva vero!
Dopo mesi di pianificazione e dopo minuti di scalata del palazzo, ora era lì.
La luna si specchiava sul vetro. Per un attimo gli sembrò di vederci riflesso un sorriso beffardo fatto dal corpo celeste.
Dallo stupore quasi non cadde. Poi si riprese e si ricompose.
Quello era il suo, in corrispondenza impressionante e precisa con il riflesso lunare.
Ruppe il vetro, ma il suo sogno non andò in frantumi.
Anzi… “prelibava” già il suo misfatto.
Sganciò la corda. La tensione vibrava tutta intorno a lui.
Il quadro era lì. I colori erano come in tutta la stanza.
La luce fuoriusciva dal dipinto. Incantava tutti, compreso lui.
Pollock, le sue idee innovative e la sua follia lo pervasero.
Come una malattia si espandeva.
E una risata pazza si sbriciolò tra quelle quattro mura.
E l’immenso silenzio la fece rieccheggiare ancora di più, rendendola spaventosa.
Il piano era riuscito. Le guardie erano appena passate.
Il prossimo giro di controllo era previsto tra 10 minuti.
Si ripreparò.
Si mise l’imbragatura. Legò l’oggetto alla corda, controllando e ricontrollando che fosse ben fissato.
E si calò giù, salutando l’antifurto evitato, il buio e il vuoto nella stanza.
Stava già gongolando. Ma era già troppo presto.
Mancavano un paio di metri all’atterraggio.
Proprio in quello spiazzo, dove avrebbe messo i piedi per terra, aveva attraccato un gruppo musicale.
Per fare le prove.
Tra tutti i cortili, proprio lì!
Amalgamarono i suoni e la musica incominciò.
Un simpatico e allegro motivetto. Questo gli si appiccicò in testa e non si scrollava più da addosso.
“I’ll never be the same – if we ever meet again
Won’t let you get away-ay – say, if we ever meet again
This free fall’s, got me so
Kiss me all night, don’t ever let me go
I’ll never be the same
if we ever meet again…”.
La gente si radunò, fortunatamente e sfortunatamente.
Fortunatamente perchè la folla gli serviva da scudo. Sfortunatamente perchè l’attenzione gli piombò addosso.
E con essa i poliziotti.
Preso dal panico e dalla fretta lasciò il quadro lì, appoggiato a terra.
Come un reietto, un appestato.
Tutto andò in frantumi.
Un pensiero si fiondò su di lui.
If we ever meet againse noi ci incontreremo di nuovo.
E il sorriso iniziale si incrinò, deteriorandosi irreversibilmente in un pianto amaro.

(Disegno di Gianni Bava*; Poesia di Attilio Ianniello; Foto di Lorenzo Barberis)

* Se ve lo chiedevate: sì, il quadro è storto apposta.