Una Questione Spinoza

LORENZO BARBERIS

I Dialoghi Eula, giunti alla loro terza edizione, sono il principale evento di incontro politico nell’ambito monregalese, pur tenendosi nella vicina Villanova Mondovì.

Il primo anno l’evento si era tenuto un po’ sottotono; lo scorso anno (qui la recensione: http://www.margutte.com/?p=10275) vi era stato un notevole lancio tramite la presenza della discussa ministra Elsa Fornero, associata alla famigerata riforma delle pensioni, che aveva dato origine anche ad alcune (blande) contestazioni, utilissime e ben sfruttate a livello mediatico.

SNL-logo

Già allora, avevo trovato molto interessante la serata inaugurale dedicata alla satira, con l’attenzione ai veri fermenti satirici, quelli del web.

Si era così avuta la possibilità di incontrare i protagonisti del Terzo Segreto di Satira, autori di video satirici su Youtube.

Quest’anno ha visto invece l’incontro tra due tra i principali siti satirici: Spinoza and Lercio, S’N'L si è voluto scrivere, come Soul’n'Blues viene sintetizzato S’N'B. La data, il Primo Aprile, era perfetta.

spinoza_blog

I due siti rappresentano due approcci complementari alla satira testuale online sul giornalismo. Spinoza, nato nel 2005, è stato creato dal cuneese Alessandro Bonino, e rielabora in modo satirico le notizie apparse sui principali media nazionali. Il nome è un rimando ironico al filosofo Baruch Spinoza, ch rimanda alla moda dei blog italiani dell’epoca di darsi nomi filosofici (sul modello di Wittgenstein di Luca Sofri, del 2000).

Lercio nasce nel 2012; il nome riprende (anche nella grafica) quello della free press “Leggo”. Il sito si dedica invece a creare notizie parodistiche, totalmente inventate.

La serata si è sviluppata come uno show in cui i fondatori dei rispettivi siti si sono alternati nel leggere un florilegio delle più riuscite battute generate dai due rispettivi collettivi che stanno dietro ai due progetti.

Y7IYRDifficile trovare titolo migliore.

Bonino ha anche arricchito l’esposizione con citazioni da grandi classici da lui posseduti, quali le poesie di Sandro Bondi e quelle di Flavia Vento, sillogi letterarie all’interno delle quali si possono trovare perle notevoli, e la biografia della D’Addario, con le sue pagine tra l’erotico e l’inquietante su un celebre ex-premier.

patrizia-640x640x80(Credo non serva sottolineare il significato subliminale felliniano di quel “Gradisca”)

Il divertimento è stato indubbio, nel fuoco di fila di battute organizzate per blandi nuclei tematici. Nel bombardamento satirico cui siamo stati felicemente sottoposti colpisce la spregiudicatezza dei due siti nell’affrontare anche la satira religiosa, che è un taboo molto presente in Italia sul poco che resta della satira cartacea e televisiva.

A tale proposito, sarebbe stato interessante avere un riscontro più dettagliato sulle reazioni ricevute (qualcosa si è accennato, ma in modo informale) su questo ed altri temi. Il terzo segreto di Satira, molto più blando e in punta di fioretto sulla satira religiosa (si veda il divertentissimo ma cauto “Natale con l’ISIS”) ha, l’anno scorso, riferito di reazioni scomposte – e divertentissime – per casi di satira tutto sommato blandi come quello sulla crisi greca (tra l’altro, spesso con completo fraintendimento dei meccanismi satirici).

Muciaccia_1Muciaccia satanista sembrerebbe un fake, all’apparenza.

Similmente, divertente il gioco su cosa è Lercio e cosa non lo è (la platea ha riconosciuto nel modo corretto poco più della metà delle notizie, un 6+ dicono gli autori benevoli: ma il “test di Turing” della satira non sarebbe passato); però sarebbe stata interessante, anche qui, qualche riflessione in più su un altro tipo di reazione: ovvero quello di chi – più o meno consapevolmente – riprende tali notizie come vere o verosimili, per mestare nel torbido o per analfabetismo funzionale.

Ricordo ad esempio una satira sulla Kyenge, palesemente rivolta contro i suoi detrattori, che era circolata moltissimo su Facebook come autentica (in questo, comunque, si nota una differenza tra i due siti, poiché Lercio è molto più ripreso su FB di Spinoza – che è pre-FB – almeno attualmente).

E se nel caso di Lercio in sé non si può dire che vi sia alcuna sua responsabilità (le sue notizie possono essere riprese come vere, ripeto, solo per goliardia, malafede o ritardo culturale), sulla sua scia sono nate testate online “satiriche” che giocano molto più sul filo del rasoio tra bufala e parodia.

Un tema che sarebbe stato interessante approfondire, e che magari potrebbe essere oggetto di un prossimo invito “a solo” del collettivo.